Harry Charles: «Non credo di essere nemmeno al 10% di ciò che vorrei raggiungere»
Per Harry Charles, i cavalli hanno sempre fatto parte della vita quotidiana. È cresciuto in una famiglia profondamente legata all’equitazione, nella fattoria di famiglia, con il padre a cavallo. Quello che è iniziato con i pony e con il semplice piacere di stare in sella è diventato, con il tempo, una carriera ai massimi livelli.
Oggi Charles arriva da una settimana straordinaria ai Campionati del Mondo, conclusa con due medaglie di bronzo. Un risultato che si aggiunge a una carriera che comprende già l’oro olimpico a squadre conquistato ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Eppure, quando gli si chiede cosa voglia ancora ottenere, Charles non parla come un cavaliere che sente di essere arrivato.
«Non credo di essere nemmeno al 10% di ciò che vorrei raggiungere nello sport.»
Una frase che dice molto sulla sua mentalità e sulla voglia di continuare a crescere.
Tutto è iniziato in famiglia
Per Charles, l’ingresso nel mondo dei cavalli è avvenuto in modo del tutto naturale. Non c’è stato un momento preciso in cui abbia deciso di entrare nell’equitazione. I cavalli erano semplicemente già lì.
«È iniziato tutto in modo abbastanza naturale. Mio padre montava, quindi sono cresciuto avendo sempre i cavalli intorno. Vivevamo in una fattoria, quindi i cavalli erano una parte molto importante della nostra vita fin da quando eravamo molto giovani.»
Da bambino ha iniziato a montare i pony, vivendo l’equitazione soprattutto come un’attività da condividere e da godersi.
«Eravamo giovani quando abbiamo iniziato a montare i pony e per molto tempo ci siamo divertiti.»
La prospettiva è cambiata intorno ai 14 o 15 anni. È stato allora che Charles ha iniziato a prendere seriamente in considerazione la possibilità di trasformare la sua passione in una professione.
«Probabilmente non è stato fino ai 14 o 15 anni che ho iniziato a prenderla molto più seriamente e ho iniziato a vedere la possibilità di farne una carriera.»
Da quel momento, la sua crescita è stata progressiva. Pony, Children, Junior e Young Rider hanno rappresentato le diverse tappe di un percorso che lo ha portato fino allo sport senior.
«È stata tutta una progressione molto naturale.»
I cavalli che hanno costruito il suo percorso
Parlando della propria carriera, Charles torna inevitabilmente ai cavalli che lo hanno accompagnato nelle diverse fasi della sua crescita.
Uno dei primi nomi che ricorda è Vivaldi Du Dom, protagonista importante dei suoi anni giovanili.
«Uno dei cavalli che mi viene subito in mente quando ero più giovane è Vivaldi Du Dom. Ha vinto una medaglia individuale in ogni campionato giovanile a cui abbiamo partecipato. Era un cavallo fantastico.»
Vivaldi Du Dom era molto attento agli ostacoli, ma non sempre semplice da montare.
«Era davvero, davvero attento. Non era il cavallo più facile da montare, ma probabilmente è quello che mi ha insegnato di più quando ero giovane.»
Quelle difficoltà hanno avuto un ruolo importante nella sua formazione. Imparare a gestire un cavallo impegnativo ha contribuito a sviluppare la sua sensibilità e la sua capacità di adattarsi a partner diversi.
Poi è arrivato Strides Controe, con il quale Charles ha iniziato a raccogliere importanti risultati nel salto ostacoli senior.
«Con Controe ho vinto la mia prima grande gara nello sport. Ho vinto un Grand Prix a quattro stelle al Sunshine Tour quando avevo 18 anni.»
A quella vittoria è seguito un altro passo importante con ABC Quantum Cruise.
«Quantum Cruise è arrivato poco dopo ed è con lui che ho saltato il mio primo Grand Prix a cinque stelle.»
Anche questa partnership non è stata semplice.
«Era molto difficile da montare. Ancora oggi farei fatica a montarlo.»
Ma proprio quella difficoltà gli ha dato qualcosa di prezioso.
«Mi ha dato una vera spinta nel mondo dello sport.»
Romeo 88 ha cambiato tutto
Poi è arrivato Romeo 88.
