Senza allevatori non c’è futuro. L’allarme di Dirk Willem Rosie per il cavallo sportivo.
Costi in aumento, margini sempre più ridotti e rischi scaricati sugli allevatori, l’intera filiera equestre è chiamata a riconoscere il valore di chi crea i campioni di domani
Il mondo del cavallo sportivo vive una contraddizione sempre più evidente. Da una parte crescono gli investimenti, i montepremi milionari e il valore commerciale dei migliori soggetti impegnati nelle competizioni internazionali. Dall’altra, gli allevatori, ovvero coloro che rappresentano il primo e più importante anello della filiera, si trovano a fronteggiare una crisi economica che mette a rischio il futuro stesso del settore.
A lanciare nuovamente l’allarme è Dirk Willem Rosie, giornalista, allevatore ed ex dirigente del KWPN, oggi alla guida di HorseTelex. In una serie di interventi pubblicati dalla stampa specializzata internazionale, Rosie sottolinea come l’intero sistema equestre stia vivendo uno squilibrio sempre più marcato: mentre il business legato allo sport di alto livello continua a crescere, chi alleva i cavalli fatica sempre di più a sostenere i costi di produzione.
Secondo Rosie, la situazione è ormai sotto gli occhi di tutti. Le spese veterinarie aumentano, così come i costi di gestione, alimentazione, manodopera ed energia. Al tempo stesso, il mercato non sempre riconosce il reale valore del lavoro svolto dagli allevatori, che spesso investono per anni senza alcuna garanzia di ritorno economico.
L’allevamento del cavallo sportivo è infatti un’attività ad alto rischio. Dal momento della scelta genetica fino alla nascita e alla crescita del puledro possono trascorrere anni prima di capire se quell’investimento porterà risultati sportivi o commerciali. In questo lungo percorso, il rischio resta quasi interamente sulle spalle dell’allevatore.
Il paradosso emerge con ancora maggiore evidenza osservando ciò che accade ai vertici dello sport internazionale. I cavalli che competono nei più importanti concorsi del mondo generano premi, sponsorizzazioni e transazioni economiche di enorme valore. Tuttavia, chi ha selezionato le linee di sangue, programmato gli accoppiamenti e sostenuto i costi iniziali raramente beneficia di questi successi.
Per questo Rosie sostiene la necessità di introdurre sistemi che riconoscano economicamente il contributo degli allevatori, attraverso premi o forme di redistribuzione legate ai risultati sportivi dei cavalli allevati. Un modello che in alcuni Paesi esiste già a livello nazionale, ma che secondo molti operatori dovrebbe essere esteso e rafforzato a livello internazionale.
La questione, tuttavia, va oltre il semplice aspetto economico. In molte regioni europee si registra una diminuzione costante del numero di puledri nati ogni anno. Sempre più allevatori scelgono di ridurre o interrompere l’attività, scoraggiati dall’incertezza del mercato e dalla difficoltà di sostenere investimenti a lungo termine.
equi page.de
Fonti di riferimento interventi e analisi di Dirk Wilem Rosie pubblicati su media specializzati sul tema della sostenibilità economica dell’allevamento sportivo.
HSJ – RL
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