Dopo una caduta da cavallo: gestire la paura che torna quando devi saltare di nuovo

una ragazza che guarda una gara e ha paura di tornare a saltare dopo una caduta da cavallo

Il cavallo scarta e hai paura di saltare di nuovo? Come ritrovare fiducia

Nel precedente articolo abbiamo visto come una caduta da cavallo possa generare una perdita di fiducia nel cavaliere e come il mental coaching possa aiutare a cambiare il significato che attribuiamo a quell’episodio.
Abbiamo infatti raccontato il caso di un atleta che, dopo una caduta in gara, aveva iniziato a pensare di non essere più bravo come prima.

In quell’occasione il primo passo è stato separare l’evento dal suo significato: cadere non significa essere un cattivo cavaliere.
È semplicemente qualcosa che può accadere in uno sport complesso come l’equitazione.

Ma spesso, anche quando questo passaggio mentale è stato compreso, rimane un altro ostacolo molto comune.

La domanda che torna nella mente di molti cavalieri è sempre la stessa:

“E se succede di nuovo?”

È proprio da qui che è ripreso il lavoro con l’atleta durante la successiva sessione di mental coaching.

Quando la paura torna appena pensi al prossimo salto

Dopo aver rielaborato la caduta e aver compreso che quell’episodio non definiva il suo valore come cavaliere, l’atleta si sentiva già più tranquillo.

Eppure c’era ancora qualcosa che lo bloccava.

Mi ha detto:

«Quando penso alla prossima gara mi torna in testa sempre la stessa cosa: e se il cavallo scarta di nuovo? E se cado ancora?»

Questa è una reazione estremamente comune nel mondo degli sport equestri.

Dopo una caduta il corpo spesso recupera rapidamente, ma la mente continua a rivivere l’episodio, anticipando possibili scenari negativi.

È il modo con cui il nostro cervello cerca di proteggerci.

La paura, infatti, non è un segnale di debolezza.

È un segnale di attenzione.

Il lavoro mentale serve proprio a trasformare quella paura in uno strumento di maggiore consapevolezza.

La mente immagina disastri, ma non sono la realtà

Quando un cavaliere cade da cavallo, la mente tende a riprodurre continuamente quella scena: il salto, lo scarto, la perdita di equilibrio.

Con il tempo questo processo può trasformarsi in una previsione negativa:

«Succederà di nuovo».

Ma è importante ricordare una cosa fondamentale:

immaginare qualcosa non significa che accadrà davvero.

La mente ha la tendenza naturale a costruire scenari di pericolo, ma proprio perché sono immagini mentali possiamo imparare a modificarle.

Ed è qui che entrano in gioco alcuni strumenti molto semplici di mental coaching.

Tre strategie di mental coaching per superare la paura dopo una caduta

Durante la sessione abbiamo lavorato su alcuni passaggi pratici che ogni cavaliere può applicare quando si trova ad affrontare la paura di cadere di nuovo.

Cambiare la domanda nella propria testa

Quando il cavaliere dice:

«E se mi scarta di nuovo?»

la mente entra automaticamente in uno scenario negativo.

Una tecnica molto efficace consiste nel modificare la domanda.

Ad esempio:

  • e se invece il cavallo rimane dritto?
  • e se affrontiamo bene il salto?
  • e se questa volta gestisco meglio la situazione?

Non si tratta di negare i rischi dello sport, ma di allenare la mente a considerare anche possibilità positive.

Analizzare la caduta in modo razionale

Un altro passaggio molto utile è fermarsi ad analizzare ciò che è successo.

Ho chiesto all’atleta di prendere carta e penna e rispondere a queste domande:

  • Cosa hai fatto bene prima della caduta?
  • Cosa poteva essere gestito meglio?
  • Cosa puoi migliorare la prossima volta?
  • Cosa hai imparato da questa esperienza?

Durante questo esercizio è emersa una cosa interessante.

Prima della caduta stava montando bene.
Il problema era che si era rilassato un po’ troppo nell’assetto mentre affrontava la combinazione.

Quando il cavallo ha scartato, non era preparato a reagire.

Raccontando la scena ha aggiunto sorridendo:

«Sono finito a terra come un sacco di patate».

Ed è stato proprio in quel momento che qualcosa è cambiato.

Quando si riesce a guardare l’episodio con più leggerezza, la paura inizia a perdere il suo potere.

Trasformare l’esperienza in un piano d’azione

Analizzando la situazione l’atleta ha individuato alcune cose su cui lavorare:

  • maggiore attenzione all’assetto
  • gambe più presenti
  • prepararsi mentalmente anche a eventuali scarti

A quel punto la caduta ha smesso di essere un ricordo negativo ed è diventata un’informazione utile per migliorare.

E questo cambia completamente la prospettiva.

Perché invece di pensare a ciò che potrebbe andare storto, il cavaliere inizia a concentrarsi su ciò che può fare meglio la prossima volta.

Un esercizio di respirazione prima di salire in sella

Mental Coaching edited
Dopo una caduta da cavallo: gestire la paura che torna quando devi saltare di nuovo 3

Un altro strumento molto efficace è la respirazione.

Prima di montare a cavallo si può fare un breve esercizio di concentrazione.

Seduto comodamente e ad occhi chiusi:

  • inspira per 4 secondi
  • trattieni l’aria per 2 secondi
  • espira lentamente per 4 secondi
  • pausa per 2 secondi

Ripetere questa sequenza per alcuni minuti aiuta a ridurre la tensione e riportare la mente nel momento presente.

Il ruolo del mental coach nei momenti di difficoltà

Situazioni come questa dimostrano quanto l’aspetto mentale sia fondamentale negli sport equestri.

Molti cavalieri, quando incontrano un momento di difficoltà, pensano immediatamente di dover lavorare solo sulla tecnica. In realtà spesso il blocco non nasce da un problema tecnico, ma dal modo in cui interpretiamo un evento negativo.

Il mental coaching aiuta proprio in questo:

  • a cambiare prospettiva su ciò che è accaduto
  • a trasformare un episodio negativo in apprendimento
  • a sviluppare strumenti per gestire paura e pressione

Ed è proprio questo tipo di lavoro che permette a molti atleti di tornare in campo con maggiore consapevolezza.

La vera crescita del cavaliere

Nell’equitazione il momento più importante non è quando tutto funziona perfettamente.

È quando qualcosa va storto.

Perché è proprio lì che si sviluppano le competenze più importanti: gestione delle emozioni, capacità di analisi e fiducia in se stessi.

La crescita di un cavaliere non avviene quando non cade mai.

Avviene quando riesce a risalire in sella dopo una caduta con più consapevolezza di prima.

Eva Rosenthal esperta in mental coaching
Preparazione mentale nell’equitazione: il potere del dialogo interiore prima di una gara 3

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