Nutrizione di fine inverno nel cavallo da salto ostacoli

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Preparare muscoli, articolazioni e metabolismo alla nuova stagione agonistica

La fine dell’inverno rappresenta uno dei momenti più delicati nella gestione nutrizionale del cavallo da salto ostacoli. A febbraio molti soggetti iniziano una ripresa progressiva del lavoro, spesso con l’obiettivo di arrivare pronti all’inizio della stagione agonistica primaverile. Tuttavia, dal punto di vista fisiologico e metabolico, il cavallo si trova ancora in una fase di adattamento tipicamente invernale, e questo scollamento tra aumento del carico di lavoro e assetto nutrizionale può diventare un fattore limitante per la performance.

Durante i mesi freddi, la riduzione dell’attività fisica e il minor numero di ore di luce portano a una naturale diminuzione del metabolismo basale. L’alimentazione è spesso basata quasi esclusivamente su fieni conservati e, in alcuni casi, su un aumento dei concentrati per compensare il dispendio energetico legato alle basse temperature. Quando il lavoro ricomincia a intensificarsi, però, l’organismo del cavallo non è ancora pronto a gestire bruschi cambiamenti, né in termini di carico muscolare né di apporto energetico.

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Uno degli errori più frequenti in questa fase è l’aumento rapido dei mangimi concentrati ad alto contenuto di amido, nel tentativo di “dare più energia” al cavallo. In realtà, questo approccio rischia di creare più problemi di quanti ne risolva. Un eccesso di amido può favorire alterazioni della fermentazione intestinale, aumentare lo stato infiammatorio e rendere il cavallo nervoso, più reattivo ma meno efficiente, con un recupero muscolare rallentato e una maggiore rigidità dopo il lavoro.

Nel cavallo da salto ostacoli, l’energia non deve essere solo abbondante, ma soprattutto ben gestita e bilanciata. Le fibre, su tutte quelle fornite dal fieno, rimangono la base irrinunciabile della dieta anche a fine inverno, non solo per il loro ruolo digestivo, ma per la capacità di fornire un apporto energetico costante e stabile. Fieni di buona qualità, eventualmente supportati da fibre digeribili come la polpa di barbabietola, aiutano a mantenere un microbiota intestinale efficiente, condizione essenziale per un corretto utilizzo dei nutrienti. Qualora i fieni non fossero di buona qualità, in attesa del nuovo fieno a Maggio, possiamo integrare la razione con probiotici e prebiotici in modo da arricchire il microbiota intestinale rendendolo più efficace.

Accanto alle fibre, l’utilizzo dei grassi come fonte energetica assume un ruolo particolarmente interessante in questa fase. I lipidi permettono di aumentare la densità energetica della razione senza sovraccaricare l’apparato digerente con grandi quantità di amido. Nei cavalli da salto che tendono ad “accendersi” facilmente o a perdere concentrazione, l’energia derivante dai grassi favorisce una maggiore regolarità nel lavoro e un miglior supporto al metabolismo aerobico, fondamentale per il recupero tra uno sforzo e l’altro. Ci sono diversi oli in commercio, è da preferire quelli a base di olio di lino, di soia o mix di questi, da evitare quelli di mais e di girasole, per il loro apporto sbilanciato in omega 3, omega 6. Bisogna anche avere l’accortezza che siano già integrati con Vitamina E, come Oil Performance, altrimenti bisognerà aumentarne l’apporto in razione con prodotti specifici contenenti questa vitamina essenziale per il cavallo.

L’amido, naturalmente, non va demonizzato. Rimane una fonte energetica importante per il lavoro di tipo anaerobio, ma a fine inverno deve essere somministrato con attenzione, privilegiando fonti altamente digeribili, suddividendo le razioni in più pasti e mantenendo le quantità entro limiti compatibili con il reale livello di lavoro del cavallo. Un eccesso in questa fase può tradursi in infiammazione muscolare subclinica e in una qualità del gesto atletico meno fluida.

Spesso si tende a concentrarsi esclusivamente sull’energia, trascurando il ruolo fondamentale delle proteine nella fase di ripresa del lavoro. In realtà, a fine inverno il cavallo ha bisogno di “ricostruire” il proprio apparato muscolare. Non è tanto la quantità di proteina grezza a fare la differenza, quanto la sua qualità e il profilo aminoacidico. Aminoacidi essenziali come lisina, treonina e metionina sono determinanti per la sintesi muscolare, per il corretto funzionamento intestinale e per i processi di recupero. Una dieta carente sotto questo profilo può portare a cavalli che lavorano, ma non sviluppano tono e resistenza nel tempo. Aminotop, oltre a fornire un importante pool aminoacidico, apporta anche le vitamine del gruppo B, Carnitina e Betaina, rendendo questo prodotto l’ideale supporto nutrizionale in questo momento di transizione stagionale e di carico di lavoro.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda i micronutrienti. Dopo mesi di alimentazione basata su fieni conservati, le riserve di vitamine e oligoelementi possono essere ridotte. Elementi come rame, zinco e manganese sono indispensabili per la sintesi del collagene e per la resistenza di tendini e legamenti, strutture particolarmente sollecitate nel salto ostacoli. La vitamina E, potente antiossidante, svolge un ruolo chiave nella protezione muscolare, mentre il selenio, se correttamente dosato, supporta la funzionalità neuromuscolare. Carenze subcliniche in questa fase non danno segnali immediati, ma possono compromettere la tenuta atletica del cavallo nel corso della stagione. Un prodotto a base di Vitamina E, Selenio, Vitamina C e atre sostanze che determinano la riduzione della produzione di acido lattico, come Muscle Racing è altamente consigliato in questa fase.

Anche la gestione pratica dei pasti ha un impatto diretto sulla qualità del lavoro. Somministrare pasti ricchi di amido poco prima dell’allenamento può interferire con la concentrazione e aumentare lo stress digestivo. Al contrario, una base fibrosa prima del lavoro e un pasto più energetico dopo l’allenamento favoriscono una migliore disponibilità di energia e un recupero più efficace.

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In termini pratici, una razione di fine inverno per un cavallo adulto da salto ostacoli in fase di ripresa dovrebbe mantenere il fieno di qualità come elemento centrale, affiancato da fibre digeribili, da un concentrato bilanciato a basso o medio contenuto di amido e da un’integrazione minerale-vitaminica adeguata. L’introduzione di fonti lipidiche deve essere graduale e sempre calibrata sul soggetto e sull’intensità reale del lavoro.

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La nutrizione di fine inverno è una fase complicata di passaggio in un momento strategico che può influenzare profondamente l’andamento dell’intera stagione agonistica. Per proprietari, cavalieri e istruttori, adottare un approccio basato sulla gradualità, sulla qualità dei nutrienti e sull’osservazione attenta del cavallo significa creare le condizioni ideali per una performance solida, duratura e sostenibile nel tempo.

Maggiori informazioni su www.equiplanet.it

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