West Nile, prosegue la sorveglianza in Italia: importante la prevenzione anche nelle scuderie

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Il virus è oggetto di un monitoraggio integrato su persone, animali e zanzare. Per i cavalli restano fondamentali vaccinazione, controllo degli insetti e corretta gestione degli ambienti

La West Nile Disease è tornata al centro dell’attenzione durante la stagione estivo-autunnale, ma i dati devono essere letti senza allarmismi e nel quadro del sistema di sorveglianza attivo in Italia.

Secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 16 settembre 2026, dall’inizio della stagione sono stati confermati 657 casi di infezione nell’uomo. Il virus è stato rilevato, attraverso la sorveglianza umana, veterinaria ed entomologica, in 82 province appartenenti a 19 regioni.

Il numero non indica necessariamente altrettante persone con sintomi gravi. Tra i casi segnalati figurano infatti forme febbrili, infezioni asintomatiche individuate attraverso i controlli sui donatori di sangue e forme neuro-invasive. I dati delle settimane più recenti, precisa inoltre l’ISS, possono essere sottoposti a successive integrazioni e revisioni. 

Un sistema di controllo integrato

La sorveglianza italiana sulla West Nile riunisce informazioni provenienti da persone, uccelli, cavalli e zanzare. Questo approccio permette di individuare tempestivamente la circolazione virale e di adottare le misure previste per la tutela della salute pubblica, degli animali, delle donazioni di sangue e dei trapianti.

Il monitoraggio dei casi umani viene effettuato durante tutto l’anno. Nelle aree nelle quali il virus è già stato identificato, la sorveglianza viene rafforzata dall’inizio di maggio fino alla fine di novembre.

Anche l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, pubblica aggiornamenti periodici sull’andamento della West Nile nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. 

Come si trasmette la West Nile?

Il virus West Nile viene mantenuto in natura attraverso un ciclo che coinvolge principalmente gli uccelli selvatici e le zanzare, in particolare quelle appartenenti al genere Culex.

Le zanzare possono acquisire il virus pungendo un uccello infetto e successivamente trasmetterlo ad altri animali. L’uomo e il cavallo sono considerati ospiti accidentali “a fondo cieco”: possono contrarre l’infezione, ma non sviluppano normalmente una quantità di virus nel sangue sufficiente a contagiare altre zanzare.

Non esiste quindi una trasmissione diretta da cavallo a cavallo o da cavallo a uomo. La presenza di un cavallo positivo può tuttavia segnalare che il virus sta circolando nell’area attraverso gli insetti vettori.

West Nile nel cavallo: quali segnali osservare

La maggior parte dei cavalli infetti non manifesta sintomi oppure presenta segni lievi e transitori. In una quota limitata di soggetti possono però comparire manifestazioni neurologiche, tra cui debolezza, difficoltà di coordinazione, atassia, tremori, alterazioni del comportamento, paresi o difficoltà a mantenere la stazione quadrupedale.

Di fronte a sintomi sospetti è necessario contattare tempestivamente il medico veterinario, evitando diagnosi autonome.

HSJ aveva già approfondito le caratteristiche della patologia e le principali misure di protezione nell’articolo “La malattia di West Nile”⁠.

Vaccinazione e prevenzione in scuderia

Per il cavallo sono disponibili vaccini contro la West Nile Disease. La scelta del protocollo vaccinale, dei richiami e delle relative tempistiche deve essere valutata insieme al veterinario, tenendo conto dell’età del soggetto, della zona geografica e degli eventuali spostamenti.

Alla vaccinazione deve affiancarsi una corretta gestione della scuderia. È consigliabile eliminare i ristagni d’acqua, pulire con regolarità abbeveratoi, secchi, grondaie e canalizzazioni, utilizzare prodotti repellenti autorizzati e ricorrere, quando opportuno, a coperte antinsetto, zanzariere e sistemi di ventilazione.

L’aumento dell’attenzione nei confronti della West Nile non deve quindi tradursi in allarme. La presenza di una rete nazionale di monitoraggio consente di seguire l’andamento della circolazione virale, mentre vaccinazione, controllo delle zanzare e assistenza veterinaria restano gli strumenti principali per proteggere i cavalli.

West Nile nell’uomo: cosa sapere

Il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex. Non si trasmette con il normale contatto tra persone né dal cavallo all’uomo. La maggior parte delle persone infette non presenta sintomi; quando compaiono, possono includere febbre, mal di testa, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi e manifestazioni cutanee.

Le forme neurologiche gravi sono rare e interessano più frequentemente persone anziane o fragili. Il periodo di incubazione varia generalmente da 2 a 14 giorni e può arrivare a 21 nei soggetti immunodepressi.

Secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 16 settembre 2026, in Italia sono stati confermati 657 casi nell’uomo: 345 forme neuro-invasive, 224 forme febbrili, 80 infezioni asintomatiche individuate nei donatori di sangue e otto casi classificati diversamente. Sono stati notificati 51 decessi, uno relativo a un’infezione importata. I dati delle settimane più recenti sono ancora suscettibili di aggiornamento.

La West Nile è pericolosa per i cani?

Vi sarete chiesti: e i cani?

Anche i cani possono essere infettati dal virus West Nile attraverso la puntura di una zanzara infetta, ma lo sviluppo della malattia clinica è considerato raro e, nella maggior parte dei casi, l’infezione non provoca sintomi evidenti.

Sono state segnalate solo occasionalmente forme neurologiche. Il cane non è considerato una fonte di contagio per le persone o per altri animali e non esiste una trasmissione attraverso il normale contatto. A differenza del cavallo, la vaccinazione contro la West Nile non è raccomandata né praticata nel cane.

La prevenzione si basa quindi sulla riduzione dell’esposizione alle zanzare e sull’impiego di prodotti repellenti specificamente autorizzati per la specie, scelti con il veterinario. 

AC

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