Preparazione fisica del cavaliere: decision making motorio del cavaliere in gara

Sfida e concentrazione nell'equitazione
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Nel contesto della competizione, la performance del cavaliere non è determinata unicamente dalla qualità del gesto tecnico, ma dalla capacità di selezionare e modulare il gesto corretto nel momento opportuno, in condizioni di elevato carico fisico e cognitivo. Questo processo, definito decision making motorio, rappresenta una componente centrale della prestazione equestre, come ci spiega l’Equestrian Performance Coach Sofia Caniato.

Durante una gara, il cavaliere è chiamato a prendere decisioni motorie continue: quando intervenire, con quale intensità, per quanto tempo e in quale fase del movimento del cavallo. Queste scelte non avvengono a livello puramente cosciente, ma sono il risultato dell’interazione tra percezione, controllo posturale e automatismi motori costruiti nel tempo attraverso l’allenamento.

Quando il sistema funziona in modo efficiente, le decisioni risultano fluide e coerenti; quando il controllo motorio si deteriora, anche in assenza di errori tecnici evidenti, la qualità della performance diminuisce.

In allenamento, soprattutto a bassa intensità, il cavaliere può ricorrere a un maggiore controllo cosciente del movimento, correggendo assetto e posizione in modo deliberato. In gara, invece, il tempo a disposizione per l’elaborazione cosciente si riduce drasticamente e il sistema nervoso deve affidarsi in larga parte a schemi motori automatizzati. La solidità di questi schemi determina la qualità delle decisioni motorie sotto pressione.

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La fatica gioca un ruolo determinante in questo processo. Non si limita a ridurre la capacità di produrre forza o resistenza, ma incide direttamente sul controllo motorio fine e sulla capacità di scelta. Con l’aumentare dello sforzo, il sistema nervoso centrale tende a privilegiare soluzioni più economiche dal punto di vista energetico, spesso meno efficienti dal punto di vista biomeccanico. In sella, questo si manifesta con alterazioni del timing degli aiuti, riduzione dell’indipendenza tra arti superiori e inferiori, rigidità selettiva del tronco o delle spalle e perdita di continuità dell’assetto. Si tratta di adattamenti automatici, non volontari, che emergono quando il corpo percepisce la richiesta come complessa o instabile.

Il timing degli aiuti rappresenta una delle espressioni più evidenti del decision making motorio. Un aiuto anticipato o ritardato rispetto al movimento del cavallo non è necessariamente riconducibile a un errore tecnico, ma spesso deriva da una perdita di sincronizzazione tra percezione e azione. Quando il controllo del bacino o del tronco diminuisce, il cavaliere fatica a percepire correttamente le oscillazioni del cavallo; di conseguenza, la decisione motoria viene presa su informazioni incomplete o ritardate. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle transizioni e negli avvicinamenti al salto, dove variazioni minime di timing possono modificare in modo significativo l’equilibrio del binomio.

La preparazione fisica del cavaliere assume quindi un ruolo chiave nel preservare la qualità del decision making motorio. Un corpo stabile, capace di mantenere controllo del bacino e stabilità del tronco anche sotto carico, dispone di un numero maggiore di opzioni motorie efficaci. Al contrario, quando la stabilità viene meno, le possibilità di scelta si riducono e il gesto diventa progressivamente più grossolano e meno preciso.

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Allenare il decision making motorio significa quindi costruire un sistema capace di raccogliere informazioni, elaborarle rapidamente e tradurle in un gesto coerente anche sotto fatica. La preparazione fisica non ha il compito di aumentare indiscriminatamente il carico di lavoro, ma di proteggere la qualità delle scelte motorie quando le condizioni diventano più complesse.

In gara, il cavaliere non viene messo alla prova solo per ciò che sa fare, ma per ciò che il suo corpo è in grado di scegliere sotto pressione. Un decision making motorio efficiente consente di mantenere precisione del timing, continuità dell’assetto e chiarezza della comunicazione con il cavallo, elementi fondamentali per una performance stabile e ripetibile nel tempo.

Scritto da Sofia Caniato
Equestrian Performance Coach
Laureata Magistrale in Scienze dello Sport e della Preparazione Fisica

Instagram: @sofiacaniato_coach

© Riproduzione riservata.

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