Salto ostacoli, gli Emirati conquistano l’argento a squadre dopo un’emozionante sfida ai Giochi Asiatici di Tokyo.

Salto ostacoli, gli Emirati conquistano l’argento a squadre dopo un’emozionante sfida ai Giochi Asiatici di Tokyo.

Gli Emirati Arabi Uniti firmano cinque percorsi netti e restano in corsa per l’oro fino all’ultimo cavaliere. L’Arabia Saudita conferma il titolo ai Giochi Asiatici.

La squadra emiratina di salto ostacoli ha conquistato una splendida medaglia d’argento alla ventesima edizione dei Giochi Asiatici Aichi-Nagoya 2026,
al termine di un’emozionante finale a squadre al JRA Equestrian Park, dove la lotta per l’oro si è decisa soltanto con l’ultimo cavaliere in gara.

Rappresentati da Sheikha Latifah Bint Ahmed Al Maktoum con Cornet XL, Humaid Abdulla Khalifa Al Muhairi con Mentos, Abdullah Humaid Al Muhairi con Hudson de Vains e Omar Abdul Aziz Al Marzooqi con Enjoy de la Mure, gli Emirati Arabi Uniti hanno realizzato cinque percorsi netti nelle due manche, chiudendo con appena quattro penalità e conquistando l’argento davanti al Giappone, Paese ospitante.

Gli Emirati hanno iniziato la competizione con grande determinazione. Sheikha Latifah ha aperto la gara per la squadra, entrando in campo come seconda atleta nell’ordine di partenza. Dopo un percorso condotto con sicurezza, il binomio con Cornet XL ha chiuso con quattro penalità in 73,92 secondi, prima che i suoi tre compagni di squadra realizzassero altrettanti percorsi netti consecutivi. Humaid e Mentos hanno fermato il cronometro a 71,95 secondi, Abdullah e Hudson de Vains hanno concluso in 73,42 secondi e Omar ed Enjoy de la Mure hanno completato la prima manche in 71,91 secondi. Scartato il risultato meno favorevole, gli Emirati hanno terminato la prima manche senza penalità, accedendo alla seconda a pari merito con l’Arabia Saudita in testa alla classifica.

Sheikha Latifah è tornata per prima in campo per gli Emirati nella decisiva seconda manche, firmando un eccellente percorso netto in sella a Cornet XL in 74,49 secondi. Humaid ha proseguito con un’altra prestazione impeccabile su Mentos in 71,38 secondi, mantenendo la squadra a zero penalità e aumentando la pressione sulle rivali nella corsa alle medaglie.

Abdullah e Hudson de Vains hanno purtroppo abbattuto una barriera, terminando con quattro penalità in 72,90 secondi e affidando le speranze della squadra al quarto e ultimo binomio. Omar ed Enjoy de la Mure sono entrati in campo consapevoli che un percorso netto avrebbe consentito agli Emirati di chiudere senza penalità e, potenzialmente, di disputare un barrage per l’oro. Nonostante una prestazione determinata, anche questo binomio ha abbattuto una barriera, concludendo con quattro penalità in 73,94 secondi e portando il punteggio finale degli Emirati a quattro penalità. Grazie a un tempo complessivo inferiore a quello del Giappone, il risultato garantiva almeno l’argento, mentre l’assegnazione dell’oro restava ancora aperta.

L’esito finale dipendeva dall’Arabia Saudita, campione in carica dei Giochi Asiatici, il cui ultimo cavaliere, Ramzy Al Duhami, è entrato in campo con la medaglia d’oro in gioco. Sotto un’enorme pressione, Al Duhami ha realizzato il percorso netto necessario alla sua squadra per confermare il titolo, lasciando agli Emirati un argento conquistato al termine di una sfida combattutissima.

Gli Emirati hanno chiuso con quattro penalità, precedendo il Giappone, medaglia di bronzo con lo stesso punteggio ma un tempo complessivo di 226,12 secondi, contro i 218,77 degli Emirati. L’Arabia Saudita ha conquistato l’oro senza accumulare penalità nelle due manche. William Funnell, caposquadra dell’Emirates Jumping Team, ha elogiato la prestazione collettiva, sottolineando quanto poco fosse mancato alla conquista dell’oro.

«Siamo venuti qui per vincere l’oro, ma non è andata così. Tutti hanno fatto bene, ma in una giornata come questa serve anche un po’ di fortuna. Prima dell’ultimo percorso di Omar ed Enjoy pensavamo che saremmo andati al barrage con l’Arabia Saudita, ma il salto ostacoli è così. Un errore sfortunato può cambiare tutto. «Ogni cavaliere ha dato il proprio contributo oggi, ed è un aspetto molto positivo: i risultati di tutti sono stati determinanti. Credo che i cavalieri abbiano montato estremamente bene. Arrivando qui dopo i Campionati del Mondo, abbiamo dimostrato la solidità dell’intera squadra. Abbiamo un ottimo gruppo e anche cavalieri rimasti a casa che sarebbero pienamente in grado di venire qui e svolgere questo compito. È un segnale incoraggiante per il futuro».

Durante la conferenza stampa successiva alla gara, i cavalieri degli Emirati hanno elogiato le prestazioni dei compagni, ribadendo di essere arrivati a Tokyo con l’obiettivo di vincere l’oro. Pur delusi per aver mancato di poco il titolo, hanno riconosciuto che la fortuna non era stata dalla loro parte e hanno espresso orgoglio per la prestazione collettiva.

La medaglia d’argento rappresenta un altro importante traguardo per Emirates Jumping, migliorando il bronzo conquistato nella precedente edizione dei Giochi Asiatici a Hangzhou e confermando la qualità e l’ampiezza della rosa emiratina.

L’attenzione si sposta ora sulle gare individuali, che inizieranno sabato 3 ottobre. Le manche finali e le cerimonie di premiazione si svolgeranno domenica 4 ottobre al JRA Equestrian Park.

Didascalia foto. Argento a squadre per gli Emirati Arabi Uniti alla ventesima edizione dei Giochi Asiatici Aichi-Nagoya 2026. © Jaz Leach

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