Intervista esclusiva di HSJ all’amazzone portoghese Luciana Diniz

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Winni Wien gratitude photo courtesy of Luciana Diniz

La protagonista de “Le Intervista di HSJ” di questa settimana è una delle più importanti amazzoni nel panorama del salto ostacoli internazionale, la campionessa olimpica Luciana Diniz. Brasiliana di nascita (San Paolo, 1970) cambiò la propria nazionalità in portoghese nel 2006, all’età di 36 anni, diciotto anni dopo essere partita alla volta dell’Europa per intraprendere la sua carriera di amazzone professionista. Come Luciana ci ha raccontato, la passione per i cavalli caratterizza da sempre la sua famiglia: sua madre, Lica, dressagista di grande talento, è stata per 8 volte campionessa brasiliana di dressage, mentre il padre, Arnaldo Diniz, giocava a polo, come anche due dei suoi tre fratelli, Andre e Fabio.
Attualmente trentasettesima della FEI Jumping Longines Ranking mondiale, ha partecipato alle Olimpiadi di Rio de Jaineiro nel 2016, ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012 e a quelli di Atene, nel 2004. Ha fondato anche una scuola di filosofia educativa che ha l’obiettivo di insegnare, soprattutto ai bambini, come poter diventare persone migliori.
L’abbiamo contattata per porgli alcune domande riguardanti la sua splendida carriera, la sua vita, i suoi cavalli ed i suoi progetti futuri.

1. La passione per l’equitazione ha da sempre caratterizzato tutti i membri della tua famiglia, immaginiamo sia per questo che hai iniziato fin dalla tua infanzia ad avvicinarti a questo mondo, partendo dal dressage e continuando con il salto ostacoli. Quando ti sei resa conto che questa passione sarebbe diventata la tua futura professione?
Amo i cavalli da quando sono piccola. Anche se, in realtà, ho iniziato ad andare a cavallo ancora prima di nascere poichè mia madre, nonostante aspettasse me, ha continuato a montare nei primissimi periodi della gravidanza.
Io ed i miei cugini abbiamo trascorso quasi ogni fine settimana in vacanza nella fattoria dei miei nonni, i quali avevano dei cavalli, per questo motivo fin da bambina ho sempre avuto la possibilità di montare.
L’equitazione è sempre stato uno sport praticato dai membri della nostra famiglia perché mia madre era un’amazzone di dressage e mio padre, i miei fratelli e i miei zii erano giocatori di polo, mentre mio nonno ha montato a cavallo fino all’età di 80 anni.
Eravamo destinati ad essere una famiglia di riders.
Mi resi conto che la mia passione per l’equitazione sarebbe potuta diventare il mio lavoro quando, un anno dopo aver finito la scuola, prima di iscrivermi all’Università, decisi di lasciare definitivamente gli studi e chiedere a mio padre se potessi andare in Europa per vedere come sarebbe potuta evolvere la mia carriera.
È stato allora che mi sono resa conto che questo era quello che amavo ed amo fare, ma soprattutto in quel momento ho capito che volevo fare l’Università della Vita, montare cavalli, invece di studiare psicologia a San Paolo, in Brasile.
Sapevo che sarebbe stato il mio futuro ed il mio lavoro.

2. La tua carriera è fiorita molto rapidamente, hai partecipato  e sei arrivata 2 °  ai
Campionati Children di salto all’età di dodici anni e ai campionati juniores all’età di
quattordici e diciotto anni;  che sensazione hai provato durante la tua prima gara?

Fin da giovane la mia passione per i cavalli è sempre stata molto forte e competere era una sfida piacevole.

St tropez 2021 Hubside photo credit sportfot
Photo credit Sportfot

3. Qual è stato il tuo allenatore durante il periodo da Junior / Young Rider?
Da bambina ero seguita da un team straordinario. Una o due volte alla settimana venivo allenata da un grande cavaliere di dressage, che all’epoca era il nostro miglior cavaliere. Era portoghese ed era anche l’allenatore di mia madre e di mio nonno.
Ho avuto altri due insegnanti fantastici quand’ero una giovane amazzone: Orlando Facada, un altro fantastico allenatore di salto ostacoli, e Alfinete, ai tempi, un idolo di questa disciplina in Brasile. Negli altri giorni mi allenavo sempre con quello che noi usiamo chiamare “home trainer”, un uomo che si è sempre preso cura della mia famiglia e di tutti noi.
Non sono mai stata sola e questo è stato per me uno dei miei segreti.
Non essere mai sola ed essere sempre circondata da persone che montavano a cavallo mi ha dato molta fiducia oltre che permettermi di crescere molto dal punto di vista della formazione.

