Herpesvirus equino (EHV): ceppi, sintomi e vaccini

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L’Herpesvirus Equino (EHV) può essere presente in qualsiasi area in cui siano presenti cavalli.

L’Herpesvirus Equino EHV può essere trovato in qualsiasi cavallo ed in ogni paese del mondo. Il virus può avere conseguenze diverse e non tutti i cavalli possono risultare sintomatici. La durata dell’immunità, la capacità di liberarsi delle particelle virali e l’essere infetto sono tutte variabili che variano da cavallo a cavallo.

Ci sono molteplici ceppi di EHV che portano a diversi effetti sulla salute dell’equino.

La maggior parte dei cavalli, entro i due anni di età, sono stati esposti all’EHV. Quasi tutti i cavalli oltre i cinque anni hanno avuto l’EHV in una forma respiratoria lieve, per la quale hanno probabilmente presentato sintomi lievi come il naso che cola o la tosse. La malattia diventa molto più grave quando la forma in questione è quella neurologica di EHV-1 che si diffonde rapidamente.

Nell’ultimo secolo, l’obiettivo principale del controllo della malattia EHV era legato alla riproduzione. L’EHV era una delle principali cause di aborti infettivi nelle cavalle. Dall’avvento di vaccini efficaci che proteggono da questo tipo di aberti, la preoccupazione si è spostata sui rari, ma gravi casi di malattia neurologica causati dall’EHV-1.

Alcuni ceppi di EHV possono avere una maggiore propensione a causare malattie neurologiche.

È importante capire che sia i ceppi neurologici che i ceppi non neurologici possono causare sintomi neurologici, e che alcuni cavalli infettati da ceppi “non neurologici“ possono anche sviluppare la forma neurologica della malattia. I sintomi della malattia neurologica lieve possono includere atassia, o debolezza della parte posteriore, e andature irregolari.

Quando i soggetti interessati soffrono di sintomi neurologici lievi, la maggior parte si riprende completamente. Se soffrono di sintomi gravi, può essere ìpiù difficile da trattare, e alcuni casi possono essere fatali.

La vaccinazione è la chiave

Attualmente non ci sono spiegazioni genetiche per quanto riguarda la possibilità che un particolare cavallo abbia maggiori probabilità di contrarre l’EHV-1. Tuttavia, quando un cavallo è stressato, sia per il trasporto, la competizione o altre cause, il suo sistema immunitario è più suscettibile alla malattia. L’EHV-1 può vivere a livello del sistema nervoso centrale e, durante i periodi di stress, quando vengono prodotti corticoidi endogeni, il virus può iniziare a replicarsi.
Questo fa sì che il cavallo rilasci particelle virali nell’ambiente e spiega perché ci sono focolai della malattia. Non ci vuole molto perché un cavallo stressato inizi a spargere particelle virali nell’ambiente e a infettare i cavalli non stressati nelle vicinanze.

Le vaccinazioni possono aiutare i cavalli a generare ulteriori anticorpi e a minimizzare la diffusione della malattia. I vaccini disponibili oggi sono efficaci nel prevenire i ceppi respiratori e riproduttivi dell’EHV, ma non sono efficaci per il ceppo neurologico. È importante come sempre vaccinare perché i vaccini aiutano a limitare la diffusione del virus diminuendo lo spargimento di particelle virali da ogni singolo cavallo.

I proprietari di cavalli dovrebbero lavorare con i loro veterinari per sviluppare un programma di vaccinazione per tutti i cavalli.
La vaccinazione è raccomandata almeno ogni sei mesi. La maggior parte dei produttori di vaccini suggerisce di vaccinare contro l’EHV anche una volta ogni 90 giorni quando si viaggia o si gareggia. Si raccomanda di lavorare a stretto contatto con il veterinario per realizzare un programma di vaccinazione personalizzato per le esigenze specifiche dei cavalli.

La sorveglianza è fondamentale per prevenire una grave epidemia

A causa della recente epidemia in Europa, la sorveglianza medica è aumentata negli Stati Uniti. Ora ci sono ulteriori misure di protezione nell’importazione dei cavalli: i soggetti importati vengono sempre messi in quarantena e ricevono un tampone nasale per verificare la presenza del virus EHV-1. Recentemente sono stati molti i casi positivi all’herpesvirus equino negli USA, tuttavia, non ci sono prove che questi casi di EHV-1 siano collegati all’attuale epidemia Europea.

foto HSJ

© Riproduzione riservata.

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