Dal cambio semplice al cambio al volo. Costruire il galoppo per il rettangolo.

Dal cambio semplice al cambio al volo. Costruire il galoppo per il rettangolo.

Equilibrio, rettitudine, controgaloppo e qualità delle transizioni. Un percorso progressivo dalle basi del lavoro in piano fino alla precisione richiesta nel lavoro più tecnico . Per un buon rettangolo.

Un cambio di galoppo ben eseguito dura un istante. La sua preparazione, invece, comincia molte falcate prima.
È forse questo il concetto più importante quando si affronta il cambio semplice e, successivamente, il cambio al volo nel lavoro in piano. Concentrarsi esclusivamente sul momento in cui il cavallo cambia rischia infatti di farci perdere di vista tutto ciò che rende possibile un cambio corretto: qualità del galoppo, equilibrio, impulso, rettitudine, controllo delle spalle e delle anche, comprensione degli aiuti e capacità del cavallo di attendere la richiesta del cavaliere. Nella preparazione di un rettangolo questo principio diventa ancora più evidente. Non basta che il cavallo sappia cambiare: deve poterlo fare nel punto stabilito, sulla linea richiesta e senza compromettere ciò che viene prima e dopo. Il percorso, quindi, non parte dal cambio. Parte dal galoppo.

Prima del cambio, quale galoppo abbiamo?

Prima di affrontare qualsiasi lavoro specifico è utile osservare con attenzione la qualità del galoppo.
Il cavallo riesce a mantenere un ritmo regolare senza accelerare? Rimane davanti alla gamba? Possiamo accorciare leggermente la falcata senza perdere attività e poi lasciarla nuovamente avanzare senza che il cavallo si precipiti?
Possiamo affrontare una curva mantenendo l’equilibrio e tornare su una linea retta senza che le anche o le spalle sfuggano lateralmente?

Queste domande sono più importanti della domanda, “È pronto a cambiare?”

Perché un cavallo che non riesce ancora a organizzare il proprio galoppo difficilmente troverà maggiore organizzazione proprio nel momento in cui gli chiediamo qualcosa di più complesso.
Da ricordare

Velocità e impulso non sono sinonimi. Aumentare la velocità per ottenere più facilmente una transizione o un cambio può mascherare una mancanza di equilibrio invece di risolverla.

Le transizioni costruiscono il cambio.

Il primo vero lavoro di preparazione passa attraverso le transizioni.
Galoppo-trotto-galoppo permette di lavorare sulla risposta agli aiuti senza chiedere immediatamente un livello elevato di equilibrio. Inizialmente non importa quante falcate di trotto siano necessarie: importa che siano falcate organizzate. Con il progredire del lavoro, le transizioni possono diventare più ravvicinate. Il cavallo deve imparare a tornare al trotto senza cadere sulle spalle e a ripartire al galoppo senza essere lanciato in avanti. Successivamente, quando forza ed equilibrio lo consentono, si può sviluppare maggiormente il lavoro galoppo-passo e passo-galoppo.
È qui che iniziamo realmente a costruire il cambio semplice.

Il cambio semplice, semplice solo nel nome.

Nel cambio semplice il cavallo passa dal galoppo al passo e riparte al galoppo opposto. La sequenza sembra facile. Farla bene lo è molto meno. Una buona esecuzione richiede che la transizione al passo rimanga attiva e pulita, che il cavallo non cada sulla mano, che i passi intermedi siano realmente passi e che la nuova partenza avvenga con chiarezza e senza falcate di trotto. Soprattutto, il cavallo non dovrebbe perdere la propria organizzazione tra un galoppo e l’altro.
Il cambio semplice diventa così un esercizio prezioso non soltanto per il cavallo, ma anche per il cavaliere: insegna a preparare, aspettare e distinguere gli aiuti invece di sovrapporli.

Errore comune, “spegnere” il galoppo.

Quando il cavaliere pensa soprattutto a ottenere il passo, può utilizzare troppo la mano. Il cavallo rallenta, ma contemporaneamente perde attività e cade sull’anteriore. A quel punto la successiva partenza al galoppo richiede molta gamba e l’intera sequenza diventa brusca. Come lavorarci. Separare inizialmente le due difficoltà. Lavorare sulla qualità della transizione galoppo-passo senza preoccuparsi subito della nuova partenza. Quando il cavallo riesce a mantenere equilibrio e attività, aggiungere il passo-galoppo.

Il controgaloppo. Insegnare al cavallo ad aspettare.

Il controgaloppo rappresenta un passaggio fondamentale nel lavoro più tecnico. Non è semplicemente “galoppare con il piede contrario alla curva”. È soprattutto un esercizio di equilibrio e di comprensione degli aiuti. Il cavallo deve imparare che la direzione della figura non determina automaticamente il galoppo. Se siamo al galoppo destro e affrontiamo una curva verso sinistra, il cavallo deve poter mantenere il galoppo destro perché questa è la richiesta del cavaliere. All’inizio le linee devono essere semplici e le curve poco accentuate. Con l’aumentare dell’equilibrio si può aumentare gradualmente la difficoltà. Questo lavoro prepara un concetto essenziale per il futuro cambio al volo. Il cavallo deve cambiare quando riceve l’aiuto, non quando riconosce una figura.

