Il cavallo patrimonio culturale: al CNEL firmato il protocollo per la candidatura UNESCO delle arti equestri
Roma – Il mondo equestre italiano compie un passo importante verso il riconoscimento internazionale. Nella Sala Meuccio Ruini del CNEL si è svolto il convegno “Il cavallo: un patrimonio vivente ed un bene da proteggere”, occasione in cui è stato firmato il Protocollo d’Intesa per la costituzione del Comitato promotore della candidatura delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri italiane come patrimonio immateriale UNESCO.
L’iniziativa rappresenta l’avvio formale di un percorso che punta a valorizzare l’equitazione non solo come disciplina sportiva, ma come patrimonio culturale, artistico e sociale radicato nella storia del Paese.
Un progetto condiviso dal mondo equestre
Il progetto nasce grazie al lavoro di Emilio Minunzio, vicepresidente di ASI e responsabile del settore Sport Equestri, nonché consigliere al CNEL. Minunzio ha svolto un ruolo centrale nel mettere in rete istituzioni e associazioni del settore, favorendo la nascita di un’alleanza ampia a sostegno della candidatura.
Accanto ad ASI Sport Equestri hanno aderito numerosi enti e realtà rappresentative del comparto: il Forum ICASTE – promotore dell’iniziativa – insieme alla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), ANAM, Fiera Cavalli Verona, ANAREAL, ANAMF, ASVI Sardegna e l’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia.
La partecipazione di un numero così ampio di portatori di interesse evidenzia la volontà del settore di presentarsi unito nel percorso verso il riconoscimento UNESCO.
Il cavallo tra sport, cultura e società
Ad aprire i lavori è stato il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha accolto i partecipanti sottolineando il ruolo dell’istituzione nel promuovere iniziative che intrecciano sport, cultura e valori sociali.
Nel suo intervento, Emilio Minunzio ha evidenziato il significato profondo della candidatura:
“La candidatura delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri italiane a patrimonio immateriale rappresenta una sfida culturale di grande responsabilità e visione: non è solo il riconoscimento di una disciplina sportiva, ma la valorizzazione di un patrimonio vivente che intreccia storia, etica, formazione e comunità”.
Il cavallo, ha ricordato Minunzio, è da secoli parte integrante dell’identità culturale italiana. Attraverso le pratiche equestri si trasmettono valori fondamentali come rispetto, lealtà e senso di responsabilità, con un forte impatto educativo soprattutto per le nuove generazioni.
Il consigliere ha inoltre sottolineato l’importanza di affrontare il percorso verso la candidatura UNESCO con uno spirito unitario, mantenendo saldi i principi educativi e sociali che caratterizzano la tradizione equestre italiana.
Il sostegno delle istituzioni sportive
A ribadire l’importanza dell’iniziativa è stato anche il presidente della FISE Marco Di Paola, che ha sottolineato come la passione per il cavallo sia il filo conduttore che unisce tutte le realtà coinvolte nel progetto.
Il convegno è poi entrato nel vivo con la moderazione di Nicoletta Angelini, responsabile della formazione di ASI Sport Equestri, che ha introdotto i temi centrali della giornata: il valore del cavallo come patrimonio da tutelare e il significato etico e sociale della candidatura UNESCO.
Tra gli interventi, quello di Rodolfo Lorenzini, presidente del Forum ICASTE e del Comitato promotore, che ha definito il progetto ambizioso e capace di rafforzare il ruolo del cavallo nella società, soprattutto attraverso il teatro e lo spettacolo equestre.
La dott.ssa Papiccio, segretario generale dell’Unione Ippica del Mediterraneo, ha invece evidenziato il valore del cavallo come ponte tra culture diverse, sottolineando la necessità di diffondere la cultura equestre tra le nuove generazioni.
Il ruolo del teatro equestre
Prima della firma ufficiale del protocollo sono intervenuti anche tre rappresentanti del Forum ICASTE – Riccardo Di Giovanni, Antonio Giarola e Umberto Scotti – che hanno posto l’attenzione sul rapporto unico tra uomo e cavallo nel teatro equestre.
In questo contesto, hanno spiegato, il binomio uomo–animale diventa una forma artistica capace di esprimere valori culturali, estetici ed educativi, con particolare attenzione al benessere psicofisico del cavallo.
La firma del protocollo
La giornata si è conclusa con il momento simbolicamente più significativo: la firma del Protocollo d’Intesa nella Sala Verde del CNEL da parte dei rappresentanti delle associazioni e degli enti coinvolti.
Un atto che segna ufficialmente la nascita del Comitato promotore della candidatura UNESCO e l’avvio di un percorso che mira a far riconoscere le arti e le tradizioni equestri italiane come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Il cammino proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative, tra cui l’organizzazione degli Stati Generali del Turismo Equestre, annunciati per il mese di giugno. Un appuntamento che si inserisce nello stesso percorso di valorizzazione del cavallo come elemento centrale della cultura, del territorio e dell’economia italiana.
Con questa iniziativa, il settore equestre italiano punta a consolidare il proprio ruolo non solo nello sport, ma anche nel patrimonio culturale del Paese, dimostrando come il rapporto tra uomo e cavallo continui a essere una tradizione viva, capace di evolversi e parlare alle nuove generazioni.
Fonte comunicato stampa Segreteria ASI Sport Equestri

