Jessica Mendoza torna a Piazza di Siena: “Non era pianificato, è successo e basta”

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Undici anni dopo la sua ultima apparizione a Piazza di Siena, la britannica Jessica Mendoza è tornata nella splendida cornice di Villa Borghese, un luogo che occupa un posto speciale nella sua carriera. L’ultima volta che aveva gareggiato a Roma era il 2015, anno in cui conquistò una prestigiosa vittoria in sella a Spirit T, la cavalla che avrebbe segnato i momenti più importanti della sua ascesa ai massimi livelli dello sport.

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“Sono stata qui circa undici o dodici anni fa e abbiamo vinto. È stato qualcosa di molto speciale e, da allora, non ero più tornata a gareggiare qui. Sono davvero felice di essere tornata.”

Ripercorrendo il campo gara, Mendoza ha ritrovato la stessa atmosfera che ricordava.

“Il campo è ancora incredibile. La cornice è meravigliosa. Che sia erba o sabbia non cambia molto, è semplicemente un posto bellissimo in cui gareggiare.”

Dalle pony alle competizioni senior

Come molti cavalieri britannici, Jessica Mendoza ha iniziato il proprio percorso sportivo nel mondo dei pony.

“Ho iniziato con i pony in Inghilterra quando ero ancora a scuola. Ho avuto una carriera molto positiva in quella categoria.”

Successivamente è passata ai junior, dove ha incontrato il cavallo che avrebbe cambiato il corso della sua carriera.

“Ho avuto il mio cavallo junior, Spirit T, che poi è diventata la cavalla con cui ho raggiunto i massimi livelli.”

La sua crescita è stata particolarmente rapida.

“Abbiamo saltato completamente la categoria Young Riders e siamo passati direttamente ai senior.”

Una progressione insolita che l’ha portata a confrontarsi molto presto con alcuni dei migliori cavalieri del mondo.

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Una crescita naturale verso l’alto livello

Molti giovani atleti sentono una forte pressione quando arrivano nelle competizioni senior, ma per Mendoza la situazione è stata diversa.

“Non l’ho mai vissuta come una pressione perché non era qualcosa che avevo pianificato.”

Le opportunità si sono presentate naturalmente grazie alle prestazioni della sua cavalla.

“Non stavo aspettando una convocazione o un evento particolare. La mia cavalla continuava a migliorare e a un certo punto mi hanno chiesto di partecipare.”

Per questo motivo non ha mai percepito quelle esperienze come un peso.

“Non era un grande obiettivo che mi stavo imponendo. È semplicemente successo.”

Guardando indietro, ricorda quel periodo come una fase estremamente positiva della sua carriera.

“È andato tutto molto bene ed è stato un periodo fantastico.”

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Spirit T, la cavalla che ha cambiato tutto

Quando le viene chiesto quale cavallo abbia avuto l’impatto più importante sulla sua carriera, la risposta arriva immediata.

“Direi Spirit T.”

Con lei ha vissuto tutte le tappe fondamentali del passaggio ai senior.

“Mi ha portata a vivere tutte le mie prime volte: la mia prima Nations Cup, il mio primo campionato, il mio primo Gran Premio cinque stelle.”

Anche il successo ottenuto a Piazza di Siena è legato a quella cavalla.

Ripensando a quel periodo, Mendoza sottolinea come tutto sembrasse più spontaneo rispetto a oggi.

“All’epoca non avevo davvero un piano preciso. Le cose accadevano naturalmente.”

Con l’esperienza arrivano inevitabilmente aspettative e obiettivi più definiti.

“Quando cresci inizi a fissarti più obiettivi e a fare più programmi. E questo porta anche più pressione.”

Il suo approccio alla pressione e alla competizione

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’intervista riguarda il modo in cui Jessica affronta la pressione agonistica.

“Non sono una persona che pensa troppo.”

Anche durante la ricognizione del percorso il suo approccio resta molto semplice.

“Cammino il percorso una o due volte, quello diventa il mio piano e mi attengo a quello.”

Lo stesso vale quando rappresenta la Gran Bretagna nelle Nations Cup.

“Ovviamente voglio fare netto, quello è l’obiettivo principale. Se monto bene e il mio cavallo salta bene, succede. Se non lo faccio, non succede.”

