Un modo diverso di vedere lo stato segnaletico del cavallo. La storia scritta sul corpo, prima ancora che sulla carta è importante per un cavallo.

Un modo diverso di vedere lo stato segnaletico del cavallo.

Prima di essere un numero, prima di una scheda o di un documento ufficiale, un cavallo è presenza.

È respiro caldo nell’aria del mattino, è movimento che nasce silenzioso e diventa potenza. Eppure, per raccontarlo al mondo, serve una pagina. Lo stato segnaletico. Una pagina che, se letta con attenzione, smette di essere tecnica e diventa racconto.

C’è un nome, innanzitutto. Una parola scelta con cura o per istinto, che presto diventa voce quotidiana, richiamo, promessa. È il nome che pronunciamo quando lo vediamo arrivare al trotto, quando cerchiamo il suo sguardo oltre il box. In quella parola vive già una relazione.

Poi c’è il sesso, che non è solo una distinzione formale. È un modo diverso di stare nel mondo. C’è la fierezza trattenuta di uno stallone, la sensibilità profonda di una fattrice, l’equilibrio paziente di un castrone. Ogni cavallo esprime sé stesso in modo irripetibile, oltre ogni etichetta.

L’altezza racconta come il cavallo occupa lo spazio. Non parla di imponenza, ma di proporzione. Di come il suo corpo si muove in armonia, di come le sue spalle si aprono, di come il passo diventa gesto naturale. È in quell’equilibrio che nasce la bellezza.

La razza è una storia antica, tramandata senza parole. È la memoria di terre lontane, di uomini che hanno selezionato, atteso, creduto. Dentro una razza ci sono vocazioni, inclinazioni, possibilità. Ma ogni cavallo, anche dentro la propria genealogia, trova il modo di essere unico.

La data di nascita segna l’inizio del viaggio. Un giorno preciso, una stagione, forse una notte silenziosa. Da lì in poi il tempo scorre, lasciando tracce invisibili: esperienze, fiducia, paure superate. L’età di un cavallo si legge negli occhi, più che nei documenti.

Le origini sono un filo sottile che lega passato e presente. Nomi scritti su un pedigree, ma anche movimenti che ritornano, caratteri che si assomigliano, energie che si riconoscono. Sapere da dove viene un cavallo aiuta a comprenderlo, ma non lo definisce mai del tutto.

E infine il mantello. Il primo incontro. Il colore che cattura lo sguardo, le sfumature che cambiano con la luce, i segni che lo rendono inconfondibile. È la firma della natura, il dettaglio che resta impresso nella memoria e spesso nel cuore.

Lo stato segnaletico del cavallo è tutto questo, una mappa. Non per possederlo, ma per riconoscerlo. Perché dietro ogni riga c’è un essere vivente che sente, apprende, si affida. E ogni volta che leggiamo quella scheda, dovremmo ricordare che non stiamo osservando dati, ma una storia che continua a camminare su quattro zoccoli.

HSJ – RL foto Stefano Sechi

© Riproduzione riservata.

Rimani aggiornato sulle news di Horse Show Jumping

Iscriviti alla newsletter
Advertisement
Banner_Parlanti_Billboard
equiplanet logo
4 Copia
banner partner Parlanti
Banner partner Guidolin
Partner Westwood
Partner Equestro
Partner Acavallo
Mascheroni Logo
Sport Endurance logo
logo avantea
Tenuta Monticelli logo
Banner Allevamento delle Paludi partner Square
IMG 7017
logo club ippico euratom