Quando gli animali aiutano a stare meglio.
Gli interventi assistiti con animali tra benefici scientifici, relazioni e regole precise.
Un dolce bambino ha dodici anni e una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Da qualche tempo parla pochissimo e tende a isolarsi. I genitori, preoccupati, cercano nuove forme di supporto e scoprono gli interventi assistiti con animali, un insieme di pratiche che possono facilitare la comunicazione e ridurre l’ansia.
Durante il primo incontro in un centro specializzato, mentre gli operatori spiegano come si svolgerà l’attività, il bimbo si allontana e si avvicina a un recinto con alcuni asini. Ne sceglie uno e resta fermo davanti a lui. L’animale è calmo, immobile. Dopo qualche istante il ragazzino comincia a parlargli sottovoce, raccontandogli quello che gli passa per la testa. L’asino resta lì, presente. È la prima volta dopo giorni che i genitori sentono la voce del figlio.
Interventi assistiti con animali, non magia, ma relazione
Episodi come questo non hanno nulla di miracoloso. In alcuni bambini e ragazzi la presenza di un animale può facilitare l’espressione verbale ed emotiva, offrendo un canale di comunicazione alternativo. È uno dei modi in cui gli interventi assistiti con animali possono affiancare i percorsi terapeutici tradizionali.
L’idea di coinvolgere animali nei contesti di cura nasce negli anni Cinquanta grazie allo psichiatra infantile Boris Levinson. Oggi, però, il termine “pet therapy” è considerato riduttivo. La definizione corretta è interventi assistiti con animali (IAA), una dicitura che sottolinea il carattere strutturato, professionale e regolamentato di queste pratiche.

Benefici sullo stress e sul benessere psicofisico
Numerosi studi indicano che la presenza di un animale in situazioni potenzialmente stressanti può contribuire a ridurre l’ansia, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Il legame tra esseri umani e animali affonda le sue radici nella storia: il cane è stato il primo animale addomesticato oltre 15 mila anni fa, seguito dal gatto, dall’asino e dal cavallo.
Negli ultimi decenni questo rapporto è diventato oggetto di crescente interesse scientifico. In Italia gli IAA sono diffusi in ambito socio-sanitario, educativo e ricreativo e coinvolgono anziani, persone con disabilità fisiche o cognitive, pazienti psichiatrici, ma anche bambini e adolescenti.
Linee guida nazionali e garanzie di qualità
Nel 2015 il Ministero della Salute, insieme a Regioni e Province autonome, ha approvato le Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con animali, tuttora in vigore. Le norme stabiliscono standard precisi per la tutela delle persone coinvolte e per il benessere degli animali.
Un ruolo centrale è svolto dal Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, presso cui opera il Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con animali. Il Centro contribuisce alla definizione dei criteri sanitari e comportamentali degli animali, collabora con la medicina umana, forma operatori qualificati e promuove la ricerca scientifica sulla sicurezza e l’efficacia degli interventi.
Terapia, educazione, attività, le tre anime degli IAA.
«La parola “pet therapy” è impropria perché suggerisce un’unica pratica generica e non regolamentata», spiega Franco Mutinelli, direttore del Centro di referenza. «In Italia si parla di interventi assistiti con animali, che comprendono tre ambiti distinti».
Terapie assistite con animali (TAA): hanno finalità cliniche e sono integrate in programmi di cura individualizzati.
Educazione assistita con animali (EAA): riguarda percorsi educativi o riabilitativi non clinici, con l’obiettivo di rafforzare competenze e resilienza.
Attività assistite con animali (AAA): interventi di tipo ricreativo, motivazionale o ludico.
In tutti i casi si tratta di progetti strutturati, realizzati da équipe multidisciplinari in cui sono sempre presenti il coadiutore dell’animale e il veterinario esperto in IAA.
A chi sono rivolti
Gli interventi assistiti con animali possono svolgersi in ospedali, servizi territoriali, residenze per anziani, scuole, comunità terapeutiche, istituti penitenziari e fattorie sociali. Sono rivolti a persone di tutte le età: bambini con disturbi del neurosviluppo, adolescenti con difficoltà emotive, anziani anche con demenza, persone con disabilità motorie o sensoriali, pazienti psichiatrici e soggetti in condizioni di fragilità o isolamento.
Le evidenze scientifiche più solide riguardano la sfera emotiva e relazionale: riduzione di stress e ansia, aumento della motivazione e della partecipazione, miglioramento delle abilità sociali e benefici psicofisici generali, soprattutto negli anziani.
Il ruolo centrale del veterinario e il benessere animale
Come vengono scelti gli animali? «Devono possedere requisiti comportamentali specifici: stabilità emotiva, socievolezza, capacità di affrontare contesti nuovi», chiarisce Mutinelli. «Non tutti gli animali sono idonei».
Il veterinario esperto in IAA valuta il binomio animale–coadiutore, controlla lo stato di salute, monitora il benessere dell’animale e previene il rischio di zoonosi, garantendo la sicurezza dell’intervento.
Quali animali possono partecipare
Per le attività assistite possono essere coinvolti diversi animali domestici. Per le terapie e l’educazione assistita, invece, le Linee guida prevedono solo cinque specie: cane, gatto, coniglio, cavallo e asino. Progetti che coinvolgono specie diverse devono essere valutati caso per caso dal Centro di referenza nazionale.
Una pratica in crescita, tra scienza ed etica
Gli interventi assistiti con animali non sono un passatempo né una cura miracolosa. Sono strumenti complessi, che richiedono formazione, responsabilità e ricerca continua. Quando applicati correttamente, però, possono aprire spazi di relazione e comunicazione difficili da raggiungere in altri modi.
A volte basta la calma silenziosa di un animale per permettere a una persona di ritrovare, anche solo per un momento, la propria voce.
HSJ – RL
Fonti: Ministero della Salute, Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con animali (2015); Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie – Centro di referenza nazionale per gli IAA.
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