Alessandro Formia e il secondo posto del Piemonte nella Coppa delle Regioni di Attacchi
La Coppa delle Regioni di attacchi, disputata la scorsa settimana all’ippodromo Le Padovanelle di Padova insieme al Campionato Italiano Completo, ha confermato ancora una volta il Piemonte tra le realtà più competitive della disciplina a livello nazionale. La squadra piemontese ha infatti chiuso la competizione al secondo posto, alle spalle della Lombardia, firmando un risultato che racconta non solo la qualità tecnica degli atleti in gara, ma anche il lavoro di un gruppo capace di presentarsi con continuità ai vertici.
A guidare la rappresentativa piemontese nel ruolo di capo équipe è stato Alessandro Formia, figura conosciuta nel mondo degli attacchi come atleta, tecnico e uomo di campo. Direttore di secondo grado, tecnico federale di secondo livello, Formia ha iniziato il proprio percorso agonistico nel 2007 con i coni, per poi proseguire fino alla categoria pariglie, nella quale gareggia stabilmente dal 2017.
Oltre all’attività agonistica, Formia dedica parte del suo tempo anche alla formazione di nuovi appassionati della disciplina. Tra i suoi allievi ci sono Virginia Sategna, che in gara ricopre anche il ruolo di groom al suo fianco, e Matteo Occleppo. Pur non partecipando ancora alle competizioni, rappresentano un segnale importante per il futuro degli attacchi in Piemonte e la dimostrazione di come la passione per questa disciplina continui a essere tramandata alle nuove generazioni.
La sua storia con gli attacchi nasce però molto prima della dimensione sportiva. «È una tradizione di famiglia», racconta Formia. Originario di Ivrea, città profondamente legata alla cultura dei cavalli e delle carrozze, ha ereditato questa passione dal padre e continua ancora oggi a viverla anche attraverso la partecipazione al Carnevale di Ivrea, dove guida il tiro a quattro. Una specialità che, ammette, gli piacerebbe provare anche in gara, pur riconoscendone la complessità e i costi elevati.
Nel corso della sua carriera Alessandro Formia ha conquistato il titolo di campione italiano nei singoli e diversi podi nella categoria pariglie. Tra le esperienze più significative ricorda anche la partecipazione, nel 2023, al Campionato del Mondo della Scuola Italiana a Rânes, in Francia. Oggi il suo sguardo è rivolto alle qualifiche per i Mondiali di pariglie del prossimo anno, in programma in Ungheria, obiettivo che passa attraverso i completi di Attacchi internazionali tre stelle.
A Padova, però, il suo ruolo è stato soprattutto quello di capo équipe del Piemonte. Una responsabilità che negli attacchi, come nelle altre discipline equestri, significa seguire la squadra, sostenere gli atleti e mantenere coeso il gruppo nei momenti decisivi. Nel caso della Coppa delle Regioni, la composizione della squadra è stata determinata dai migliori punteggi ottenuti in gara: a contribuire al secondo posto piemontese sono stati in particolare Luca Cassottara, Stefano Testori, Veronica Sedran e lo stesso Cassottara con due attacchi.



Il bilancio dell’evento, secondo Formia, è stato molto positivo. «L’organizzazione era ottima. Il caldo ha creato qualche difficoltà, ma siamo usciti indenni», ha spiegato. La Coppa delle Regioni si è giocata principalmente sul dressage e sui coni, mentre la maratona era valida per il Campionato Italiano. Proprio il venerdì, nella prova di dressage, il Piemonte ha ottenuto alcuni dei migliori risultati, confermandosi poi competitivo anche nei coni.
Gli attacchi sono una disciplina completa, spesso meno conosciuta rispetto al salto ostacoli o al dressage montato. Il completo di attacchi prevede tre prove: il dressage, dove contano precisione, ritmo e armonia, la maratona, spettacolare e adrenalinica, in cui cavalli e guidatore affrontano ostacoli fissi e passaggi tecnici, e i coni, una prova di precisione in cui l’attacco deve completare il percorso senza abbattere le palline poste sopra i coni.
Nella categoria pariglie, quella in cui gareggia Alessandro Formia, la difficoltà aumenta ulteriormente. «Con due cavalli cambia tutto», spiega. «Sono due bocche diverse, due teste diverse da mettere insieme. Anche in maratona, dove con il singolo passi con un cavallo, con la pariglia devi passare con due». Per questo molti guidatori portano in gara tre cavalli, così da poter scegliere la combinazione più adatta alle diverse prove: uno più indicato per dressage e coni, un altro più potente o veloce per la maratona.
Proprio questa complessità rende gli attacchi una disciplina di grande fascino. Non si tratta soltanto di guidare una carrozza, ma di costruire una vera squadra tra uomo, cavalli e groom. Ogni gesto deve essere preciso, ogni decisione tempestiva, ogni cavallo deve trovare il proprio ruolo all’interno dell’attacco. È uno sport in cui tradizione e agonismo convivono in modo naturale, portando in campo una parte importante della cultura equestre italiana.
Il secondo posto del Piemonte a Padova conferma il valore della regione, ma Formia guarda anche alle criticità del movimento. «In Piemonte siamo ancora forti, ma manca la gioventù», osserva. Secondo lui, per far crescere la disciplina servirebbe coinvolgere di più i circoli ippici, organizzare giornate di avvicinamento per i ragazzi e aumentare il numero di competizioni sul territorio regionale.
Il tema della promozione è centrale. Gli attacchi hanno bisogno di essere raccontati anche a chi non li conosce, perché il loro potenziale comunicativo è enorme. La maratona è spettacolare, i coni sono immediati da seguire, il dressage mostra la qualità del lavoro quotidiano. Per un pubblico abituato ad altre discipline equestri, scoprire gli attacchi significa entrare in un mondo diverso, ma profondamente legato agli stessi valori: rapporto con il cavallo, preparazione, tecnica, coraggio e gestione della pressione.
A livello nazionale, secondo Formia, l’Italia può contare su buoni guidatori, alcuni dei quali attivi anche all’estero. Il vero limite resta però la scarsità di gare utili per fare esperienza. «Quando andiamo all’estero ci troviamo spesso in difficoltà con chi gareggia molto di più», sottolinea. In questo senso eventi come quello di Padova, ma anche concorsi internazionali ben organizzati come quello di Verolanuova, diventano fondamentali per dare continuità al movimento.
Il percorso di Alessandro Formia racconta bene l’identità degli attacchi italiani: una disciplina fatta di passione familiare, competenza tecnica, sacrificio e desiderio di crescere. Il risultato del Piemonte alla Coppa delle Regioni non è soltanto una medaglia, ma anche un segnale importante per tutto il settore. Perché gli attacchi, per continuare a vivere e svilupparsi, hanno bisogno di risultati, certo, ma anche di nuove persone che li scoprano, li provino e se ne innamorino.
E forse è proprio da qui che bisogna ripartire: dal raccontare di più questa disciplina, portandola fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori e mostrando a un pubblico più ampio quanto possa essere intensa, tecnica e sorprendente.
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