Pacche, carezze, scienza e un pizzico di romanticimo

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Quando i cavalieri danno la pacca sul collo del cavallo a fine gara, per dirgli, “bravo”, cosa significa?

Non è dimostrato che il cavallo interpreti la pacca come “gesto d’amore” umano, anche se noi amanti dei cavalli amiamo pensare il contrario e chissà se avessimo ragione. La parola all’etologia, però.

Dal punto di vista scientifico, il cavallo percepisce perfettamente il contatto grazie a una pelle ricca di terminazioni nervose e a una spiccata sensibilità tattile.

Ciò che cambia è il significato che attribuisce a quel gesto.

In natura infatti, i cavalli esprimono affiliazione attraverso il grooming reciproco, ovvero movimenti lenti, ritmici e prolungati, soprattutto su collo e garrese.
Le ricerche mostrano che carezze umane con caratteristiche simili possono indurre rilassamento e abbassare la frequenza cardiaca.

Le pacche rapide, invece, risultano spesso neutre o poco significative per l’animale.

Questo non significa che il cavallo non possa apprezzare il contatto umano; attraverso l’esperienza e la relazione, può imparare ad associarlo a sensazioni positive.

Più che di “amore” nel senso umano, dunque, la scienza parla di apprendimento, familiarità e benessere percepito e forse è proprio qui che nasce la vera intesa tra cavallo e cavaliere.

foto Sportendurance

© Riproduzione riservata.

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