Yari e Bandito: “6 stelle in 6 settimane”.

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Sei stelle in sei settimane o due CEI3* in sei settimane, come la giri giri, sono numeri che comunque fanno impressione.

Sei stelle in sei settimane o due CEI3* in sei settimane, come la giri giri, sono numeri che comunque fanno impressione.
Sembra il titolo di un libro ma nei fatti è molto probabilmente un record!
La sfida che Yari e Bandito Nek si erano posti per questo 2026, era quella di correre due CEI3* in un tempo strettissimo.
Francamente credo che nessuno in Italia sia mai riuscito in un’impresa del genere e, se così fosse, complimenti davvero.
Ci preme sottolineare che Yari, rispettando ovviamente i tempi di riposo imposti dalle regole, non ha mai perso di vista la cosa fondamentale, il rispetto e il welfare del cavallo. I suoi ingredienti sono sempre gli stessi, pochi fronzoli sulla testa, del cavallo, solo imboccatura, salite al passo, sorriso sempre presente e sensazioni positive per Bandito, tutto qua!

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Yari e Bandito: "6 stelle in 6 settimane". 3

Ma ascoltiamo che è meglio

“Noi ci siamo riusciti, tuona Yari.

Vittorito per me è stato un grande allenamento in vista del Campionato Italiano. Nell’ultimo giro a Montalcino ho volutamente rallentato perché volevo portare il cavallo al defaticamento nel miglior modo possibile.
Volevo che smaltisse quella competizione in tempi strettissimi e ci sono riuscito perché dopo tre o quattro giorni Bandito era già pronto per tornare ad allenarsi. Aveva una gran voglia di correre e così ho perfezionato gli ultimi lavori.

Al cavallo non ho chiesto una velocità altissima perché non aveva senso. Per me è ancora giovane e non vale la pena spremerlo troppo.
Il Campionato Italiano è stata una gara eccezionale; aver partecipato a quello che probabilmente è stato l’evento più competitivo della storia dell’endurance italiana è per me un onore.
Fin da subito sono rimasto con il gruppo di testa sia nel primo che nel secondo giro e mi sono reso conto che il ritmo sarebbe aumentato sempre di più.
Il cavallo non era pronto per quei ritmi, non era allenato per quel tipo di velocità e soprattutto, come ho già detto, è ancora giovane. Per questo ho scelto di fare una gara molto regolare cercando di risparmiarlo in ogni segmento della competizione.
Ogni volta che potevo aiutarlo e gestirlo meglio l’ho fatto.


Davanti hanno corso una gara eccezionale con ritmi davvero impressionanti. Questo ci fa capire quanto l’endurance italiana sia cresciuta e ci porta a pensare che ai prossimi Mondiali o agli Europei si possa davvero ottenere un risultato importante.
Personalmente sono estremamente felice perché Bandito ha reagito meravigliosamente. Ha fatto una gara eccellente con rientri ottimi e un ultimo giro veloce nel quale il cavallo aveva ancora voglia di andare. Essendo così giovane e risultando senza dubbio il miglior cavallo giovane d’Italia, sono molto fiducioso per il futuro.


Credo in lui credo, in me e credo nel team che mi ha seguito. Voglio ringraziare Massimo Verna, Antony, Aurelia, Filly e Antonella perché mi hanno dato una grandissima mano. Essi hanno creduto in me e mi hanno supportato in tutto il percorso.

L’ultima persona che voglio ringraziare è Luca Giannangeli.
Non ho avuto l’occasione di farlo ufficialmente sul podio e quindi lo faccio adesso.
Il tuo supporto per me è stato davvero importante.
Un abbraccio forte.”

Foto Oreste Testa/Sportendurance

Luca Giannangeli

© Riproduzione riservata.

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