4. Quali sono stati i cavalli più importanti nella tua carriera fino ad ora? Consideresti fra questi Conchento PS, con il quale hai recentemente ottenuto il terzo posto nel Grand Prix CSI4* dell’Hubside Jumping di Grimaud?
Uno dei cavalli più importanti della mia vita è Dover, il mio piccolo stallone, che ha saltato il campionato del mondo nel 2006 ad Aquisgrana, quando ho cambiato la mia nazionalità da Brasiliana a Portoghese. Aveva già 18 anni e con 176 partenze finì nella top 20.
Ha vinto il GP del sabato ad Aquisgrana nel 1998 davanti al numero uno Ludger Beerbaum. È stata un’esperienza incredibile per entrambi, veramente fantastica!
Era un cavallo davvero speciale e ha saltato fino a 21 anni nel Gran Premio di Westfalen ad Aquisgrana.
Devo dire che un altro cavallo eccezionale era Fit for Fun, la miglior cavalla della mia vita e sarà molto difficile sostituirla.
Ho avuto anche altri cavalli molto speciali, non come lei, in un modo diverso, ma pur sempre speciali, come Winningmood.
Era un cavallo fantastico ed è piombato nella mia vita dal nulla. Edouard de Rothschild, che è stato il suo proprietario per tutta la vita, si è fidato di me e questo ha fatto sì che quel cavallo arrivasse ai campionati europei, ai Gran Premi e alle diverse tappe del Global Champions Tours. Era davvero un cavallo molto speciale. Ho avuto una grande complicità con Winningmood e l’ho amato tantissimo.
In ultimo, Lennox, lo chiamo il mio cavallo PS4. Lennox era davvero il mio migliore amico ed un gran vincitore. Ho vinto molti Gran Premi con lui. Era davvero fantastico.

or Fun Chantilly 2016 photo by Sergio Grasso
Photo credit Sergio Grasso

5. Al momento, quanti cavalli hai in scuderia? Come gestisci e organizzi il loro allenamento?
Ora ho di nuovo due cavalli davvero speciali. Vertigo du Desert e Conchento PS. I miei due cavalli per le Olimpiadi di Tokyo e Parigi.
Quindi vedremo chi andrà.
Conchento è un po’ più giovane di Vertigo.
Vertigo è un cavallo molto esperto, molto particolare ed è davvero un vincitore, come Lennox.
Posso dire che praticamente tutti i cavalli che ho montato hanno rivestito un ruolo importante nella mia vita; potrei parlare tutta la notte dei miei cavalli e di quello che ho imparato da loro.
In questo periodo comunque scelgo di montare questi due cavalli in vista dei Giochi olimpici, per potermi concentrare maggiormente su Tokyo.

6. Com’è stato quest’ultimo anno per voi dal punto di vista delle competizioni e considerando che quasi tutti i concorsi erano stati cancellati a causa della pandemia Covid-19? Molti cavalieri hanno approfittato di questo periodo di stallo per incrementare il lavoro dei loro cavalli più giovani; anche tu hai avuto modo di concentrarti sulle tue giovani promesse?
L’anno scorso è stato un anno difficile per noi che partecipiamo a competizioni di alto livello. Non ho potuto prender parte a nessun concorso a cinque stelle, mentre sono riuscita a partecipare ad eventi a due, tre e quattro stelle.
In un certo senso, è stato un buon anno perché ho avuto l’opportunità di addestrare maggiormente alcuni dei miei giovani cavalli e rafforzare il mio rapporto, la partnership, con Conchento PS.
Per quanto riguarda Vertigo, invece, non portandolo in gara, sono riuscita a non sforzarlo in vista delle prossime Olimpiadi. Ho avuto il tempo di lavorare presso la mia azienda, la LD Academy, ho sviluppato i miei progetti masterclass e the Eight Aspects Reinforcement Program e ho lavorato su alcuni nuovi libri che sto ancora scrivendo ora.
Il 2020 è stato un anno strano, un anno arido per molte persone, ma per me è stato un anno molto interessante, un anno di grandi cambiamenti, durante il quale sono cresciuta moltissimo ed ho imparato tanto.
Ho deciso di iniziare il 2021 concentrandomi su due cavalli e di dare particolare attenzione alle Olimpiadi, allenandomi in Portogallo.
Quest’anno siamo stati inseriti in quasi tutti i Gran Premi, molti li abbiamo già fatti: su 6
Vertigo è arrivato 6° a Hertogenbosch, 5°  nel Grande Slam la scorsa settimana, 6° a  Vilamoura e 6° a St. Tropez lo scorso fine settimana durante il CSI 3*.
Conchento era la terza delle quattro stelle a Saint-Tropez, penso che siamo sulla giusta strada per Tokyo.

