Transizione all’erba primaverile nel cavallo sportivo: strategie cruciali e consigli nutrizionali
La transizione dal fieno invernale all’erba verde primaverile rappresenta uno dei momenti metabolicamente più delicati per il cavallo sportivo.
L’erba giovane è caratterizzata da un elevato tenore proteico, alto contenuto di zuccheri solubili (fruttani) e ottima digeribilità.
Nel cavallo vive un ecosistema di miliardi di batteri buoni chiamato “microbiota” che digerisce la fibra e questo cambiamento alimentare modifica profondamente l’equilibrio dell’ambiente intestinale. Con la transizione all’erba verde aumentano i batteri che fementano gli zuccheri rapidamente e diminuiscono quelli che digeriscono la fibra, con possibili ripercussioni sul pH, la produzione di acidi grassi volatili (AGV), la permeabilità intestinale, la risposta insulinica e il rischio di laminite.

Quindi, possiamo affermare che l’erba verde provoca nel cavallo delle modificazioni digestive importanti con potenziale disbiosi e questa fase di adattamento nel cavallo richiede in media 2-3 settimane.
Quali sono i segnali precoci di disbiosi?
Bisogna osservare con attenzione il cavallo e valutare se le feci sono più molli o hanno odore acido, se il cavallo presenta gonfiore addominale e se manifesta irritabilità o è poco propenso al lavoro, con conseguente riduzione della performance. Infine, valutare se i piedi sono caldi, soprattutto nei soggetti predisposti a laminite.
Come incide la transizione all’erba primaverile sul cavallo sportivo ad alto livello:
Nel cavallo agonista la transizione all’erba primaverile coincide spesso con l’incremento del carico di lavoro e una maggiore richiesta energetica, oltre allo stress da trasporto per raggiungere i luoghi delle competizioni, spesso situati a svariati km di distanza. Per questo dobbiamo garantire una stabilità del microbiota in questa fase di transizione primaverile promuovendo un’efficienza digestiva adeguata per la produzione energetica ottimale dagli AGV e la modulazione della risposta infiammatoria sistemica. La disbiosi porta sempre a una riduzione della performance, a un recupero più lento e a una maggiore suscettibilità alle miopatie secondarie.

Quali sono le strategie di inserimento graduale al paddock?
Si consiglia di non consentire l’accesso improvviso e prolungato, ma di lasciare il cavallo in paddock per i primi 3 giorni per circa 20–30 minuti, dal 4° al 7° giorno prolungare la permanenza a 45 minuti o un’ora. Durante la seconda settimana si consiglia l’accesso all’erba per 1–2 ore e durante la terza settimana incrementare progressivamente. Una particolare accortezza è quella di farlo uscire dal box con fieno a disposizione, evitando l’accesso al paddock a stomaco vuoto.
Cosa sono i prebiotici e come possono aiutare l’intestino del cavallo in questa fase?
I prebiotici sono substrati non digeribili che stimolano selettivamente la crescita o l’attività di batteri benefici nel tratto intestinale. I principali prebiotici utilizzati nel cavallo sono i MOS (mannano-oligosaccaridi), i FOS (frutto-oligosaccaridi), l’Inulina e i Beta-glucani.
I FOS e l’inulina: favoriscono la crescita di batteri produttori di butirrato, migliorano la troficità della mucosa e modulano la fermentazione evitando picchi lattacidi.
I MOS e i beta-glucani: legano le endotossine e supportano l’immunità mucosale. I MOS, inoltre, possono legarsi a batteri come l’Escherichia coli, riducendone l’adesione alla mucosa.
Quando utilizzarli in primavera durante la transizione all’erba verde?
Nei cavalli che hanno l’accesso al paddock dopo mesi di solo fieno, nei soggetti con precedenti episodi di feci molli, in cavalli sportivi con carichi di lavoro crescenti, in soggetti metabolicamente sensibili, si consiglia di iniziarli 10–14 giorni prima dell’accesso al paddock e di proseguire per almeno 3–4 settimane.

I probiotici: quando sono realmente utili?
I probiotici sono microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, conferiscono un beneficio al cavallo. Nel cavallo la specie registrata per l’utilizzo è il Saccharomyces cerevisiae utile per aumentare la digeribilità della fibra, comporta una maggiore stabilità del pH ciecale, stimola i batteri fibrolitici e riduce il rischio di acidosi. Solitamente si utilizzano i lieviti vivi quando la dieta contiene sia erba giovane sia concentrati e quando Il cavallo è sottoposto a stress agonistico importante.
Equiplanet suggerisce un protocollo di integrazione con Enteroflora, mangime complementare a base di probiotici e prebiotici di Equiplanet che apporta MOS 40.000 mg, beta glucani 50.000 mg, FOS 190.000 mg, butirrato e Saccharomices cerevisiae:
- Fase pre-paddock 10–14 giorni prima: 25 g al giorno di Enteroflora nel mangime
- Fase di adattamento: continuare Enteroflora 25 g al giorno, integrare con elettroliti se il lavoro è in aumento: 25 g al giorno di Reidral CY e monitorare la consistenza delle feci e il Body condition score.

In conclusione, la transizione all’erba primaverile è un evento fermentativo e metabolico complesso: l’inserimento graduale al pascolo e l’utilizzo di lieviti vivi e prebiotici possono stabilizzare il microbiota intestinale, ridurre il rischio di disbiosi e supportare le performance del cavallo sportivo nel momento dell’intensificazione dell’attività sportiva.
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