Atteggiamenti del cavallo in movimento, dal libro del dott Vittorio Meschia.

Atteggiamenti del cavallo in movimento, dal libro del dott Vittorio Meschia.

Il cavallo in movimento può assumere degli atteggiamenti, per istinto di difesa, che possono essere indici premonitori di lesioni, o sintomo di incapacità a riprendere il giusto equilibrio dopo evenienze dolorose.

1) Cavallo che non sbraccia.

Le estensione e l’ampiezza della sgambata sono diminuite. Tali atteggiamenti sono legati o pregresse lesioni degli organi estensori della spalla o al dispiombo della spalla diritta.

Cavallo freddo di spalle.

E’ legato a lesioni croniche del dito o ad un appiombo con inclinazione verticale dell’asse digitale. Il cavallo diminuisce il tempo d’appoggio sul terreno per alleviare le presioni e i carichi.
In questi due casi si percepisce nella visione laterale un movimento degli arti molto accorciato

Cavallo che sposta la traiettoria dell’andatura.
Il cavallo non sollecitato dall’uomo o da eventi fortuiti sposta la traiettoria della sua andatura verso la parte parte sede del dolore.

Cavallo che non cambia azione.

Il cavallo effettua galoppo destro o sinistro a secondo dell’arto che avanza per primo.
Nei percorsi lunghi o nei percorsi con curve il cavallo per ridurre l’affaticamento alterna galoppo destro e sinistro. Questo comportamento è descritto come “cambiare azione” c. Il cavallo spesso in galoppo non cambia azione mantenendo il galoppo sull’arto sano a volte per una percezione istintiva di una lesio ne anoi ancora non evidente, a volte per una difesa alle sollecitazioni di fatti traumatici precedenti.

Cavallo che non copre terreno.

Cavallo che non produce una forte flessione eed estensione degli arti posteriori per lesioni della colonna vertebrale o delle parti alte degli arti posteriori .
I dispiombi possono alterare la traiettoria della levata, della sgambata, del tracciato dell’orma e produrre dei movimenti che nel tempo possono essere causa di traumi e zoppie.

Il cavallo che fabbrica.

La punta dei piedi posteriori colpisce i glomi o la suola e può scalzare i ferri degli anteriori. E’ la conseguenza di un cavallo che non sbraccia o di uno squilibrio nella distribuzione dei pesi del ferro. Per correggere questo difetto si tenga presente che aumentando il peso nella parte anteriore del ferro dell’arto anteriore si allunga l’estensione. Caricando di peso la parte posteriore del ferro dell’arto posteriore si accorcia l’estensione.

Cavallo che si intaglia.

Cavallo che con la parte interna del piede di una arto colpisce una parte bassa o medio alta dell’arto opposto. Dipende da un dispiombo degli arti. Per ovviare a questo problema si ricordi che se si carica di peso con una maggior larghezza la binda esterna del ferro e se si diminuisce di peso con una minor larghezza la binda interna del ferro, il piede accentuerà l’abduzione, cioè lo spostamento, cioè lo spostamento all’esterno.

Cavallo che scrocca.

Movimento a scatto dell’articolazione pastoro-coronaria, visibile e talvolta udibile, dovuto a un’alterazione dell’asse digitale o una sublussazione dell’articolazione pastocoronale.

Cavallo che gira i piedi.

E’ un difetto dei soli arti posteriori. Nel tempo di appoggio il piede ruota più frequentemente all’esterno e può danneggiare la funzionalità del garretto e della grassella. Si può ovviare applicando un ricciolo alla parte posteriore esterna del ferro

Il cavallo che sbigliarda all’esterno o all’interno.


Si produce un’abduzione o un’adduzione dell’arto con un movimento rotatorio esterno o interno, E’ soprattutto legato al dispiombo del piede traverso in fuori o in dentro o del cagnolo o del mancino.

Cavallo che incespica.

Si manifesta con la posata del piede in punta: si ha di conseguenza un’alterazione dell’equilibrio. E’ dovuta al piede con deviazione verticale dell’asse digitale di diverso grado.
Per ovviare si esegue un pareggio dei talloni e si applica un ferro bassissimo di talloni, molto sbarchettato in punta.
Poiché questi atteggiamenti assunti dal cavallo in lavoro comportano alterazioni nella distribuzione delle pressioni e dei carichi, è molto importante un’attenta osservazione e valutazione del ferro e del piede: il ferro per rilevare le possibili usure arrecate dai dispiombi o da errate ferrature; il piede anche con l’ausilio di sostanze coloranti, per accertare il punto di una arto che è bersaglio del suo impatto e del suo urto. Si potranno apportare le modifiche più idonee a correggere queste anomalie.

fonti: La zoppia del cavallo. Conoscere per capire. Dott. Vittorio Meschia – Horse srl

© Riproduzione riservata.

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