Cavaliere u25 Philip Svitzer: ambizione, cavalli e una visione a lungo termine

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All’inizio di gennaio, il Basel Classics ha confermato ancora una volta il suo status di appuntamento imprescindibile del calendario indoor internazionale. Tra i protagonisti della categoria U25 c’era anche lo svedese Philip Svitzer, tornato a Basilea per la seconda volta, con maggiore esperienza, obiettivi chiari e una maturità che va oltre la sua età.

«È stata un’esperienza davvero positiva. È la seconda volta che vengo qui», racconta Svitzer. «Ero già stato a Basilea per la finale di Coppa del Mondo U25. È un’arena fantastica, uno dei posti più belli dove competere.»

Il fascino del Basel Classics, per lui, non è solo legato alla location, ma anche al format.
«Mi piace molto il concetto dell’U25», spiega. «Si gareggia contro coetanei, ma con formule diverse: a volte prove di velocità, a volte un Gran Premio classico. È stimolante e formativo.»

Tornare a Basilea, con consapevolezza

Essere di nuovo in questo palcoscenico significava anche sentirsi a casa. Per questa edizione del Basel Classics, Svitzer ha gareggiato con il suo cavallo da velocità, mentre il suo principale cavallo da Gran Premio era in pausa invernale.

«Il mio cavallo da Gran Premio è a riposo, quindi qui monto il mio cavallo da speed», spiega. «In passato è stato il mio cavallo migliore: la scorsa primavera è arrivata terza nel Gran Premio qui a Basilea. Conosce bene l’arena e salta sempre molto bene, quindi le aspettative sono alte.»

Con lo sguardo rivolto alla prova più importante del concorso, Svitzer resta però lucido.
«L’obiettivo è fare un bel percorso netto. Se dovessimo entrare in barrage, probabilmente mi prenderò qualche rischio in più rispetto all’ultima volta.»

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Competizione sì, ma sempre con il cavallo al centro

La competizione è il motore che ha spinto Philip Svitzer nel mondo degli sport equestri, ma non è mai disgiunta dal rispetto per il cavallo.

«Sono una persona estremamente competitiva, mi piace competere in tutto», dice. «Ma con i cavalli tutto parte dalla relazione. Prima di pensare ai miei obiettivi devo capire di cosa è capace il cavallo e cosa possiamo fare insieme, nel lungo periodo.»

La pianificazione è una costante nel suo percorso.
«Non penso mai a breve termine. Tutto è programmato con precisione. È così che ho lavorato dai pony, agli Young Riders, fino all’U25.»

Il traguardo personale è ben definito:
«Voglio diventare il miglior cavaliere U25 della Svezia. Gare come Basilea sono fondamentali per crescere a livello internazionale, senza perdere il contatto con le competizioni nazionali.»$

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Un cavaliere, ma anche un imprenditore

Ciò che rende Svitzer una figura atipica nel panorama del salto ostacoli è il fatto di essersi costruito da solo, anche dal punto di vista economico.

«Questo sport è molto costoso», afferma senza giri di parole. «Viaggi, concorsi, cavalli… tutto ha un prezzo. A un certo punto ho capito che dovevo trovare un modo per finanziarmi da solo.»

A soli 16 anni inizia a fare live streaming su TikTok, ottenendo rapidamente grande successo.
«Sono diventato uno dei live streamer più seguiti in Svezia e ho guadagnato molto da lì.»

Da quell’esperienza nasce la sua agenzia, oggi una realtà strutturata.
«Ora insegno ad altre persone come guadagnare su TikTok. Seguo più di 200 trader, li affianco ogni giorno. È un lavoro impegnativo, ma mi piace molto.»

Conciliando cavalli e business, Svitzer è diretto:
«Non è una scelta, è una necessità. Se non lavorassi bene con l’agenzia, non potrei permettermi di competere a questo livello.»

Libertà mentale grazie all’indipendenza economica

Questa indipendenza gli permette qualcosa di raro: non correre per i premi.

«Non devo guadagnare con i cavalli. È l’agenzia che sostiene i cavalli, non il contrario», spiega. «Così posso prendere decisioni giuste per loro, senza pressioni.»

Un approccio che incide anche sulla serenità in gara.
«Posso andare a un concorso e non vincere una categoria, e va bene così. Non sono mai stressato dal lato economico, ed è una cosa fondamentale.»

Un cavallo costruito passo dopo passo

Il simbolo di questa filosofia è il suo miglior cavallo attuale, rimasto a casa durante il Basel Classics.

«L’ho comprato un anno fa con i soldi che ho guadagnato su TikTok», racconta. «All’inizio era molto difficile: non faceva nemmeno netto a 1.10 m, si fermava.»

La progressione è stata graduale ma costante.
«Quest’estate abbiamo debuttato a 1.50 m, e a novembre abbiamo fatto il primo netto a quell’altezza.»

Il sogno è chiaro:
«L’obiettivo è arrivare a Göteborg, magari saltare il cinque stelle e, se tutto va bene, anche una 1.55 m. Credo davvero che questo cavallo possa fare qualcosa di speciale.»

Un messaggio ai giovani cavalieri

A chi guarda al suo percorso come fonte di ispirazione, Svitzer offre un consiglio semplice ma incisivo.

«Non mollare mai con i cavalli, perché la maggior parte delle persone lo fa», dice. «Se resisti abbastanza a lungo, ti ritroverai ancora lì quando gli altri avranno smesso.»

Lo vede ogni anno.
«I grandi rivali di ieri spesso spariscono. Perdono la fame o l’energia. La concorrenza si restringe.»

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Guardare avanti, senza fretta

Il grande obiettivo resta il salto a 1.60 m, ma senza ossessioni.
«Sarebbe fantastico arrivarci con il mio cavallo, magari tra un anno o un anno e mezzo», conclude. «Ma non c’è fretta. Se serve tempo, glielo diamo. Ci sarà sempre un’altra gara.»

Al Basel Classics, Philip Svitzer non ha mostrato solo il suo talento in campo, ma anche una visione moderna e solida del mestiere di cavaliere: costruita sulla pazienza, sull’indipendenza e su una fame che, per ora, non accenna a diminuire.

Valentina Sozzi – VS Media

© Riproduzione riservata.

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