Svizzera regina a San Gallo: il pubblico di casa festeggia il successo nella Nations Cup
La Svizzera conquista la Range Rover Nations Cup of Switzerland e regala al pubblico di San Gallo una serata destinata a rimanere nella memoria degli appassionati. Davanti agli spalti gremiti del Gründenmoos Stadium, la squadra elvetica ha ribaltato una situazione che dopo il primo giro sembrava tutt’altro che semplice, trovando nel secondo percorso le risorse necessarie per assicurarsi una vittoria di grande prestigio.
La Coppa delle Nazioni svizzera rappresentava uno degli appuntamenti più attesi del Longines CSIO5** di San Gallo 2026*. La gara, disputata su ostacoli fino a 1 metro e 60, aveva infatti un peso importante non solo per il prestigio sportivo dell’evento, ma anche perché valida per la qualificazione ai Campionati del Mondo del 2026 e per l’accesso al Longines Grand Prix of Switzerland.
Dopo il primo giro, la situazione appariva molto equilibrata. Il Belgio guidava la classifica provvisoria con appena quattro penalità, seguito dalla Gran Bretagna con sei. Svizzera e Austria erano invece appaiate a quota otto penalità. Nulla era quindi ancora deciso e il secondo percorso prometteva spettacolo.
È proprio nella seconda manche che la squadra di casa ha costruito il proprio successo. Ad aprire la rotazione svizzera è stato Martin Fuchs, uno dei cavalieri più amati dal pubblico locale. In sella a Lorde, il campione elvetico ha realizzato un percorso netto in 72.94 secondi, trasmettendo immediatamente fiducia ai compagni di squadra e riaccendendo l’entusiasmo sugli spalti.
Il secondo contributo decisivo è arrivato da Jason Smith con Picobello van’t Roosakker. Dopo aver già chiuso senza errori il primo percorso, il binomio ha replicato la prestazione anche nel secondo giro, completando un altro netto in 72.11 secondi. Due percorsi impeccabili che hanno permesso alla Svizzera di mantenersi in piena corsa per la vittoria.
Qualche difficoltà in più è invece arrivata da Alain Jufer con Dante MM. I dodici punti di penalità accumulati nel secondo giro avrebbero potuto complicare i piani della squadra, ma il regolamento prevede che vengano conteggiati solamente i tre migliori risultati di ogni manche. La prova di Jufer è quindi diventata il risultato scartato, lasciando tutto nelle mani dell’ultimo cavaliere.
A quel punto l’intera attenzione del pubblico si è concentrata su Steve Guerdat, attuale numero dieci del ranking mondiale, chiamato a chiudere la prova della squadra svizzera. In sella a Albfuehren’s Iashin Sitte, Guerdat ha gestito con grande lucidità un percorso molto impegnativo, commettendo unicamente un errore sul tempo che si è tradotto in una penalità. Il cronometro si è fermato a 75.20 secondi e la Svizzera ha concluso la competizione con un totale di nove penalità complessive, frutto delle otto accumulate nel primo giro e dell’unica penalità registrata nel secondo.
A quel punto restava soltanto da attendere l’esito dell’ultimo percorso britannico. Se il cavaliere della Gran Bretagna fosse riuscito a chiudere senza errori, la gara avrebbe potuto proseguire con uno spareggio per assegnare la vittoria. Ma il destino della Nations Cup si è deciso quasi subito: l’abbattimento del primo ostacolo da parte dell’ultimo rappresentante britannico ha infatti eliminato ogni possibilità di rimonta e ha consegnato matematicamente il successo alla formazione di casa.
L’esplosione di gioia sugli spalti del Gründenmoos Stadium ha confermato quanto questa vittoria fosse sentita. Vincere una Coppa delle Nazioni davanti al proprio pubblico rappresenta sempre qualcosa di speciale, soprattutto in una manifestazione storica come quella di San Gallo, che continua a essere uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario internazionale del salto ostacoli.
Alle spalle della Svizzera ha chiuso l’Austria, seconda con 16 penalità complessive. La squadra austriaca ha saputo mantenere una buona regolarità tra i due percorsi, conquistando un piazzamento di grande valore in un contesto particolarmente competitivo.
Sul terzo gradino del podio è salita la Gran Bretagna, fermata a quota 17 penalità. Un risultato che lascia inevitabilmente un pizzico di rammarico agli inglesi, rimasti in corsa per la vittoria fino agli ultimi istanti della competizione.
Delusione invece per il Belgio, leader al termine della prima manche. I quattordici punti accumulati nel secondo giro hanno fatto scivolare la squadra al quarto posto finale con 18 penalità complessive.
Completano la classifica gli Stati Uniti con 20 penalità, la Germania con 22, l’Irlanda con 27 e il Brasile con 32.
Per la Svizzera si tratta di un successo che arriva nel momento ideale della stagione e che conferma il valore di una squadra capace di reagire alle difficoltà iniziali. La rimonta costruita nel secondo giro dimostra ancora una volta quanto nelle Coppe delle Nazioni contino non soltanto i risultati individuali, ma soprattutto la capacità dei componenti della squadra di sostenersi reciprocamente nei momenti decisivi.
Classifica finale Range Rover Nations Cup of Switzerland
- Svizzera – 9 penalità (8 + 1)
- Austria – 16 penalità (8 + 8)
- Gran Bretagna – 17 penalità (6 + 11)
- Belgio – 18 penalità (4 + 14)
- Stati Uniti – 20 penalità (8 + 12)
- Germania – 22 penalità (12 + 10)
- Irlanda – 27 penalità (12 + 15)
- Brasile – 32 penalità (20 + 12)
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