Il modo in cui Charles ne parla lascia capire immediatamente quanto quel cavallo abbia rappresentato nella sua carriera.
«E poi è arrivato Romeo, che mi ha davvero cambiato la vita.»
Charles aveva soltanto 21 anni quando ha avuto l’opportunità di montarlo. Essere affidato a un cavallo di quel livello così giovane è stata un’occasione che ancora oggi considera speciale.
«Sono stato molto fortunato ad avere Ann Thompson che, quando avevo solo 21 anni, mi ha dato questa opportunità, con un’ottima proprietaria. È stato fantastico.»
La partnership con Romeo 88 lo ha accompagnato fino ai palcoscenici più importanti. Insieme hanno partecipato ai suoi primi Giochi Olimpici a Tokyo, sono arrivati ai Campionati del Mondo e hanno poi raggiunto il massimo con l’oro olimpico a squadre ai Giochi di Parigi 2024.
Charles racconta quel percorso con grande semplicità.
«Ha iniziato con noi alle prime Olimpiadi di Tokyo, poi siamo andati ai Campionati del Mondo, dove abbiamo vinto un bronzo, e poi mi ha portato fino alla medaglia d’oro olimpica.»
L’oro di Parigi 2024 rappresenta naturalmente uno dei momenti più importanti della sua carriera. Ma per Charles, il valore di Romeo va oltre una singola medaglia.
È stato il cavallo con cui ha vissuto il suo debutto olimpico, il salto di livello nei grandi campionati e infine il momento più importante della sua carriera.
Quando gli si chiede quali siano i cavalli che hanno maggiormente contribuito a portarlo dove si trova oggi, Romeo è tra quelli che ricorda.
«Sono probabilmente i cavalli più importanti, quelli che hanno contribuito a portarci dove siamo oggi.»

Il privilegio di Balou Du Reventon
Un altro cavallo che Charles ricorda con particolare affetto è Balou Du Reventon.
«Abbiamo avuto un periodo fantastico con Balou Du Reventon. È stato quasi un sogno.»
Quando Charles lo ha avuto, Balou aveva già 17 anni. Il tempo insieme è stato quindi relativamente breve, ma l’esperienza ha lasciato un’impressione profonda.
«Aveva già 17 anni quando l’ho avuto e ho avuto la possibilità di godermelo per un anno. È stato un privilegio incredibile poter montare un cavallo del genere.»
È un modo significativo di descrivere quella partnership. Charles non parla soltanto delle competizioni, ma soprattutto della possibilità di avere avuto per un periodo della sua carriera un cavallo che considerava davvero speciale.
Dopo l’oro olimpico, cosa resta da inseguire?
Charles ha già raggiunto un traguardo che per molti cavalieri rappresenta il sogno di una vita: l’oro olimpico a squadre a Parigi 2024.
Ma per lui non è sufficiente.
«Non credo di essere nemmeno al 10% di ciò che vorrei raggiungere nello sport.»
L’obiettivo successivo è chiaro. Dopo aver conquistato l’oro olimpico a squadre, Charles vuole continuare a inseguire il successo individuale.
«L’oro olimpico sicuramente aiuta. È una grande cosa che posso mettere nella lista, ma c’è sempre ancora l’individuale.»
La motivazione arriva anche dai grandi Grand Prix internazionali.
«Se guardi alcuni dei Grand Prix, ce ne sono così tanti che mi piacerebbe provare a vincere.»
Tra gli appuntamenti che cita ci sono Spruce Meadows, Ginevra e Windsor.
«Penso che i più importanti per me siano Spruce Meadows, Ginevra e Windsor.»
Per Charles, il bello dello sport è proprio che non esiste un punto in cui smettere di porsi nuovi obiettivi.
«Ci sarà sempre qualcosa in più che vorrai vincere in questo sport.»

Un bronzo mondiale che sembrava lontano
Il recente risultato ai Campionati del Mondo è ancora più significativo considerando il modo in cui Charles è arrivato alla finale individuale.
All’inizio, il suo obiettivo non era pensare alla medaglia. Era semplicemente cercare di recuperare qualche posizione, dal 56esimo posto era riuscito ad arrivare alla finale dove i migliori 25 saltavano per poi qualificarsi alla finalissima dei 12 migliori, Harry entrava in finale al 23esimo posto, lontano da una possibile di medaglia .