Errore comune, il cavallo cambia da solo.

Succede spesso che un cavallo inizi ad associare una diagonale o un cambio di direzione al cambio di galoppo e cominci ad anticipare.
Può sembrare inizialmente una dimostrazione di facilità, ma nel lavoro più tecnico diventa un problema di controllo e precisione.
Come lavorarci. Utilizzare la stessa linea chiedendo cose diverse. Una volta mantenere il galoppo e proseguire in controgaloppo, un’altra eseguire una transizione, un’altra ancora — quando il livello del cavallo lo permette — chiedere il cambio. La figura non deve diventare l’aiuto.

Dal cambio semplice al cambio al volo.È importante chiarire un punto. Il cambio al volo non è un cambio semplice eseguito più velocemente e senza i passi intermedi. È un esercizio tecnicamente differente. Nel cambio al volo il cavallo modifica la sequenza del galoppo durante la fase di sospensione. Per farlo correttamente deve coordinare il cambio degli arti posteriori e anteriori mantenendo ritmo, impulso, equilibrio e direzione.
Prima di affrontarlo, quindi, dovremmo avere a disposizione un cavallo che sappia regolare la falcata, eseguire buone transizioni, mantenere il controgaloppo, partire correttamente su entrambi i galoppi e rimanere sufficientemente diritto e reattivo agli aiuti.
Non significa cercare la perfezione prima di cominciare. Significa avere basi abbastanza solide da poter insegnare qualcosa di nuovo senza utilizzare la velocità o lo squilibrio come scorciatoie. La preparazione del cambio al volo.

Il cambio nasce dalle falcate precedenti.


Prima della richiesta il cavallo deve essere attivo, ma non affrettato. La falcata deve rimanere sufficientemente raccolta e organizzata perché il posteriore possa continuare a lavorare. La rettitudine assume un’importanza particolare.
Se le anche sfuggono lateralmente o una spalla cade, il cavallo può avere difficoltà a coordinare il cambio. È quindi importante non pensare soltanto agli aiuti del cambio, ma osservare come il cavallo arriva alla richiesta.

Errore comune, accelerare per ottenere il cambio.

Quando il cambio non arriva, una reazione istintiva può essere quella di aumentare il galoppo. Qualche volta il cavallo riesce effettivamente a cambiare, ma questo non significa che abbiamo migliorato l’esercizio. Se per cambiare deve correre, probabilmente manca ancora qualcosa nella preparazione.
Come lavorarci. Tornare alla regolazione della falcata. Poche falcate più raccolte, nuovamente in avanti, ancora raccolte, sempre cercando di conservare ritmo e attività. Il cavallo deve imparare a produrre energia senza trasformarla necessariamente in velocità.

Quando cambia davanti ma non dietro.

Il cambio disunito è uno degli errori che richiedono maggiore attenzione. Invece di concentrarsi immediatamente sulla correzione del posteriore, è utile chiedersi cosa sia successo nelle falcate precedenti.
Il cavallo era diritto? Le anche erano allineate? Il galoppo era sufficientemente attivo? Il cavaliere si è spostato lateralmente? Gli aiuti sono arrivati insieme oppure in modo confuso? Ripetere continuamente un cambio scorretto sperando che il successivo sia migliore può creare tensione e consolidare l’errore.
In molti casi è più produttivo interrompere, ristabilire un buon galoppo e tornare temporaneamente a un esercizio più semplice.

Il cavaliere nel cambio

Più l’esercizio diventa tecnico, meno il cavaliere dovrebbe essere visibile. Nel tentativo di aiutare il cavallo a cambiare è facile spostare il busto, il bacino o il peso in maniera eccessiva. Ma un movimento laterale importante può rendere ancora più difficile mantenere la rettitudine.
Anche la mano può diventare un ostacolo se la preparazione viene trasformata in una trattenuta. L’obiettivo dovrebbe essere arrivare progressivamente a un cambio degli aiuti chiaro, tempestivo e discreto, mantenendo il cavaliere centrato sul cavallo. Ottenere un buon cambio è una cosa. Ottenere un buon cambio esattamente nel punto richiesto è un’altra.,Ed è qui che il lavoro comincia a trasformarsi nella vera preparazione del rettangolo. Se il cambio è richiesto su una diagonale, per esempio, il cavaliere non può aspettare di arrivare al punto previsto per iniziare a organizzare il cavallo. La preparazione comincia già nell’angolo precedente.
Come entriamo nell’angolo? Con quale equilibrio ne usciamo? Il cavallo è diritto sulla diagonale? Sta aspettando oppure sta già anticipando?
Il punto del cambio è soltanto il risultato finale di questa sequenza. Preparare il rettangolo senza ripeterlo continuamente
Ripetere molte volte la ripresa completa può sembrare il modo più logico per prepararla. Non sempre è il più efficace. mIl cavallo può imparare rapidamente la successione degli esercizi e cominciare ad anticipare

Si può lavorare soltanto sull’angolo e sull’ingresso della diagonale. Oppure sulla diagonale e sulla rettitudine dopo il cambio. Si può percorrere la linea del cambio mantenendo volontariamente il controgaloppo. Oppure eseguire una transizione al posto del cambio.
Solo quando questi elementi sono solidi vengono nuovamente inseriti nella sequenza completa.
Il rettangolo non dovrebbe diventare qualcosa che il cavallo recita a memoria, ma una successione di richieste alle quali continua a rispondere.

