I cavalli al cinema, una passione che trascende il tempo e lo schermo

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Immagine in bianco e nero di un cavallo che galoppo

Spettacolari cavalli al cinema, protagonisti e icone che hanno conquistato il cuore del pubblico

I cavalli hanno sempre esercitato un fascino straordinario sugli spettatori di tutto il mondo. La loro grazia, forza e intelligenza li hanno resi dei veri protagonisti sul grande schermo in molte pellicole indimenticabili. In questo articolo, esploreremo alcune delle storie più iconiche dei cavalli al cinema, evidenziando le fonti di ispirazione per questi ruoli e il loro impatto sulla cultura popolare.

I cavalli nel cinema, una storia lunga un secolo

Nel corso della storia del cinema, i cavalli hanno svolto un ruolo significativo sin dai primi passi della settima arte. Dai primi film muti fino alle produzioni più recenti, questi nobili animali hanno affascinato il pubblico e hanno contribuito a creare alcune delle performance più indimenticabili sul grande schermo.

Le Cheval Emballé (Cocotte a bien déjeuné), il cavallo imbizzarrito – Louis Gasnier 1908

Partiamo dal 1910. Copia del film 28 mm Cocotte, il cavallo goloso di un fattorino, riesce, mentre il padrone è distratto, a rubare un sacco d’avena. Ovviamente grazie a questa energica razione supplementare, si lancia in un galoppo sfrenato lungo le vie della città, sbalzando dal carro il fattorino e travolgendo tutto quello che trova sul suo passaggio.

Tutti si mettono al suo inseguimento e tornato tranquillo, rientra nella sua stalla come nulla fosse. Questa è forse la prima versione  del genere dei “film a inseguimento” che avrebbe dovuto articolarsi su una fuga più complessa con incidenti di vario genere, come  il travolgimento di una carrozzina. Diversamente da quanto accade in alcune (ma non in tutte) copie esistenti del film, nel montaggio di questa versione breve le immagini del cavallo che si ingozza non sono inframmezzate alle avventure del fattorino che effettua la sua consegna nel palazzo; non compare dunque nemmeno il montaggio alternato di cui, secondo alcuni storici importanti, il film sarebbe uno dei primi esempi conosciuti. Certamente, per quel periodo si è certamente trattato di un film che ha sconquassato gli spettatori, non abituati a calarsi in una proiezione così movimentata.

Un articolo del 1910 dal Moving Picture World che, annunciando il futuro arrivo di Gasnier in America, punta evidentemente a mettere in luce, oltre alle capacità artistiche, anche le sue doti da uomo d’azione: sotto il carretto trainato dal cavallo sarebbe stata montata una bara, contenitore scelto in virtù del suo rivestimento morbido, nel quale si sarebbe nascosto lo stesso Gasnier, vestito di nero e munito di guanti e maschera scuri; da quella scomoda posizione il regista avrebbe guidato il cavallo attraverso invisibili briglie d’acciaio; non fu facile portare a termine le riprese e infatti in seguito allo scontro del cavallo con l’impalcatura, le briglie si spezzarono, il carretto si ribaltò e il regista rimase ferito piuttosto seriamente. Ora come allora, comunque, “the show must go on”. 

Cavalli eroi

I cavalli, con la loro imponenza e la loro lealtà, sono spesso stati ritratti come eroi sul grande schermo. Nelle pellicole d’avventura e d’azione, hanno affiancato i loro cavalieri in epiche missioni, dimostrando coraggio, determinazione e forza. In questa sezione, esploreremo una  delle performance più indimenticabili dei cavalli eroi nel cinema, analizzando come abbiano contribuito a definire i personaggi e le trame dei film.

Joey – Warhorse – anno 2011

Steven Spielberg confeziona una storia di amicizia tra uomo e animale, ambientata durante la Grande Guerra. Il protagonista del film un cavallo baio comprato all’asta da una modesta famiglia del Devon. Il giovane Albert (Jeremy Irvine) si affeziona molto all’animale, al quale assegna il nome Joey. Purtroppo le ristrettezze economiche costringono i genitori di Albert a vendere il cavallo all’esercito inglese. Ha qui inizio la rischiosa avventura dell’equino, che dopo mille peripezie potrà ricongiungersi al suo padrone. Le sequenze di guerra dimostrano che spesso l’uomo è più animalesco di Joey, il quale è legato ad Albert da un fil rouge senza eguali. Il film è basato sull’omonimo romanzo, a sua volta ispirato alla storia vera di Warrior, cavallo del generale Seely durante la Prima guerra mondiale. Warrior venne descritto dalle cronache come il cavallo che nessun soldato tedesco era riuscito a uccidere.

I cavalli al servizio del cinema d’animazione

Spirit cavallo selvaggio – anno 2002

Spirit Cavallo Selvaggio è stato riconosciuto anche come miglior film al premio Genesis Awards di quell’anno. Nato in natura, Spirit cavallo è un mustang selvaggio che crescendo diventa sempre più forte per proteggere il branco e veloce per scappare dai pericoli.Spinto dalla curiosità, un giorno si allontana un po’ verso un accampamento di uomini, quegli esseri ancora sconosciuti.

Capito il pericolo, cerca di scappare, ma viene acchiappato e portato in una base militare statunitense dove gli americani tentano a grande rischio di domarlo. Spirit viene legato ad un palo nel recinto e rimasto senza cibo e senza acqua per 3 giorni. Anche un indigeno pellerossa viene reso prigioniero e legato ad un palo vicino a Spirit.

L’indigeno riesce a liberarsi con un coltello, mentre Spirit con la forza riesce a far cadere di sella il comandante che tenta va di domarlo .I due scappano, ma quando il desiderio di Spirit di tornare nella natura selvaggia sembra diventare realtà, sono gli stessi pellerossa ad acchiapparlo e portarlo nel loro villaggio.

Nel villaggio degli indigeni i cavalli sono trattati come amici nel modo più naturale possibile. Spirit non capisce ancora questo, ma grazie all’aiuto di una cavalla di cui poi si innamorerà, Spirit capisce che i pellerossa sono amici, soprattutto il ragazzo che era stato legato con lui nel recinto.

Spirit viene deportato per essere impiegato nel traino di materiale rotabile per la costruzione della ferrovia. Ribellatosi ancora una volta, riesce a fuggire ed incontrare il suo vecchio amico indigeno. I due riescono a scappare e ritornare al villaggio dove intanto Pioggia, la cavalla di cui Spirit è innamorato, è stata portata in salvo.Spirit e Pioggia vengono lasciati liberi in natura e tornano al brando dove Spirit può far conoscere alla madre la sua nuova fiamma. Fonte www.horsehd.com

Riconoscimenti e Premi

Nel 2003 Spirit Cavallo Selvaggio riceve il premio Young Artist Awards come miglior film per famiglie. Nello stesso anno il film riceve il premio Western Heritage Awards come miglior come miglior regia, miglior produzione e miglior sceneggiatura.

I cavalli hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema, contribuendo in modo significativo a molte produzioni cinematografiche iconiche. La loro capacità di incarnare eroi, simboleggiare miti e connettersi con il pubblico li rende protagonisti senza tempo sul grande schermo.

Approfondimenti sulla sezione “cultura equestre

Fonti : monstermovieitalia.com | giornatedelcinemamuto.it | www.horsehd.com |

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