«La “Round A” era più che altro, sai, proviamo a fare un percorso netto e a recuperare tre o quattro posizioni.»
La situazione è cambiata dopo il primo percorso.
Una volta entrato nella parte alta della classifica, Charles ha iniziato a pensare che il podio potesse essere realmente possibile.
«Quando eravamo decimi dopo la prima manche, hai iniziato a camminare il percorso della Round B e a pensare che, se fossi riuscito a fare un altro netto, forse non sarei stato così lontano da una medaglia individuale.»
Il percorso finale, però, era tutt’altro che semplice.
«Era, ovviamente, uno dei percorsi più difficili che abbia mai visto.»
In quel momento, la fiducia nel cavallo diventava fondamentale.
«Sapevo di avere un grande cavallo, Freda, che avrebbe fatto sembrare tutto abbastanza facile.»
E Freda ha risposto.
Charles e LT Holst Freda hanno concluso la finale individuale sul terzo gradino del podio, conquistando il bronzo.
Solo tre mesi insieme
Il risultato assume ancora più valore se si considera quanto fosse recente la partnership tra Charles e LT Holst Freda.
La cavalla aveva affrontato la finale di Coppa del Mondo con la sua precedente amazzone, Julie, prima di passare a Charles.
«Ha fatto la finale di Coppa del Mondo con la sua precedente amazzone, Julie. Poi è arrivata da me solo tre mesi fa e ha dovuto imparare un nuovo sistema.»
Tre mesi per costruire una nuova intesa sono pochi, soprattutto quando l’obiettivo è arrivare pronti a un campionato del mondo.
Charles e Freda hanno dovuto imparare rapidamente a conoscersi, adattarsi a un nuovo sistema di lavoro e trovare il modo migliore per affrontare insieme la pressione della competizione.
Il risultato è stato straordinario: due medaglie di bronzo nella stessa settimana.
Per Charles, è anche un segnale molto interessante in vista del futuro della coppia.
Ora Freda si prende una pausa
Dopo una settimana così intensa, Charles non vuole accelerare i tempi.
«Si prenderà un bel periodo di riposo.»
La stagione è stata impegnativa e, oltre alle competizioni, Freda ha dovuto affrontare anche il cambiamento di cavaliere e di sistema.
«Ha fatto un campionato enorme, quindi si prenderà una bella pausa.»
L’obiettivo è quindi permetterle di recuperare prima di tornare in gara.
E Charles ha già in mente due appuntamenti precisi per la parte finale della stagione.
«Penso che, se riusciamo a puntare su Lione e Ginevra per il resto dell’anno, saranno le due gare per lei nella parte finale della stagione.»
La destinazione di Lione sarà il World Cup di Lione, mentre a Ginevra l’obiettivo sarà il Rolex CSI5* di Ginevra.
Una carriera ancora tutta da scrivere
Guardando il percorso di Charles, è difficile non rimanere colpiti dalla quantità di esperienze che ha già accumulato.
È partito dai pony, è passato attraverso tutte le categorie giovanili e ha poi costruito la sua carriera senior attraverso una serie di cavalli che hanno segnato momenti diversi della sua crescita.
Vivaldi Du Dom gli ha insegnato durante gli anni giovanili. Strides Controe gli ha regalato una delle sue prime grandi vittorie nel circuito senior. ABC Quantum Cruise lo ha portato nel mondo dei cinque stelle. Romeo 88 lo ha accompagnato fino all’oro olimpico a squadre di Parigi 2024. Balou Du Reventon gli ha dato l’opportunità di vivere una partnership che Charles ricorda ancora oggi come un privilegio.
Ora c’è LT Holst Freda.
In appena tre mesi, il nuovo binomio è arrivato su un podio mondiale per due volte.
Eppure Charles continua a guardare avanti.
«Non credo di essere nemmeno al 10% di ciò che vorrei raggiungere nello sport.»
La medaglia individuale mondiale è arrivata. L’oro olimpico a squadre è già nel palmarès. Ma restano i grandi Grand Prix, i campionati individuali e nuovi obiettivi da inseguire.
Perché, per Charles, il desiderio di vincere non sembra avere una fine precisa.
«Ci sarà sempre qualcosa in più che vorrai vincere in questo sport.»
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