Giovanni Zucchi e il reining a 360 gradi: allevamento, training e performance
Nel contesto del Derby IRHA IRHBA 2026 di Cremona abbiamo avuto modo di incontrare Giovanni Zucchi, giovane professionista che si sta facendo spazio nel reining italiano. La sua crescita sportiva e imprenditoriale è il risultato di impegno costante e di un lavoro strutturato, supportato anche dalla collaborazione con Equiplanet, riferimento importante per la gestione nutrizionale dei suoi cavalli atleti.
Un’organizzazione strutturata tra allevamento e sport

Più che una semplice scuderia, quella di Giovanni Zucchi a Leno (Brescia) è una realtà organizzata in cui ogni fase della vita del cavallo viene seguita con un approccio integrato: circa 60 soggetti sono gestiti quotidianamente in un sistema dedicato ad allevamento, addestramento e preparazione agonistica, con l’obiettivo di accompagnare ogni cavallo lungo il suo specifico percorso sportivo.
Dalla nascita dei puledri fino all’ingresso in gara, ogni dettaglio è pianificato: alimentazione, sviluppo fisico, lavoro quotidiano e crescita atletica. “Seguiamo tutto, dalla A alla Z. Non è solo un lavoro, è proprio uno stile di vita”, racconta Giovanni Zucchi, sottolineando quanto la continuità e l’attenzione quotidiana siano determinanti per ottenere risultati.
Un’organizzazione di questo livello richiede necessariamente un team affidabile, infatti, con Giovanni lavorano cinque collaboratori, coinvolti nelle diverse attività di gestione e training: un supporto fondamentale per garantire un certo livello di qualità, soprattutto quando si gestisce un numero così elevato di cavalli mantenendo standard professionali così elevati.
Dalle radici familiari al professionismo
Giovanni nasce in un contesto rurale, dove il lavoro con gli animali era parte integrante della vita quotidiana: “Mio papà si occupava principalmente di vacche da latte, ma i cavalli non sono mai mancati”, spiega. Una presenza inizialmente marginale, che con il tempo si è trasformata in una vera direzione professionale.
L’ingresso nel mondo del reining avviene nel 2011, quando inizia a competere nelle categorie non pro. Un periodo fondamentale per acquisire esperienza e comprendere le dinamiche dello sport: “All’inizio era qualcosa che facevo per passione, senza pensare che potesse diventare un lavoro vero e proprio”.
La decisione di cambiare prospettiva arriva qualche anno dopo: “Prima di diventare professionista abbiamo investito sulla struttura: nel 2016 abbiamo ampliato il centro con un’arena coperta e nuovi box. Era necessario per fare un salto di qualità e dal 2018 è arrivato il passaggio al professionismo. Da lì in poi è diventata la mia attività principale: non è più solo montare a cavallo, ma gestire tutto quello che c’è intorno”.
Un percorso costruito nel tempo, che lo ha portato anche a raggiungere uno dei traguardi più significativi della sua carriera, la vittoria nel Futurity 2024, vissuta come un momento che lui stesso definisce “indimenticabile”.
Il legame uomo–cavallo e la vera chiave del successo
Nel reining, come in tutti gli sport equestri, il rapporto tra cavallo e cavaliere è decisivo: non si tratta di una macchina, ma di un atleta con sensibilità e personalità.
“Il legame si costruisce nel tempo, non da un giorno all’altro. Ci vuole del tempo, soprattutto con un cavallo che viene da fuori – sottolinea Giovanni Zucchi. Con i cavalli nati in casa è più facile, perché conosci già le linee e puoi prevedere a grandi linee quello che potrebbe essere il carattere del soggetto. Le fattrici alla fine trasmettono circa il 70% ai figli, anche per questo avere una buona linea è determinante per il futuro sportivo”.
Tra i cavalli a cui è più legato, Giovanni Zucchi cita San Olena Broc, fattrice allevata e formata direttamente nel suo centro, simbolo del suo lavoro e della sua visione. Proprio da questa linea nasce uno dei risultati più significativi della sua carriera: la vittoria al Futurity 2024 ottenuta con GZ Be Like Steady, suo figlio diretto. Un successo che rappresenta non solo un traguardo sportivo, ma anche la conferma della qualità del suo progetto allevatoriale.
“Cosa rende davvero un cavallo adatto al reining?” Alla domanda, Giovanni risponde senza esitazioni: alla base di tutto c’è una qualità fondamentale, lo stop naturale, elemento imprescindibile su cui costruire il resto del lavoro.
“È la base. Il resto si costruisce con l’allenamento, ma quello deve esserci. Accanto alle doti fisiche, è fondamentale poi l’equilibrio mentale e per questo la selezione genetica gioca un ruolo sempre più centrale.”
La nutrizione come alleata della performance: il ruolo di Equiplanet
Come detto durante l’intervista, la preparazione del cavallo non può prescindere da una gestione a 360° attenta e mirata. In quest’ottica, l’alimentazione e l’integrazione rappresentano oggi un elemento chiave per sostenere lo sviluppo dei giovani soggetti e preservare la salute degli atleti in lavoro, contribuendo in modo concreto alla qualità delle performance in arena.
Per questo, dal 2019, Giovanni Zucchi si affida a Equiplanet per l’integrazione nutrizionale dei suoi cavalli, un aspetto sempre più strategico nel reining moderno.
Tra i prodotti utilizzati:
- Mac Breed e Fat Fiber: dedicati alla crescita e allo sviluppo dei puledri
- Joint Flex Plus: supporto per le articolazioni dei cavalli sportivi
- Trophogast Pellet: fondamentale per la prevenzione delle gastriti, frequenti nei cavalli sottoposti a stress agonistico
“I risultati si vedono – spiega – soprattutto nei giovani: sviluppo muscolare, crescita equilibrata e preparazione ottimale già a 24 mesi”.


Una gestione nutrizionale mirata permette non solo di migliorare le performance del cavallo, ma anche di prevenire problematiche legate all’intensità degli allenamenti.
Risultati sportivi e obiettivi futuri
Nonostante un pizzico di sfortuna nel Derby IRHA-IRHBA-FISE-NRHA 2026 di Cremona, Giovanni Zucchi ha concluso lo scorso weekend in sella a GZ Be Like Steady (di sua proprietà e uno score di 141) e in sella a Spooklikeashine (di proprietà di Franco Schellino e uno score di 140,5) con la prima e la seconda posizione nelle finali di Campionato FISE-IRHA NOVICE HORSE OPEN.
Lo sguardo è ora rivolto agli appuntamenti chiave del 2026, a partire dal Futurity Europeo per cavalli di 4 anni, dove presenterà soggetti allevati nel proprio centro.
Il consiglio ai giovani: passione e umiltà
In chiusura, Zucchi lascia un messaggio chiaro ai giovani che vogliono intraprendere questa strada: “Servono passione, costanza, determinazione e umiltà. Ma soprattutto è fondamentale affiancarsi a professionisti”.
Un percorso impegnativo, ma capace di regalare soddisfazioni uniche, come dimostra la sua storia: un esempio concreto di come tradizione, competenza e innovazione possano convivere e crescere insieme nel mondo del reining.
Alessandra Ceserani
Ph. HSJ.TV | Sophia Ronga
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