FEI Paradressage World Championship, quando ciò che unisce supera ogni barriera.

FEI Para Dressage World Championship: quando ciò che unisce supera ogni barriera.

La ct tedesca Silke Fütterer-Sommer racconta regole, classificazioni e peculiarità del paradressage, una disciplina in cui precisione, sensibilità e sintonia con il cavallo mettono tutti gli atleti sullo stesso piano sportivo.

Mercoledì prenderanno il via le competizioni del FEI Para Dressage World Championship, una disciplina che richiede il massimo della precisione, della sensibilità e della chiarezza nella comunicazione tra cavallo e cavaliere. Alla vigilia dell’inizio delle gare, Silke Fütterer-Sommer, commissario tecnico della nazionale tedesca di paradressage, spiega come funzionano le cinque categorie, quale ruolo abbiano gli ausili compensativi e perché, dal punto di vista sportivo, il paradressage sia a tutti gli effetti sullo stesso piano del dressage tradizionale.

Cinque gradi, differenti livelli di disabilità.

Nel paradressage gli atleti vengono suddivisi in cinque Grado, stabiliti in funzione del livello di disabilità. Il Grado I comprende gli atleti con le compromissioni più significative, mentre il Grado V quelli con le limitazioni meno severe. Con il passaggio da un grado all’altro aumentano progressivamente anche la difficoltà e la complessità degli esercizi richiesti.
Nel Grado I le prove si svolgono esclusivamente al passo, all’interno di un rettangolo di 20 x 40 metri. L’attenzione è concentrata sulla precisione delle linee e sulla capacità di mantenere un ritmo assolutamente regolare e costante.
Nel Grado II, sempre su un campo di 20 x 40 metri, vengono introdotte brevi sequenze di trotto e, al passo, movimenti laterali e cessioni alla gamba.

Anche le prove di Grado III si disputano nel rettangolo 20 x 40 metri, ma comprendono fasi di trotto decisamente più lunghe, transizioni, serpentine e cessioni alla gamba al trotto. Precisione, equilibrio e capacità di risposta del cavallo assumono quindi un’importanza ancora maggiore. Dal Grado IV le competizioni si trasferiscono nel rettangolo standard di 20 x 60 metri. Il livello richiesto è indicativamente paragonabile a quello di una ripresa L** del dressage tedesco: passo, trotto, galoppo, movimenti laterali, spalla in dentro e allungamenti al trotto e al galoppo fanno parte degli esercizi previsti.

Nel Grado V, riservato agli atleti con le disabilità meno severe, le riprese raggiungono un livello assimilabile all’M**. Appoggiate al trotto e al galoppo, differenti movimenti laterali e cambi semplici richiedono un livello di preparazione estremamente elevato sia da parte del cavallo sia del cavaliere.

Come viene stabilito il Grado.

Le condizioni degli atleti possono essere molto diverse. Nel Grado I, per esempio, possono gareggiare persone affette da sclerosi multipla in fase avanzata. Molti concorrenti presentano gravi compromissioni motorie e hanno una capacità molto limitata, o del tutto assente, di controllare il movimento di braccia e gambe.
Nel Grado III si trovano invece, tra gli altri, cavalieri con gravi compromissioni o con l’assenza di due arti, spesso persone che nella vita quotidiana utilizzano una sedia a rotelle.
Prima di iniziare l’attività agonistica, ogni atleta di paradressage deve sottoporsi a una classificazione ufficiale. Il procedimento comprende diversi test ed esercizi motori, sulla base dei quali medici specializzati e fisioterapisti stabiliscono il Grade più appropriato.
L’obiettivo è fondamentale: garantire che gli atleti possano confrontarsi in maniera equa, tenendo conto delle caratteristiche specifiche delle rispettive disabilità.

Gli ausili compensativi.

