Dalla razione al globulo rosso: micronutrienti e performance nel cavallo sportivo
Quando si parla di alimentazione del cavallo sportivo, la prima domanda è quasi sempre: “Quanta energia gli serve?”. È una domanda corretta, ma non è l’unica.
Un cavallo che passa dal lavoro leggero all’allenamento regolare, che aumenta la frequenza delle uscite, affronta gare ravvicinate o semplicemente viene chiamato a sostenere un lavoro più impegnativo, non ha bisogno soltanto di più energia. Il suo organismo deve essere in grado di utilizzare quell’energia, portare ossigeno ai muscoli, contrastare lo stress ossidativo e recuperare tra una sessione e l’altra.
Ed è qui che entrano in gioco i micronutrienti: vitamine e minerali vengono spesso considerati la parte “piccola” della razione, soprattutto perché sono necessari in quantità molto inferiori rispetto a fieno, cereali o mangimi. Ma piccolo non significa poco importante. Per il cavallo atleta, alcuni di questi nutrienti partecipano a processi che hanno un legame diretto con la capacità di sostenere l’esercizio.
Più lavoro significa più richiesta di ossigeno, durante l’attività fisica i muscoli aumentano enormemente la richiesta di ossigeno. Questo, arriva ai tessuti attraverso il sangue e, in particolare, grazie all’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Per questo motivo, quando parliamo di capacità aerobica e di resistenza, stiamo parlando anche, indirettamente, della capacità dell’organismo di mantenere efficiente il proprio sistema di trasporto dell’ossigeno.
Il percorso è semplice da immaginare: aria → polmoni → globuli rossi → emoglobina → ossigeno → muscolo → produzione di energia.
In questo percorso il ferro ha un ruolo fondamentale, perché è un componente dell’emoglobina. Ma il rapporto tra ferro e performance non deve essere semplificato nell’equazione “più ferro = più performance”.
Il cavallo dispone di sistemi molto efficienti per assorbire, trasportare, utilizzare, immagazzinare e riciclare il ferro. E questi sistemi cambiano in funzione delle condizioni dell’organismo e del lavoro svolto.
Cosa succede al ferro quando il cavallo si allena? È una domanda particolarmente interessante per chi gestisce un cavallo sportivo. Uno studio (Casella S, et al., 2016) condotto su Purosangue sottoposti a un programma di allenamento standardizzato ha evidenziato variazioni significative, durante il periodo di training, di diversi parametri legati al metabolismo del ferro, tra cui ferro, ferritina, transferrina e saturazione della transferrina. Gli autori hanno inoltre osservato una relazione tra questi cambiamenti e l’intensità e la durata dell’esercizio, sottolineando la possibile utilità del profilo del ferro nella valutazione dello stato atletico e dell’adattamento all’allenamento.
Una vera carenza di ferro può certamente avere conseguenze negative, ma una variazione del ferro ematico non indica necessariamente una carenza nutrizionale. Nel cavallo atleta, i parametri ematologici devono essere interpretati considerando anche allenamento, stato di idratazione, alimentazione e condizioni generali. Il primo passo è sempre capire cosa sta già ricevendo poiché il cavallo sportivo necessita di una razione che garantisca un adeguato apporto di diversi micronutrienti, ciascuno con funzioni differenti.
Il rame, per esempio, è coinvolto nel metabolismo del ferro, zinco e manganese partecipano a numerosi processi enzimatici; selenio e vitamina E hanno un ruolo importante nei sistemi di difesa antiossidante. Le vitamine del gruppo B sono coinvolte in numerosi processi metabolici, mentre la vitamina E è particolarmente interessante nel cavallo atleta per la sua funzione nella protezione delle membrane cellulari.
In cavalli allenati, esercizi di diversa intensità e durata hanno determinato modificazioni di indicatori di stress ossidativo e dell’omeostasi del ferro; condizioni ambientali particolarmente impegnative, come caldo e umidità elevata, possono accentuare queste risposte.
La performance dipende dall’integrazione di molti sistemi: cuore e circolazione → respirazione → trasporto dell’ossigeno → metabolismo energetico → muscolo → recupero.
I micronutrienti partecipano a molti di questi passaggi ed è per questo una carenza nutrizionale può diventare un anello debole della catena. Per questi motivi, quando la razione di base non garantisce la copertura dei fabbisogni di alcuni micronutrienti, un mangime complementare multivitaminico-minerale può rappresentare uno strumento per completare la dieta.
In un cavallo sportivo può essere particolarmente interessante una formulazione che non si limiti a un singolo elemento, ma fornisca ferro insieme ad altri minerali e vitamine, in particolare del gruppo B, secondo un rapporto studiato per inserirsi nella razione quotidiana.
Hemo Complex è un mangime complementare con una formulazione caratterizzata da un elevato apporto di ferro, associato a rame, zinco, manganese, selenio e vitamine, permette di affrontare il tema dell’integrazione partendo da una visione più ampia: non soltanto il ferro necessario alla fisiologia dell’emoglobina, ma un insieme di micronutrienti che contribuiscono al metabolismo e alle funzioni dell’organismo sottoposto ad allenamento.



Quando si parla di performance si pensa immediatamente al momento della gara. ma un cavallo atleta non vive soltanto quei pochi minuti in campo. La vera performance nasce dalla capacità di allenarsi, recuperare e tornare ad allenarsi mantenendo nel tempo buone condizioni fisiche.
Per questo anche la nutrizione mirata al recupero merita attenzione. Un organismo adeguatamente nutrito deve poter ricostituire le proprie riserve e gestire i processi metabolici che seguono l’esercizio. La disponibilità di micronutrienti contribuisce a mantenere questi processi efficienti, mentre una dieta squilibrata può rappresentare un limite quando il carico di lavoro aumenta. La ricerca sul cavallo atleta mostra proprio quanto siano dinamici alcuni parametri ematici e metabolici durante l’allenamento. Allenarsi meglio non significa soltanto chiedere di più al cavallo: significa anche metterlo nelle condizioni di recuperare da ciò che gli abbiamo chiesto.
In conclusione, la performance del cavallo è il risultato di una lunga catena: parte dalla razione, passa attraverso la digestione e l’assorbimento dei nutrienti e arriva fino alla cellula muscolare. Nel mezzo troviamo il sangue, i globuli rossi, l’emoglobina, il trasporto dell’ossigeno, il metabolismo energetico e i sistemi di protezione dall’ossidazione. Il ferro è un elemento fondamentale di questo percorso, ma funziona all’interno di un sistema più ampio di nutrienti e processi fisiologici. È proprio qui che una corretta integrazione multivitaminico-minerale può trovare il proprio spazio: come strumento per completare una razione adeguata e sostenere le esigenze nutrizionali del cavallo atleta.
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