Assetto del cavaliere e distribuzione del peso: equilibrio e leggerezza a cavallo

Christan Ahlmann e Taloubet ad Aachen 2015

Se nella prima parte abbiamo analizzato i principi fondamentali dell’equilibrio, il ruolo dell’assetto del cavaliere e del baricentro del cavallo e del cavaliere, è ora il momento di approfondire come questi concetti si traducono nella pratica quotidiana del lavoro in sella. (Leggi l’articolo “L’importanza dell’equilibrio a cavallo: il punto di incontro del binomio“)

L’equilibrio non è una condizione statica: è un processo dinamico che evolve con l’addestramento e che si manifesta chiaramente nella qualità del movimento, nella facilità delle transizioni e nella sensazione di leggerezza percepita dal cavaliere.

L’impegno dei posteriori: la chiave dell’addestramento

Uno degli obiettivi principali dell’addestramento è incrementare l’impegno degli arti posteriori, senza alterare la naturalezza delle andature. Caricare maggiormente i posteriori permette al cavallo di sostenere meglio il peso del cavaliere, di sollevare l’anteriore e di muoversi con maggiore equilibrio.

Nelle prime fasi dell’addestramento, il cavallo impara innanzitutto a distribuire il peso in modo più uniforme tra i quattro arti e a portare il cavaliere al trotto seduto. In questa fase, il baricentro del cavallo è ancora piuttosto avanzato e il profilo appare lungo, “in piano”. Con il tempo, attraverso un lavoro corretto e progressivo, il baricentro inizia ad arretrare leggermente. Il cavallo sembra accorciarsi, diventare più compatto e più leggero davanti, come se procedesse in salita.

Quando questo avviene, il cavaliere può agevolare ulteriormente il cavallo scaricando più peso in sella, soprattutto nel lavoro di dressage, in modo da allineare il proprio baricentro a quello dell’animale. Nel salto, invece, l’assetto sollevato resta imprescindibile per mantenere l’equilibrio e la libertà di movimento.

Equilibrio su linee rette e percorsi curvi

Su una linea retta, l’equilibrio ideale del binomio prevede una distribuzione uniforme del peso tra anteriori e posteriori e un bilanciamento simmetrico sui due fianchi. Le difficoltà emergono soprattutto nei percorsi curvi, dove il cavallo, per natura, tende a portare il peso verso l’interno.

In queste situazioni, il cavaliere deve agire in modo speculare: un leggero spostamento del peso verso l’interno segnala al cavallo la direzione, ma uno spostamento eccessivo lo sbilancia. Le immagini che mostrano assetto e sella spostati verso l’interno o l’esterno rendono evidente come un errore del cavaliere possa costringere il cavallo a compensazioni scorrette, inclinando il corpo nella direzione opposta e perdendo equilibrio.

Assetto e sella: un binomio inscindibile

Per garantire un equilibrio corretto, assetto e sella devono essere perfettamente centrati. Una sella che si sposta lateralmente è spesso il sintomo di un assetto sbilanciato o di un sottopancia non adeguatamente regolato. Anche quando il cavallo si inclina in curva, la sella dovrebbe restare stabile e centrata.

Il cavaliere deve imparare a percepire queste micro-variazioni e a correggerle in tempo reale, evitando di appoggiarsi eccessivamente su un lato o di caricare una staffa più dell’altra. L’equilibrio, infatti, non si corregge con la forza, ma con la precisione.

Dal cavallo poco addestrato al cavallo ben addestrato

cavallo addestrato e cavallo non addestrato
Assetto del cavaliere e distribuzione del peso: equilibrio e leggerezza a cavallo 3

Il confronto tra un cavallo poco addestrato e uno ben addestrato è illuminante. Nel primo caso, il profilo è lungo, il baricentro è avanzato e il cavallo fatica a sostenere il peso del cavaliere, soprattutto al trotto seduto. Nel secondo, il profilo appare leggermente accorciato, il dorso più attivo e l’anteriore più leggero.

Questo cambiamento non è solo estetico: è il risultato di un equilibrio migliore, di un assetto corretto e di una comunicazione più efficace tra cavallo e cavaliere. Il cavallo ben addestrato non “subisce” il peso, ma lo accoglie e lo integra nel proprio movimento.

Da principianti a cavalieri consapevoli

Sviluppare un assetto equilibrato richiede tempo, pratica e una costante capacità di ascolto. Non esistono scorciatoie, ma esiste un percorso che, se seguito con attenzione, permette al cavaliere di evolvere da principiante a cavaliere avanzato.

L’equilibrio non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma una competenza da affinare giorno dopo giorno. È ciò che trasforma l’equitazione in un dialogo silenzioso, in cui ogni gesto ha un significato e ogni movimento trova la sua naturale armonia.

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