
Dalle origini Ceche ai sogni di campionato: un’intervista con Vaclav Stanek

Dai primi cavalli giovani in Repubblica Ceca fino al palcoscenico dei Campionati Europei con la scuderia canadese Lothlorien Farm, la carriera di Vaclav Stanek è stata un viaggio di perseveranza, adattabilità e passione. Oggi, con base a Toronto e al fianco di Ariel Grange e Daniel Coyle, il cavaliere trentenne—che ha festeggiato il suo compleanno appena due settimane fa—ripercorre il percorso che lo ha portato ai massimi livelli dello sport.
Gli inizi in Repubblica Ceca
La storia di Stanek comincia in Repubblica Ceca, dove il suo percorso equestre è iniziato a dieci anni. A sedici anni, già si stava immergendo nel lato professionale di questo mondo.
“Ho iniziato a montare a cavallo quando avevo circa dieci anni,” ricorda. “A sedici decisi di andare in una scuderia professionale, solo per vedere come funzionava. All’inizio doveva essere solo per l’estate, ma sono rimasto due anni, montando cavalli giovani e osservando un cavaliere professionista al lavoro. È lì che ho deciso che volevo davvero fare questo nella vita.”
Quel primo cavaliere professionista era Jiří Hruška, uno dei migliori saltatori della Repubblica Ceca. “È stato il primo professionista per cui sono andato a lavorare, e siamo ancora oggi molto amici,” racconta con affetto.
Dopo il liceo, Stanek si trasferì in Germania, dove acquisì esperienza preziosa in diverse scuderie, tra cui quella di Johannes Ehning, montando cavalli giovani e osservando i professionisti di alto livello all’opera. Trascorse anche del tempo con allevatori e lavorò brevemente per Dirk Ahlmann, sempre con il focus sulla crescita e lo sviluppo di giovani cavalli.
Tornato in Repubblica Ceca, combinò l’attività equestre con gli studi universitari. In quel periodo il suo momento di spicco fu il secondo posto ai Campionati Nazionali Cechi con un promettente stallone da riproduzione.
Parallelamente agli studi, continuò a maturare esperienza, fino a ottenere un’altra grande opportunità: un posto alla Young Riders Academy in Olanda, dove si allenò con i rinomati cavalieri Ben Schröder, Wim Schröder e Gerco Schröder.
“Era durante il periodo del COVID, quindi non abbiamo fatto molte gare,” spiega, “ma abbiamo lavorato tantissimo in allenamento e sui loro giovani cavalli. Ho imparato moltissimo.”
Il salto oltre l’Atlantico
Dopo il periodo in Olanda, Stanek trascorse un anno come cavaliere presso le scuderie di Paul Schockemöhle, affinando ulteriormente la sua esperienza con cavalli giovani e da commercio. Ma presto sentì la chiamata di una nuova avventura.
“Volevo semplicemente conoscere l’America del Nord, viverla in prima persona—soprattutto il Winter Equestrian Festival,” racconta. “Ho sempre amato prendermi cura dei miei cavalli, quindi non ho mai visto il ruolo di groom come un passo indietro. Mi piaceva, e mi ha dato l’occasione di capire il sistema lì.”
Quello che doveva essere un impegno di tre mesi come groom per il cavaliere irlandese Jordan Coyle si trasformò presto in un anno intero, compreso un tour estivo a Spruce Meadows. Fu proprio in quell’anno che incontrò Daniel Coyle e Ariel Grange, che in seguito gli offrirono l’opportunità di unirsi al team di Lothlorien Farm.
“Ormai sono due anni e mezzo,” dice con un sorriso. “Ed è una grande opportunità. Sono davvero felice di poter fare quello che stiamo facendo.”
Il cavallo di una vita
Ogni cavaliere sogna un cavallo capace di cambiare la carriera. Per Stanek, quel cavallo è Quintin, un castrone di 15 anni con cuore, carattere e potenza.
“Quintin è un cavallo straordinario,” dice con calore. “Ha tutta la potenza, un carattere fantastico, e dà sempre tutto per me. Quando monto bene, per lui sembra tutto facile.”
Stanek ha montato Quintin per la prima volta quando Daniel Coyle gli affidò le redini per un concorso a Spruce Meadows, mentre era in Europa. Quello che doveva essere un passaggio temporaneo è diventato una partnership duratura.
“Abbiamo vinto insieme due Gran Premi cinque stelle a Calgary,” racconta, ancora incredulo. “La prima volta pensavo che forse non mi sarebbe mai più successo in vita mia. E poi, un anno dopo, lo abbiamo fatto di nuovo.”

Lezioni dai giovani cavalli
Gran parte della carriera di Stanek è stata dedicata ai cavalli giovani—una base che, secondo lui, lo ha formato come cavaliere.
“Non sono mai stato il cavaliere più naturalmente dotato,” ammette. “Perciò sentivo di aver bisogno di tanta pratica. Montare cavalli giovani mi ha dato proprio questo—otto cavalli al giorno, tante gare, tanti tipi diversi. Quella pratica mi ha dato il feeling e l’adattabilità che mi servono ora per i grandi percorsi.”
Il primo Campionato Europeo—e obiettivi futuri
Quest’estate, Stanek ha rappresentato la Repubblica Ceca ai Campionati Europei, un traguardo che descrive come un sogno di una vita.
“Quando ero più giovane, andai a vedere le Olimpiadi di Londra e gli Europei ad Aquisgrana, e sognavo un giorno di essere lì anch’io,” ricorda. “Ma sinceramente, quando sono arrivato in Nord America come groom, non avrei mai pensato che un giorno sarei stato qui come cavaliere.”
Guardando avanti, i suoi obiettivi sono chiari.
“Il prossimo grande obiettivo sono i Campionati Mondiali ad Aquisgrana l’anno prossimo,” dice. “Se Quintin resterà in forma, vorremmo provarci. Ovviamente è ancora lontano, ma sarebbe incredibile.”
La strada davanti a sé
Dai primi cavalli di tre anni in Repubblica Ceca alle vittorie nei Gran Premi di Calgary, la storia di Stanek è fatta di determinazione e resilienza. Il suo percorso non è stato sempre lineare—a volte ha significato fare un passo di lato come groom, o aspettare con pazienza le occasioni giuste. Ma ogni fase ha portato esperienza, e ora tutto questo paga in campo gara.
Guardando al futuro con la scuderia Lothlorien, le sue parole sono piene di gratitudine e ambizione:
“Sono davvero felice per l’opportunità che mi hanno dato Daniel e Ariel, e per i grandi cavalli che ho adesso. Vedremo cosa ci riserva il futuro—ma daremo sempre il massimo.”

Valentina Soyyi – PH Epicmanagement
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