Una delle peculiarità del paradressage è la possibilità di utilizzare specifici ausili compensativi, autorizzati e adattati individualmente in base al Grado e alle necessità dell’atleta.
Un cavaliere di Grado II con paraplegia completa e impossibilitato a muovere le gambe, per esempio, può utilizzare staffe speciali che assicurano maggiormente la punta del piede, offrendo ulteriore sostegno e stabilità. Sono inoltre utilizzate fasce in velcro sulle cosce per aiutare il cavaliere a mantenere una posizione stabile in sella.
La sicurezza rimane però imprescindibile: questi sistemi devono offrire il sostegno necessario durante la prova, ma allo stesso tempo devono potersi sganciare immediatamente e senza difficoltà in caso di caduta.
Gli ausili possono anche sostituire comandi che l’atleta non è fisicamente in grado di impartire nel modo tradizionale. Se un cavaliere non può utilizzare le gambe ma deve chiedere al cavallo un movimento laterale, l’allenatore deve trovare un sistema alternativo per comunicare la stessa richiesta.
In alcuni casi, per esempio, il cavaliere può utilizzare due fruste da dressage sui fianchi del cavallo, sostituendo così l’azione della gamba. Cambia quindi il modo in cui viene trasmesso l’aiuto, ma non il principio tecnico alla base dell’esercizio.

Più somiglianze che differenze con il dressage tradizionale.

Secondo Fütterer-Sommer, le differenze rispetto al dressage per normodotati sono, in realtà, meno numerose di quanto si possa immaginare.
I cavalli vengono preparati seguendo la stessa scala di addestramento del dressage tradizionale. L’obiettivo rimane quello di avere cavalli sensibili, disponibili alla collaborazione, reattivi agli aiuti e sufficientemente elastici. La vera differenza riguarda soprattutto la preparazione del cavaliere, che deve necessariamente essere personalizzata. Allenatore e atleta devono individuare il modo più efficace per trasmettere al cavallo gli stessi segnali richiesti dal dressage, adattandoli alle possibilità fisiche del singolo concorrente. È proprio qui che emerge uno degli aspetti più affascinanti del paradressage: la tecnica non viene semplificata, ma adattata. Il linguaggio tra cavallo e cavaliere può cambiare, mentre rimangono invariati i principi fondamentali della disciplina.

Regole particolari per il riscaldamento dei cavalli.

Esistono alcune differenze anche nella gestione del cavallo prima della gara, soprattutto nei Grado I, II e III. In queste categorie, un cavaliere professionista o un tecnico può montare e riscaldare il cavallo per un massimo di 30 minuti, un tempo controllato con precisione dagli steward. La ragione è legata alle caratteristiche degli atleti: alcuni, a causa della propria disabilità, possono lavorare personalmente il cavallo soltanto al passo. È però essenziale che l’animale venga preparato adeguatamente, possa sciogliersi e muoversi in tutte le andature di base, sia per il suo benessere sia per arrivare nelle migliori condizioni alla prova. Durante i 30 minuti concessi, il cavallo viene quindi lavorato anche al trotto e al galoppo, così da essere correttamente riscaldato prima che salga in sella l’atleta. Questa possibilità è prevista esclusivamente per i Grado I, II e III. Nei Grado IV e V, invece, sono gli stessi concorrenti a occuparsi integralmente del riscaldamento dei propri cavalli.

Uno sport fondato sulla sintonia.

Precisione, equilibrio, sensibilità e capacità di comunicare con il cavallo rimangono dunque gli elementi centrali, esattamente come nel dressage tradizionale. Gli strumenti possono essere differenti e gli aiuti adattati alle caratteristiche fisiche dell’atleta, ma il principio sportivo resta lo stesso: costruire un’intesa tale da rendere ogni movimento armonioso, preciso e quasi invisibile. Ed è proprio in questa ricerca di un linguaggio comune tra atleta e cavallo che il paradressage riesce a superare le barriere, trasformando le differenze individuali in differenti modi di raggiungere lo stesso obiettivo sportivo. Per chi desidera assistere dal vivo alle gare, l’ingresso a tutte le competizioni di paradressage è incluso gratuitamente nel biglietto generale di accesso all’area dell’evento. I biglietti per le competizioni di salto ostacoli e attacchi possono essere acquistati tramite lo shop online, la biglietteria telefonica o gli uffici dell’Aachen-Laurensberger Rennverein e.V. Silke Fütterer-Sommer, commissario tecnico della nazionale tedesca di paradressage, ha illustrato le principali regole della disciplina alla vigilia del FEI Para Dressage World Championship.

Aachen-Laurensberger Rennverein e.V.

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