Il cavallo nella civiltà greca, simbolo di status, guerra e mito.

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Dall’età micenea alle competizioni olimpiche, come il cavallo influenzò la società, la cultura e la guerra nella Grecia antica.

Nell’antica Grecia il cavallo non fu solo un animale da lavoro. Divenne un simbolo potente legato a potere sociale, guerra, religione e arte. Il suo rapporto con l’uomo riflette la complessità di una civiltà che vide l’equino come compagno, mezzo di trasporto, simbolo di nobiltà e figura mitologica sin dai secoli più antichi.

Origini e ruolo pratico.

Già nel Tardo Bronzo (circa 1600-1100 a.C.) i cavalli comparvero nei contesti greci come animali da trazione di carri da guerra e trasporto. Tale uso, ben documentato nei racconti epici e nelle testimonianze archeologiche, segnala una funzione fondamentale nelle prime società micenee.
Il cavallo richiedeva ingenti risorse e cure. Era costoso da acquistare e mantenere, e raramente veniva consumato come carne, simbolo del suo valore elevato nella società.

Possedere cavalli fu storicamente percepito come status di ricchezza. Ad Atene, ad esempio, sotto le riforme di Solone esisteva una classe sociale chiamata hippeis, composta da cittadini che potevano permettersi di mantenere un cavallo per servire nella cavalleria.
Questo legame tra cavalli e élite sociale compare nei vasi, nelle sculture e nelle pratiche aristocratiche, dove l’equino diventa un marcatore di prestigio e potere.

Guerra e tattiche militari.

In epoca arcaica e classica il cavallo fu inizialmente usato principalmente per trainare carri da guerra. Successivamente, con l’evoluzione delle tecniche, si svilupparono reparti di cavalleria montata, sebbene la fanteria pesante (opliti) rimanesse dominante in molte città-stato.
La cavalleria greca, soprattutto nelle regioni come Tessaglia, giocò un ruolo sempre più importante nelle battaglie, indicando una graduale trasformazione della tattica militare.

Mitologia e simbolismo

I cavalli occupano un posto di rilievo nei miti greci; si credeva che fossero stati creati da Poseidone, dio del mare (e secondo alcune tradizioni, anche del cavallo), e compaiono spesso accanto agli eroi epici.
Figure mitiche come i cavalli del cocchiere di Achille nell’Iliade incarnano l’ideale eroico, mentre i chariot races e gare equestri esaltano il ruolo dell’animale sia come mezzo che come simbolo di gloria e onore.

Sport, cerimonie e arte.

Le gare equestri furono parte essenziale dei giochi panellenici, inclusi i Giochi Olimpici, dove non solo i cavalli ma anche i proprietari delle quadrighe ricevevano onore per la vittoria.
Nell’arte greca il cavallo è frequentemente raffigurato in pitture vascolari, bassorilievi e sculture – testimoniando la sua presenza in molteplici aspetti della vita quotidiana e ideologica.

fonti Studi su cavalli e cavalleria nella Grecia antica (storia militare e culturale). studiosport.com
“Horses in Ancient Greek Life” – Department of Classics, University of Colorado (ruolo sociale, guerra, mito).

HSJ – RL

© Riproduzione riservata.

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