Mirko Cassotti racconta l’argento ai Mondiali Giovani Cavalli di Attacchi con Oxbow

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Ai Campionati del Mondo giovani cavalli di attacchi in Ungheria, il driver italiano ha conquistato il secondo posto tra i sette anni. Dietro la medaglia ci sono tre anni di lavoro, la fiducia nelle qualità di Oxbow e il sostegno della compagna Justine Balini.

Quando Mirko Cassotti vide Oxbow per la prima volta, il cavallo viveva in un paddock in Olanda insieme al fratello più giovane. Aveva quattro anni, non era ancora stato avviato a un lavoro strutturato e Mirko cercava da mesi un secondo cavallo da affiancare a Joy Boy. Un video trovato online lo convinse a partire in auto per conoscerlo; dopo le visite veterinarie, decise di acquistarlo.

Tre anni più tardi, quel cavallo ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati del Mondo giovani cavalli di Attacchi. Per Mirko è «la gioia più grande a livello sportivo» della sua vita. Ma nel raccontarla torna soprattutto a ciò che è accaduto fra quel primo incontro e il podio: il tempo lasciato a Oxbow per crescere, i momenti di gioia e, naturalmente, di sconforto durante la sua preparazione e le persone che hanno reso possibile il risultato.

Una passione di famiglia diventata sport

Gli attacchi fanno parte della vita di Mirko Cassotti da quando aveva cinque anni. In famiglia erano una passione, vissuta fra fiere e appuntamenti amatoriali, senza esperienze agonistiche. Fu Maurizio Morbis, un amico di famiglia, a suggerirgli a diciassette anni di provare le prime gare regionali.

Da lì arrivarono i brevetti, il passaggio alle categorie superiori e i Campionati Europei giovanili: nel 2014, in Polonia, chiuse al quarto posto; nel 2016 tornò a competere nella rassegna continentale in Germania. Dopo una stagione con le pariglie, si fermò per tre anni a causa degli impegni di lavoro e di un problema fisico che rendeva difficile stare in carrozza. Nel 2021 riprese a gareggiare con i singoli.

Accanto a lui, lungo questo percorso, c’è Justine. «Se non ci fosse lei ad aiutarmi, insieme al supporto della mia famiglia, sarebbe impossibile continuare», racconta. La compagna lo segue da anni e oggi condivide con lui anche il lavoro quotidiano nella scuderia, dove i cavalli da gestire sono sei. È stata lei, dopo le prime uscite di Oxbow, a suggerirgli di cercare un aiuto in più per accompagnare la crescita di un cavallo giovane.

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Oxbow, dalla scommessa al Mondiale

Dopo l’acquisto, Oxbow è stato avviato agli attacchi in Olanda. Una volta arrivato in Italia, Cassotti ha scelto di procedere per gradi: le prime uscite vicino a casa, poi una gara fuori classifica nel settembre 2025 per osservare come avrebbe reagito in un ambiente nuovo, fra altri cavalli. Il comportamento di Oxbow lo incoraggiò, ma la strada verso un Mondiale era ancora lunga.

Mirko Cassotti e Justine Balini si sono quindi rivolti a Claudio Fumagalli. Il primo stage insieme è arrivato a febbraio; sono seguite alcune gare riservate ai giovani cavalli e, durante l’estate, la decisione di affidare Oxbow per due mesi al lavoro del tecnico in Olanda. La partecipazione al Mondiale non era ancora certa.

«Dopo tre o quattro settimane Claudio mi ha chiamato e mi ha detto che il cavallo aveva fatto un grosso passo avanti», ricorda Cassotti. Con il via libera federale, la possibilità di partire per l’Ungheria è diventata concreta. Oxbow è rientrato in Italia tre settimane prima della gara, per permettere al driver di ritrovare l’intesa con lui. «Claudio aveva fatto un lavoro stupendo. Il cavallo era migliorato, ma a quel punto ero io a dovermi rimettere al passo.»

Dalla qualifica al podio

Nella prova di qualificazione del venerdì, Oxbow ha ottenuto una media di 8,33, la migliore fra i dieci partenti. Quel punteggio serviva a stabilire l’ordine di partenza e non entrava nel risultato del campionato, ma per Mirko Cassotti è stata la conferma delle qualità mostrate dal cavallo durante l’estate.

Il sabato, nella prova derby, tre errori ai coni hanno portato il binomio al sesto posto. La medaglia sembrava lontana. La domenica, invece, Oxbow si è presentato ancora fresco e disponibile: 8,44 nella prova di dressage e 9,25 ai coni. Una prestazione che ha riportato Mirko nelle prime posizioni, fino all’argento mondiale.

«Ci sono stati gioia, pianti, telefonate da casa. È stato bellissimo», racconta. Poi il pensiero va subito a Oxbow. «Nei giovani cavalli conta soprattutto il cavallo. La cosa che mi rende più felice è vedere quanto sia cresciuto e quanto i giudici abbiano apprezzato il suo cambiamento.»

Cassotti descrive Oxbow come un cavallo intelligente, pronto a imparare e sempre disponibile nel lavoro. Sono qualità che oggi vede premiate sul campo, dopo una preparazione in cui la fretta è stata spesso messa da parte. «Bisogna saper aspettare i loro tempi e capire quando fermarsi su un passaggio che richiede più lavoro. Fino all’estate non sapevamo se saremmo andati al Mondiale.»

L’argento è un punto di partenza per gli anni che verranno. Mirko lo guarda insieme a Justine, ringraziando Fumagalli, la famiglia e chi ha seguito la crescita di Oxbow. Al centro del racconto, però, resta quel cavallo incontrato in un paddock olandese: una scommessa diventata, con pazienza, una medaglia mondiale.

Ph Anett Somogyvári

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