Trattamento delle lesioni teno-desmiche nel cavallo sportivo

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Da sempre le lesioni a livello tendineo e dei legamenti del cavallo sportivo costituiscono patologie complesse per via dei tempi di guarigione lenti e, spesso, dei risultati incompleti al termine dei trattamenti.
Un gruppo di medici veterinari ha riportato i risultati di un loro studio effettuato presso il Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie della facoltà di Medicina Veterinaria di Milano; l’obiettivo era verificare l’efficacia dell’utilizzo della diatermia a trasferimento energetivo capacitivo e resistivo, tecnica già utilizzata dai primi anni 2000 in medicina umana per il trattamento di lesioni tenodesmiche e volta a favorire i processi di riparazione fisiologica dei tessuti tendinei e legamentosi danneggiati.
Con Diatermia  (dia=attraverso,  therme=calore) si intende “il riscaldamento  dei  tessuti  prodotto dalla conversione di correnti ad alta frequenza in calore, senza essere accompagnata dalla dolorosa contrazione muscolare che si avverte a frequenze più basse“.
Sono stati inclusi nello studio 115 cavalli sportivi trattati tra il 2005 e il 2008, con patologie traumatiche a carico di tendini, guaine e legamenti. I soggetti, di età compresa tra i 5 e i 16 anni, presentavano un grado di zoppia diagnosticata mediante visita clinica e poi confermata con un esame ecografico.
Il grado di zoppia riscontrato variava tra 1 e 2 su 5, secondo la scala adottata dall’AAEP.
In accordo con la letteratura scientifica precedente il lavoro illustrato, durante il processo di riparazione si susseguono tre fasi: infiammatoria, riparativa e di maturazione.
La prima, della durata di 10 giorni circa, è caratterizzata dalla formazione di ematoma e presenza di essudato infiammatorio. La seconda perdura approssimativamente 45 giorni ed è quella in cui avviene la formazione del tessuto di granulazione fibro-vascolare associato ad una imponente neovascolarizzazione. Il processo di maturazione, in ultimo, si registra a partire dal 120° giorno: i fibroblasti si orientano longitudinalmente e le fibre di collagene, secondo le linee di carico.
Il set up sperimentale prevedeva l’utilizzo di un generatore di corrente ad una frequenza di 490 kHz emessa da due elettrodi, posti a contatto dell’area da trattare,  generando un campo elettrico in grado di convertire energia elettrica in energia termica.
I  trattamenti  sono  stati effettuati eseguendo da un minimo di 5 ad un massimo di 10 sedute per paziente ad intervalli variabili  di  due  o  tre  giorni.
Al primo follow-up, eseguito 30 giorni dopo la fine del trattamento, 87 dei cavalli trattati avevano mostrato un grado 0 di zoppia, 11 grado 1, 12 grado 2 e solo 5 soggetti sono stati sottoposti a intervento chirurgico.
Valutazioni  riguardo follow-up  a  medio  e  a  lungo  termine sono ancora in fase di elaborazione.
In base alla valutazione del veterinario, dei referti delle ecografie ottenuti è stato possibile valutare come, malgrado la variabilità dei risultati in relazione alla patologia trattata, fosse possibile ottenere al  primo  follow-up  un  miglioramento della sintomatologia nell’85% dei casi Una completa guarigione ecografica e il completo allineamento delle fibre, sono stati riscontrati nel 45% dei soggetti trattati con diatermia a trasferimento energetico capacitivo e resistivo.

Gli autori ritengono che  la  metodica  utilizzata  sia  effettivamente in grado di influenzare positivamente i processi biochimici intratendinei, accelerando i tempi di riposta cellulare e intervenendo sulla formazione di nuovi vasi sanguigno durante il processo infiammatorio.
Alessandra Ceserani
fonte: Laura Romano et al. “DIATHERMIA BY CAPACITIVE AND RESISTIVE ENERGY TRANSFER IN THETREATMENT OF TENDINOUS AND LIGAMENTOUS INJURIES OF SPORT HORSES: PERSONAL EXPERIENCES“ Ippologia (2009)
photo Mari Hongisto

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