7. Quattro volte campionessa olimpica di salto ostacoli, sei pronta per le Olimpiadi di Tokyo?
Sì, siamo in gran forma e molto concentrati, stiamo davvero facendo un buon lavoro in vista di Tokyo. Focalizzato su ciò che devo fare, sono assolutamente in uno stato d’animo buono e positivo, finora.

ez photo credit Moises basallote Fotografia

8. Per cambiare l’argomento, sappiamo che hai un tuo sito web in cui condividi le tue esperienze, ma soprattutto cerchi di motivare i tuoi fan e l’intera comunità che ti segue a dare il meglio di sé, sia nel mondo dell’equitazione che nella vita in generale. Cosa ti ha portato a creare tutto questo?
La mia passione è condividere ciò che imparo.

Amo ispirare le persone, ispirarle è anche un modo per motivarmi ad imparare, a crescere e a migliorare sempre di più.
Non ci sono certezze nel nostro sport perché stiamo anche dipendendo da un cavallo, si può facilmente andare bene ed andare male, su e giù, ma la sfida è mantenere un buon equilibrio per esserci sempre, come ho fatto in questi anni.
Sono nella top 10, numero 4 on the road e mi sto prendendo del tempo per creare il mio Metodo Butterfly, scrivendo i miei libri Fit4Gold e Jump4Yourdreams, dove ho spiegato il metodo Butterfly.
A questo punto sto creando il gruppo di lavoro per il metodo Butterfly.
Tutte queste cose fanno parte del mio scopo: condividere ciò che ho imparato durante la mia vita.
Penso che una vita ricca sia una vita con uno scopo.
Amo quello che faccio, amo i cavalli, questa è la mia passione e amo condividerla.
Questa è la mia missione.

9. Sei anche una mamma di due gemelli, hai già passato loro questa passione?
I miei ragazzi hanno 19 anni, sono adolescenti.
Entrambi hanno seguito una direzione diversa rispetto all’equitazione.
Giocano a tennis; uno sta iniziando la sua carriera professionale. L’altro sta andando al tennis college in America.
Ho insegnato loro che devono seguire i loro sogni e fare ciò che amano.

10. In conclusione, qual è il consiglio che daresti a tutti i giovani cavalieri che hanno l’ambizione di intraprendere una carriera brillante come quella che hai raggiunto?
Potrei dirlo a qualsiasi adolescente al mondo, a chi monta a cavallo e a chi no, qualunque cosa facciate, seguite la vostra passione, seguite il vostro cuore, scoprirete cosa lo fa battere  più velocemente.
Questo è il segreto della vita: trovare ciò che amo fare e farlo con amore e passione.
Solo così possiamo ottenere il meglio e dare il massimo ogni giorno.
Quindi seguite i vostri sogni, fate di tutto per i vostri sogni.
Questo è il consiglio che darei a tutti in generale: non rinunciate ai vostri sogni, correte loro incontro e realizzateli. Potete raggiungerli, questo è molto importante.
Andate da loro con gioia e gratitudine e vedrete che tutto andrà per il meglio.

Riproduzione riservata HSJ © | Instagram: @horseshowjumping.tv ; Facebook: @horseshowjumping.tv

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