Fieracavalli 2026 al via: le parole del direttore di campo Uliano Vezzani

Fieracavalli 2026 al via: le parole del direttore di campo Uliano Vezzani

La 128ª edizione apre le porte fino a domenica 8 novembre. Al Pala Range Rover, Jumping Verona celebra i 25 anni della tappa italiana di Coppa del Mondo. Uliano Vezzani racconta il lavoro dietro le quinte

Verona torna a essere un punto d’incontro per il mondo equestre. Ha preso il via oggi, giovedì 5 novembre, la 128ª edizione di Fieracavalli, che fino a domenica 8 novembre accoglierà appassionati, professionisti e protagonisti dello sport internazionale.

Tra gli appuntamenti più attesi figura Jumping Verona, che celebra quest’anno i 25 anni della tappa italiana della Longines FEI Jumping World Cup™. Il CSI5*-W porterà al Pala Range Rover alcuni dei binomi più seguiti del circuito, in un’edizione che accompagna l’anniversario con un rinnovato allestimento dell’arena. Verona è la terza tappa del girone Europa occidentale della stagione 2026/2027, dopo Oslo e Lione.

I protagonisti attesi al Pala Range Rover

Sono 60 gli atleti di 21 nazioni annunciati per il concorso, con un montepremi complessivo vicino al mezzo milione di euro. Di questi, 250.000 euro saranno destinati alla Longines FEI Jumping World Cup™ presented by Range Rover, in programma domenica.

Tra i nomi attesi figurano Richard Vogel, Steve Guerdat, Ben Maher e Daniel Deusser: interpreti diversi per esperienza e stile, pronti a confrontarsi sui percorsi disegnati da Uliano Vezzani.

Per il pubblico italiano, l’attenzione sarà rivolta anche a Piergiorgio Bucci, insieme a una rappresentativa azzurra che comprende Giulia Martinengo Marquet, Emanuele Camilli e Giacomo Casadei. La presenza degli italiani offrirà agli spettatori numerose occasioni per sostenere i propri beniamini durante il fine settimana.

Uliano Vezzani: tredici anni di percorsi a Verona

Dietro ogni gara c’è un lavoro che comincia molto prima dell’ingresso del primo binomio. Distanze, materiali, disposizione degli ostacoli e caratteristiche del terreno contribuiscono a definire le domande che cavalli e cavalieri dovranno affrontare.

Da tredici anni, a Jumping Verona, questo compito è affidato a Uliano Vezzani. Alla vigilia delle competizioni, il direttore di campo ha ripercorso il suo legame con la manifestazione: prima frequentata da spettatore, poi diventata un appuntamento centrale della sua attività.

«Ho sempre frequentato Verona, molte volte da spettatore. Poi sono entrato in contatto con il dottor Di Ruzza e pian piano è nata la collaborazione finché non mi hanno chiamato», racconta.

Una convocazione desiderata, che ricorda ancora con emozione. «Ci speravo tanto», ammette. E quella sensazione si rinnova prima di ogni edizione: «È una bellissima sensazione e ti dà stimolo per costruire i percorsi».

L’evoluzione dell’evento passa anche dalle scuderie

Nel racconto di Vezzani, la crescita di Jumping Verona si misura soprattutto attraverso aspetti che il pubblico vede solo in parte. Il campo prova, le scuderie, i collegamenti tra gli spazi e i terreni incidono sulla gestione quotidiana dei cavalli e sul lavoro di chi li accompagna.

«Quando siamo partiti c’era un campo prova all’aperto con una tenda. Adesso guardate che campo prova…», osserva.

Il direttore di campo sottolinea l’attenzione riservata alle scuderie interne, con i corridoi pavimentati in gomma per ridurre il rischio che i cavalli scivolino. Cita inoltre i miglioramenti dei terreni e il rinnovamento del parco ostacoli, un elemento che riguarda direttamente la costruzione delle gare.

«Sono felice di fare parte di questa famiglia perché anche il mio lavoro penso aiuti a crescere e a far sì che questa sia una delle più belle manifestazioni al mondo».

Ostacoli nuovi e domande da costruire

Anche per questa edizione, Vezzani anticipa novità nella presentazione e nelle caratteristiche degli ostacoli. La ricerca riguarda la forma, l’impatto visivo e le possibilità che ciascun elemento offre al direttore di campo.

È un lavoro continuo, che segue l’evoluzione dello sport e richiede di trovare il giusto equilibrio tra difficoltà, leggibilità delle richieste e spettacolo. Sui dettagli dei percorsi, però, Vezzani mantiene il riserbo: saranno i binomi a scoprirli in campo.

Il criterio con cui giudicherà il proprio lavoro, invece, è già chiaro. Alla domanda su quando un direttore di campo possa dirsi soddisfatto, risponde:

«Quando i cavalli saltano bene, stanno bene e quando i cavalieri sono contenti. Perché significa che torneranno anche l’anno dopo e questo è anche un po’ il merito del direttore di campo».

Una risposta che riporta l’attenzione sui protagonisti delle gare e accompagna l’apertura di un’edizione speciale per Jumping Verona.

Ph Stefano Secchi

Fieracavalli press release

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