Equitazione in sicurezza: cosa fare in caso di infortuni

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Equitazione in sicurezza: mano che accarezza un cavallo in scuderia

Prevenzione degli infortuni a cavallo

Continuiamo ad esplorare il mondo dell’Equitazione in sicurezza (leggi il primo articolo “Equitazione e sicurezza: il sellaggio del cavallo“): scopriamo insieme come prevenire gli infortuni a cavallo. Una corretta informazione equestre aiuta a prevenire, ma non può certo impedire il verificarsi di situazioni lesive, specie quando entrano in gioco l’assoluta imprevedibilità di una reazione animale istintiva o comunque il caso fortuito.
Equitazione in sicurezza vuol dire anche saper fronteggiare, al meglio delle nostre possibilità, nel modo giusto, senza strafare, situazioni che richiedono un intervento di primo soccorso.

Fortunamente la maggior parte degli infortuni in ambiente equestre non sono particolarmente gravi e quindi, di solito, è sufficiente fare poche cose. In primo luogo è opportuno mantenere la calma, probabilmente la sola consapevolezza di aver acquisito nozioni fondamentali di primo soccorso vi farà agire con maggiore lucidità. E’ bene precisare subito che le successive considerazioni non hanno alcun intento istruttivo  ma hanno solo la funzione di sensibilizzare coloro che frequentano il mondo dei cavalli, in primis gli istruttori affinchè acquisiscano da personale medico specializzato tutte le indispensabili nozioni di primo soccorso.

Rientra nelle nozioni di comune esperienza una regola banale, ma troppo spesso disattesa: non bisogna spostare il ferito prima dell’arrivo del soccorso qualificato. Manovre inopportune possono aggravare le lesioni subite dall’infortunato. Un osso fratturato potrebbe recidere una vena o una arteria.
Nel dubbio si deve sempre agire come se il soggetto avesse subito una lesione alla colonna vertebrale. Non appena ci si rende conto che l’infortunio è qualcosa di più di una semplice sederata è opportuno chiamare subito il soccorso, anche nei casi di dubbia necessità.

E’ bene tenere a mente che, in molti casi, l’infortunato non è nelle condizioni psico-fisiche ideali per rifiutare, a ragion veduta, un controllo in ospedale.
In ogni scuderia dovrebbe essere garantita una rapida chiamata di soccorso e tutto dovrebbe essere predisposto per un rapido intervento dell’ambulanza più vicina.

Il soggetto che chiama il soccorso deve fare una comunicazione chiara e sintetica: ubicazione del centro ippico, condizioni del ferito, numero ove essere richiamati.

Inoltre tutte le scuderie dovrebbero essere dotate di una valigetta di primo soccorso con l’occorrente necesessari, lacci emostatici per bloccare emoragie, teli e garze sterili, fasce, forbici idonee a tagliare cuoio e tessuti, ghiaccio monouso, ecc.
Sfortunatmente alcune situazioni possono risultare particolarmente gravi e richiedere quindi il compimento di vere e proprie azioni di primo soccorso, al fine di controllare, mantenere ed eventualmente ripristinare le condizioni vitali: coscienza, respirazione, circolazione.

Se è vero che le cellule vitali del cervello muoiono solo dopo tre minuti di mancanza di ossigeno, appare evedente che tutti gli istruttori di equitazione e tutti gli adulti responsabili che frequentano un centro ippico, hanno il dovere di apprendere, da personale medico qualificato, le techiche della liberazione delle vie aeree, della respirazione bocca a bocca, del massaggio cardiaco.


Da “L’Equitazione in sicurezza. Accorgimenti e consigli – norme e sentenze”
Avv. Giusdeppe Attinàfoto Mari Hongisto

© Riproduzione riservata.

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