Per Mendoza, la pressione esterna non cambia ciò che accade in campo.

“Per me non importa quanta pressione si voglia mettere su una situazione. Alla fine conta come affronti il percorso e come monti. Quello determinerà il risultato.”

Riconosce anche che la sua capacità di lasciarsi rapidamente alle spalle una gara può avere aspetti positivi e negativi.

“A volte riesco semplicemente a passare subito alla gara successiva. Credo che sia sia un pregio che un difetto.”

La sua filosofia rimane molto chiara.

“Bisogna prendere le cose giorno per giorno. Se una cosa non doveva andare, si cerca semplicemente di fare meglio la volta successiva.”

Cosa ha imparato dai suoi allievi

Da quando si è trasferita negli Stati Uniti circa sei anni fa, Mendoza ha sviluppato con successo anche l’attività di trainer.

Lavorare quotidianamente con cavalieri diversi le ha permesso di osservare approcci e mentalità differenti.

“Ho a che fare con tante personalità diverse e con tanti obiettivi diversi.”

Secondo lei, non esiste un unico modo corretto di affrontare questo sport.

“È interessante vedere come ogni persona abbia una mentalità diversa.”

Anche da allenatrice continua a imparare.

“È bello imparare anche dai miei clienti, osservando come affrontano determinate situazioni e come gestiscono la pressione.”

Questa varietà di prospettive è uno degli aspetti che apprezza maggiormente nel suo lavoro quotidiano.

“Credo sia importante capire il modo di pensare delle persone.”

La scelta di trasferirsi negli Stati Uniti

Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il trasferimento negli Stati Uniti, una decisione che ha avuto un impatto significativo sulla sua carriera.

Secondo Mendoza, uno degli aspetti più importanti del sistema americano riguarda il rapporto con proprietari e clienti.

“Credo che la cosa più importante per me negli Stati Uniti siano stati i proprietari.”

Nel corso degli anni ha costruito una rete di persone che sostengono attivamente il suo programma sportivo.

“Alleno diverse ragazze e spesso le loro famiglie finiscono per acquistare cavalli e sostenere il progetto.”

Questo le ha consentito di sviluppare una scuderia competitiva e guardare al futuro con maggiore continuità.

“Avere il livello di proprietari che ho oggi sarebbe molto più difficile in Europa.”

Grazie a questo supporto ha potuto costruire un gruppo di cavalli capace di competere ai massimi livelli.

“È ciò che mi ha permesso di avere il gruppo di cavalli che ho oggi e, spero, anche quello del futuro.”

Ma ciò che più la colpisce è il legame umano che si è creato.

“Tutti i clienti, sia quelli che montano sia quelli che non montano, sono come una famiglia.”

Seguono i risultati, guardano le gare e partecipano alla crescita del progetto.

“Adorano venire a vedere le competizioni. Seguono tutto anche online.”

Un coinvolgimento che, secondo Mendoza, rende il lavoro quotidiano ancora più gratificante.

Gli obiettivi per il futuro

Guardando avanti, Jessica Mendoza mantiene un approccio pragmatico ma ambizioso.

“Nel lungo termine mi piacerebbe sicuramente partecipare alle Olimpiadi.”

Nel breve periodo, però, la priorità resta sempre il benessere e la crescita dei cavalli.

“Quest’anno ci sono dei campionati importanti. Se succede, succede.”

La sua attenzione è concentrata sul fare le scelte giuste al momento giusto.

“Se i miei cavalli non sono pronti o non è il momento giusto, va bene così.”

L’obiettivo è continuare a costruire esperienza attraverso le Nations Cup e le competizioni di alto livello.

“Farò ciò che è meglio per i cavalli. Se questo significa andare a un campionato o a una Nations Cup, sarà quella la scelta.”

Undici anni dopo il suo successo romano, Jessica Mendoza torna a Piazza di Siena con una maggiore esperienza, una struttura consolidata negli Stati Uniti e una visione chiara del proprio percorso. Una carriera costruita con pazienza, continuità e fiducia nei propri cavalli, valori che continuano a guidarla ancora oggi.

Valentina Sozzi

© Riproduzione riservata.

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