Cold Atmospheric Plasma-Aerosol : una nuova prospettiva per il trattamento della dermatofitosi nel cavallo

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La dermatofitosi equina, comunemente chiamata tigna, è una delle affezioni cutanee più frequenti nei giovani cavalli e nei soggetti con difese immunitarie ridotte. Pur essendo raramente una patologia grave, rappresenta un problema sanitario e gestionale rilevante: è altamente contagiosa, ha potenziale zoonotico e può comportare lunghi periodi di inattività sportiva. Le terapie tradizionali, basate su antimicotici topici e talvolta sistemici, richiedono spesso settimane di applicazioni ripetute e non sono prive di possibili effetti collaterali.

Una recente pubblicazione scientifica ha aperto la strada a un approccio completamente diverso: l’utilizzo del cold atmospheric plasma-aerosol (CAP-A), ovvero plasma atmosferico freddo veicolato in aerosol, come trattamento unico della dermatofitosi equina pdf. Lo studio, pubblicato su Frontiers in Veterinary Science, descrive il caso di uno stallone Westfalen di due anni con lesioni tipiche di tigna localizzate sul muso. Le analisi micologiche hanno confermato la presenza di dermatofiti appartenenti al genere Trichophyton e il cavallo non aveva ricevuto alcuna terapia precedente.

Il plasma atmosferico freddo è uno stato della materia ottenuto attraverso scariche elettriche ad alta frequenza a pressione atmosferica, ma a temperature compatibili con i tessuti biologici. Nel dispositivo utilizzato nello studio, il plasma attiva un aerosol d’acqua arricchendolo di specie reattive dell’ossigeno. Queste molecole sono in grado di creare un ambiente fortemente ostile per funghi e batteri, danneggiandone membrane cellulari, proteine e materiale genetico, fino a determinare la morte del microrganismo.

Uno degli aspetti più interessanti di questa tecnologia è la sua selettività biologica. I microrganismi patogeni risultano molto più sensibili allo stress ossidativo rispetto alle cellule sane, che dispongono di sistemi antiossidanti più efficienti. Questo spiega perché il trattamento possa esercitare un potente effetto antimicrobico senza causare lesioni o irritazioni cutanee.

Il protocollo terapeutico prevedeva due applicazioni giornaliere per dodici giorni consecutivi, mediante nebulizzazione non a contatto. Durante tutto il periodo sono state effettuate valutazioni cliniche quotidiane e documentazione fotografica. Non sono stati utilizzati antimicotici o altri farmaci in associazione.

I risultati sono stati particolarmente incoraggianti. Al termine del trattamento, i campioni cutanei sono risultati negativi per i dermatofiti e le lesioni hanno mostrato una regressione progressiva fino alla completa guarigione. Il cavallo ha tollerato perfettamente le applicazioni, senza segni di dolore, stress o reazioni avverse. A trenta giorni dall’inizio della terapia non era presente alcuna recidiva.

Gli autori sottolineano come, rispetto ai protocolli convenzionali che possono richiedere dalle quattro alle otto settimane, il CAP-A abbia consentito una risoluzione clinica e microbiologica in meno di due settimane. Questo dato, se confermato da studi su più ampia scala, potrebbe avere importanti ricadute pratiche: riduzione dei tempi di isolamento, minori costi di gestione, maggiore rapidità di ritorno all’attività sportiva e migliore benessere del cavallo.

Va comunque ricordato che si tratta di un singolo caso clinico e che, dal punto di vista scientifico, non è possibile trarre conclusioni definitive sull’efficacia generale della metodica. Saranno necessari studi prospettici controllati, con numeri più elevati e follow-up prolungati, per stabilire con precisione il reale potenziale del CAP-A e definire protocolli standardizzati.

Nonostante questi limiti, la ricerca rappresenta un primo passo verso una possibile rivoluzione nel trattamento delle infezioni cutanee del cavallo. L’idea di poter gestire una patologia comune come la dermatofitosi con una tecnologia fisica, rapida e priva di farmaci sistemici apre scenari interessanti per il futuro della dermatologia equina. Il plasma atmosferico freddo potrebbe diventare uno strumento prezioso nella pratica clinica, affiancando – o in alcuni casi sostituendo – le terapie tradizionali.

Reference

Kurras S., Knottenbelt D., Schmelz U., Schaal T., Tischendorf T., Fuchs R., Schorling T., Koene M.H.W. (2025). Cold atmospheric plasma-aerosol treatment of equine dermatophytosis: a novel therapeutic approach. Frontiers in Veterinary Science. https://doi.org/10.3389/fvets.2025.1651946

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