Salire sul trailer senza paura. Come preparare cavallo o puledro alla prima esperienza di carico.
Tecniche essenziali e una narrazione pratica per trasformare un momento critico, come salire sul trailer per la prima volta, in un gesto naturale e sicuro.
Le basi indispensabili.
Prima ancora di avvicinare l’animale al trailer, è fondamentale costruire fiducia e competenze di base. Il cavallo deve sentirsi sicuro seguendo il suo handler, rispondere a pressione e rilascio, avanzare e arretrare su richiesta, spostare gli anteriori e i posteriori con calma e senza tensione. A questo si aggiunge la necessità di familiarizzare con gli spazi ristretti: piccoli corridoi creati con barriere o passaggi stretti sono ottimi per preparare la mente dell’animale all’ingresso in un ambiente chiuso come il trailer. Per i puledri, il legame con la madre è un aiuto prezioso: vedere la fattrice muoversi con naturalezza e curiosità rende il processo molto più semplice.

La prima salita, un momento che va raccontato.
Il primo approccio al trailer non dovrebbe mai sembrare un esame o un ostacolo, ma una scoperta condivisa. Il cavallo osserva, annusa, riflette; il conduttore attende, respira e si adatta ai suoi tempi. C’è un momento, breve o lungo che sia, in cui l’animale decide se fidarsi, se avanzare, se provare. È lì che la relazione si mostra in tutta la sua delicatezza. A volte il cavallo mette un piede sulla rampa e poi si ritrae, altre volte si ferma, quasi fossero i rumori del metallo o l’odore del legno a chiedergli un chiarimento. Forzare è inutile. Il cavallo sale quando sente che può farlo senza perdere equilibrio mentale. E il puledro, ancora più sensibile, cerca conferme negli occhi della madre, che spesso entra per prima, regalando al piccolo un esempio rassicurante.
Il conduttore continua a chiedere con gentilezza, un passo alla volta, premiando gli sguardi curiosi e le piccole conquiste; non servono parole, basta il rilascio della pressione, un sospiro, la calma. Quando gli anteriori entrano, spesso si crea una sospensione del tempo. Il cavallo valuta se fidarsi fino in fondo, e in quel momento tutto il lavoro fatto da terra diventa visibile. Poi arrivano anche i posteriori e, come un equilibrio che si compie, l’animale si ritrova dentro senza quasi accorgersene.
Il trailer vibra leggermente quando il portellone si muove e il rumore metallico può sorprendere, ma se chiudere avviene con la stessa gradualità del resto, il cavallo resta sereno. La scena si conclude sempre con un respiro: quello dell’animale, che si rilassa, e quello del conduttore, che riconosce il valore di quel momento. La prima volta sul trailer è così: non un esercizio tecnico, ma una piccola storia di fiducia, pazienza e dialogo silenzioso.
RL – HSJ
foto Stefano Sechi
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