Tre esercizi per migliorare il cambio semplice.

Galoppo-passo senza ripartire subito.

Su una linea comoda, chiedere la transizione dal galoppo al passo e proseguire al passo. Non pensare ancora al cambio. L’obiettivo è ottenere una transizione nella quale il cavallo rimanga attivo, diritto e disponibile, senza cadere sulla mano. Quando questa parte è stabile, si può aggiungere la nuova partenza.

Passo-galoppo alternando i due lati

Dal passo chiedere partenze al galoppo destro e sinistro, senza utilizzare sempre la stessa figura. Questo aiuta a verificare che il cavallo risponda realmente agli aiuti e non alla posizione nel campo. mLa qualità della partenza è più importante della rapidità.

Cambio semplice sulla linea, non nell’angolo.

Lavorare il cambio semplice su una linea ben definita permette di controllare meglio la rettitudine. Preparare il galoppo, passare al passo, mantenere i passi intermedi attivi e chiedere la nuova partenza senza permettere alle anche di spostarsi. Con il miglioramento dell’equilibrio si può aumentare progressivamente la precisione del punto. Esercizi per preparare il cambio al volo.

Variazioni della falcata al galoppo.

    Su una linea o su un circolo ampio, alternare alcune falcate più raccolte ad alcune più in avanti. Non si cerca semplicemente di rallentare e accelerare. L’obiettivo è verificare se il cavallo può modificare l’ampiezza della falcata mantenendo ritmo, equilibrio e risposta alla gamba.

    Diagonale e controgaloppo.

    Percorrere una diagonale e, invece di cambiare, mantenere lo stesso galoppo entrando in controgaloppo. È un esercizio particolarmente utile con un cavallo che tende ad anticipare. La diagonale smette così di significare automaticamente “cambio”. Il cavallo impara ad aspettare. Stessa linea, richieste diverse Utilizzare una stessa linea più volte, ma senza chiedere sempre lo stesso esercizio.
    Una volta mantenere il galoppo. Una volta effettuare una transizione. Una volta proseguire in controgaloppo. Quando cavallo e cavaliere sono pronti, chiedere il cambio al volo.
    È un esercizio semplice nel concetto ma molto utile nella preparazione del rettangolo, perché mantiene il cavallo attento agli aiuti invece che alla memoria della figura.

    La progressione, dal lavoro di base al rettangolo.

    Possiamo riassumere il percorso in una sequenza: qualità del galoppo → transizioni → regolazione della falcata → partenze precise → rettitudine → controgaloppo → cambio semplice → maggiore equilibrio → preparazione del cambio al volo → cambio singolo → precisione del punto → inserimento nel rettangolo. Non è però una scala che, una volta salita, impedisce di tornare sui gradini precedenti. Al contrario, il lavoro più avanzato ci mostra continuamente quali basi devono essere migliorate. Se il cambio al volo diventa affrettato, possiamo tornare alla regolazione del galoppo. Se il cavallo anticipa, torniamo al controgaloppo e alla varietà delle linee. Se il cambio semplice perde fluidità, torniamo alle singole transizioni. Se perdiamo rettitudine, semplifichiamo l’esercizio prima di ripeterlo.
    Tornare alla base non significa tornare indietro. Significa migliorare ciò su cui il lavoro tecnico è costruito.

    Il cambio comincia prima del cambio.

    Cambio semplice e cambio al volo sono due esercizi differenti e non devono essere confusi dal punto di vista tecnico. Entrambi, però, raccontano molto della qualità del lavoro che li precede. Un cambio corretto non nasce dalla fretta di cambiare galoppo.
    Nasce da un cavallo che può rimanere in equilibrio, continuare a produrre energia senza correre, mantenere la propria linea e aspettare l’aiuto del cavaliere. Ed è proprio questo che diventa particolarmente evidente nel rettangolo. La lettera indica dove deve avvenire un esercizio. Ma è il lavoro delle falcate precedenti a determinare come quell’esercizio verrà eseguito.
    Per questo, quando un cambio non riesce come vorremmo, forse la domanda più utile non è: “Che cosa è successo nel cambio?” ma: “Che cosa stava succedendo nelle falcate prima del cambio?” È spesso lì che troviamo la risposta.

    HSJ – RL – Foto Stefano Secchi van der Putten Marieke NED Zantana

    fonti : British Dressage – “Simple, flying & tempi changes”, FEI – Dressage Judging Manual, United States Dressage Federation (USDF), Teaching Manuals – Simple Change of Lead, Flying Changes e Tempi Changes

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