La forza silenziosa del cavallo: la terapia assistita con gli equini nel percorso di recupero dopo un trauma

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Nel mondo dell’equitazione siamo abituati a pensare al cavallo come atleta, compagno di gara, partner sportivo. Ma da alcuni anni, accanto ai campi ostacoli e ai rettangoli di dressage, i cavalli stanno assumendo un ruolo diverso e forse ancora più profondo: quello di mediatori emotivi nei percorsi di cura per persone che hanno vissuto traumi psicologici importanti. È qui che entra in gioco la terapia assistita con gli equini, una pratica che unisce il contatto con il cavallo, l’ambiente naturale e il supporto di professionisti della salute mentale.

Sempre più studi scientifici e testimonianze dirette raccontano come il cavallo possa aiutare adulti, giovani e persino bambini a ritrovare equilibrio dopo esperienze traumatiche: incidenti, lutti, violenze, stress post-traumatico legato al lavoro o alla vita personale. Per chi ama i cavalli, scoprire questo lato “terapeutico” dell’animale significa guardarlo con occhi nuovi, comprendendo quanto la sua sensibilità e la sua capacità di relazione possano diventare strumenti di cura.

Cos’è la terapia assistita con i cavalli e perché funziona

La terapia assistita con i cavalli, spesso chiamata equine-assisted therapy o equine-assisted psychotherapy, non è una semplice attività ricreativa. Si tratta di un percorso strutturato, guidato da psicologi o psicoterapeuti, affiancati da operatori equestri specializzati. Il cavallo non è montato: il lavoro avviene da terra e comprende attività come la conduzione, la cura, l’osservazione e la relazione diretta con l’animale.

Il punto centrale non è “fare bene” un esercizio, ma entrare in relazione. Il cavallo, animale estremamente sensibile e reattivo, risponde in modo immediato allo stato emotivo della persona. Ansia, tensione, calma, fiducia: tutto viene “letto” e restituito dal cavallo attraverso il comportamento. Questo feedback non verbale diventa una potente occasione di consapevolezza per chi ha vissuto un trauma, spesso caratterizzato da difficoltà nel riconoscere e regolare le proprie emozioni.

Il trauma e il corpo: perché il cavallo può aiutare dove le parole non bastano

Chi ha vissuto un trauma sa che non si tratta solo di un ricordo doloroso, ma di qualcosa che resta “impresso” nel corpo. Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è spesso accompagnato da ipervigilanza, difficoltà a rilassarsi, problemi di fiducia e una costante sensazione di pericolo. In questi casi, la sola terapia verbale può non essere sufficiente.

Il cavallo lavora proprio su questo livello profondo. Essendo una preda, è naturalmente attento all’ambiente e alle intenzioni di chi gli sta accanto. Per avvicinarsi, guidarlo o semplicemente restare con lui, la persona deve rallentare, respirare, trovare un equilibrio interno. Il corpo, prima ancora della mente, inizia a sperimentare sensazioni di calma e presenza. Questo rende la terapia assistita con gli equini particolarmente efficace come supporto nei percorsi di recupero dal trauma.

Le evidenze scientifiche: cosa dice la ricerca

Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha iniziato a studiare in modo più sistematico l’efficacia della terapia assistita con i cavalli. Uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Reports ha analizzato gli effetti di un programma di terapia assistita con equini su soccorritori e operatori di emergenza affetti da PTSD. I risultati hanno mostrato una riduzione significativa dei sintomi depressivi e traumatici, oltre a un miglioramento del senso di fiducia in se stessi e negli altri.

I partecipanti hanno descritto l’esperienza con i cavalli come uno dei pochi momenti in cui riuscivano a sentirsi davvero calmi e presenti, lontani dall’ansia costante che caratterizza il trauma. Anche altri studi condotti su veterani di guerra e persone esposte a eventi traumatici confermano benefici simili: maggiore regolazione emotiva, riduzione dell’ansia, miglioramento dell’autostima e della capacità di stare in relazione.

Un’esperienza che parla agli appassionati di equitazione

Per chi frequenta il mondo dei cavalli, certi meccanismi non sono una sorpresa. Chi monta o lavora quotidianamente in scuderia sa quanto il cavallo “senta” lo stato d’animo umano. Nervosismo, insicurezza o calma vengono immediatamente riflessi nel comportamento dell’animale. La terapia assistita con gli equini porta questa conoscenza empirica dentro un contesto terapeutico strutturato, trasformando ciò che gli appassionati conoscono per esperienza in uno strumento di cura.

Non è raro che persone inizialmente lontane dal mondo equestre scoprano, attraverso la terapia, una connessione profonda con il cavallo. Per molti, quel primo contatto diventa l’inizio di un percorso più ampio, fatto di rispetto, ascolto e, in alcuni casi, di una nuova passione.

Oltre la terapia: inclusione, natura e relazione

Un altro aspetto fondamentale della terapia assistita con i cavalli è l’ambiente in cui si svolge. Lontano dagli studi medici tradizionali, il maneggio e la scuderia offrono uno spazio aperto, immerso nella natura. Questo contesto favorisce un senso di sicurezza e di libertà che spesso manca nei percorsi di cura più convenzionali.

La relazione con il cavallo non giudica, non chiede spiegazioni, non pretende parole. È una relazione basata sulla presenza e sulla coerenza. Per chi ha vissuto un trauma, questo può rappresentare un primo passo verso il recupero della fiducia, non solo negli altri, ma anche in se stessi.

Uno sguardo al futuro

La terapia assistita con gli equini non è una soluzione miracolosa e non sostituisce i percorsi psicoterapeutici tradizionali. Tuttavia, sempre più professionisti la considerano un valido supporto, soprattutto nei casi in cui il trauma rende difficile l’accesso alle emozioni attraverso il solo dialogo.

Per il mondo equestre, questo significa anche una nuova responsabilità: garantire il benessere dei cavalli coinvolti, la formazione degli operatori e la qualità dei programmi. Quando questi elementi sono rispettati, la relazione tra uomo e cavallo può diventare un potente strumento di cura, capace di restituire equilibrio, fiducia e speranza.

Scientific references

  • Nelson, C., Dossett, K., & Walker, D. L. (2022). Equine-Assisted Therapy for Posttraumatic Stress Disorder Among First Responders. Psychological Reports.
  • Earles, J. L., Vernon, L. L., & Yetz, J. P. (2015). Equine-assisted therapy for anxiety and posttraumatic stress symptoms. Journal of Traumatic Stress.
  • Romaniuk, M., Evans, J., & Kidd, C. (2018). Evaluation of an equine-assisted therapy program for veterans. PLOS ONE.
  • Shelef, A. et al. (2019). Equine assisted therapy for patients with PTSD. Military Medicine.

© Riproduzione riservata.

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