Intervista a Simon Delestre: “Il Rolex Grand Slam è il mio grande obiettivo”
Dopo la storica vittoria al The Dutch Masters nel 2025, Simon Delestre guarda a una stagione 2026 intensa e ricca di obiettivi. Tra Mondiali, grandi Major e la crescita dei suoi giovani cavalli, il cavaliere francese racconta emozioni, strategie e filosofia di lavoro.
La vittoria nel Rolex Grand Prix al The Dutch Masters 2025 è stata un momento speciale. Quali ricordi conserva e perché è stata così significativa?
SD: The Dutch Masters è una gara che ho sempre amato durante tutta la mia carriera. Ho partecipato molte volte e, prima della vittoria dello scorso anno, ero già andato molto vicino al successo nel Rolex Grand Prix.
Ricordo in particolare due anni fa con Cayman Jolly Jumper: nel jump-off avevo il tempo più veloce, ma ho abbattuto l’ultimo ostacolo. È stata una grande delusione.
Vincere nel 2025 è stato qualcosa di davvero speciale, ancora di più perché sono diventato il primo cavaliere francese nella storia a conquistare un Major del Rolex Grand Slam. Per me il Rolex Grand Slam è sempre un obiettivo importante, qualcosa per cui preparo con grande attenzione me stesso e i miei cavalli.
Come descriverebbe l’inizio della stagione 2026 e quali sono i principali obiettivi per il resto dell’anno?
SD: Il 2026 sarà una stagione lunga e importante per me e per il mio team, soprattutto perché ad agosto ci saranno i Campionati del Mondo FEI ad Aachen.
Ho iniziato bene l’anno: a gennaio ho disputato due Gran Premi 5* con due cavalli diversi di soli dieci anni. Gatsby Du Tillard è stato secondo a Lipsia e Golden Boy DK è arrivato secondo a Hong Kong. Abbiamo grandi speranze per entrambi, credo che possano diventare cavalli davvero speciali.
Attualmente mi sto concentrando sul ritorno di Cayman al The Dutch Masters in marzo, ma non ho ancora deciso come pianificare il resto della stagione per lui. Sicuramente punterò su CHIO Aachen a maggio, anche se devo ancora scegliere con quali cavalli partecipare.
Probabilmente Golden sarà la mia prima scelta per i Campionati del Mondo e, se continuerà a crescere così, proverò a farlo partire anche nel Gran Premio di Aachen. CHI Geneva è sempre uno dei miei obiettivi principali.
Per quanto riguarda lo Spruce Meadows ‘Masters’, invece, non abbiamo ancora deciso: arriva subito dopo i Mondiali e serve un cavallo davvero speciale per affrontare quel viaggio.
Sono fortunato ad avere un gruppo di cavalli molto solido, tra cui I Amelusina R 51, che è pronta a tornare in gara. Nel complesso ho un buon piano e sono molto entusiasta per questa stagione.
Tre cavalli, tre personalità
Cayman, Golden e Gatsby hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo successo. Che differenze ci sono tra loro?
SD: Sono molto diversi tra loro, ma condividono alcune qualità che spesso caratterizzano i cavalli davvero speciali: hanno tutti grande coraggio, molta energia e sono estremamente attenti sull’ostacolo.
Fuori dal campo, però, le loro personalità sono molto differenti. Cayman, ad esempio, non ama che le persone entrino nel suo box. È naturalmente diffidente e prudente, preferisce osservare da lontano. Però ama andare in concorso, gli piace essere accudito e quando entra in campo è completamente “acceso”. È diverso da qualsiasi altro cavallo che abbia mai montato, ed è proprio questa combinazione che lo rende così speciale.
Golden e Gatsby sono molto più aperti e fiduciosi. Amano il contatto con le persone e hanno un carattere generalmente sereno. Ma quando li monti in gara, diventano dei veri combattenti.
Dal punto di vista di un cavaliere, cosa rende il Rolex Grand Slam of Show Jumping una sfida così unica ed esigente?
SD: I Major del Rolex Grand Slam sono tra i migliori concorsi al mondo. Amo gareggiare in questi eventi: l’atmosfera è sempre eccezionale, le strutture sono di altissimo livello e ogni dettaglio è curato alla perfezione.
Il livello tecnico è straordinario. I direttori di campo creano sempre percorsi che sono veri e propri test da campionato, quindi sai che stai per affrontare un Gran Premio speciale. In questi concorsi bisogna arrivare pronti e performare al massimo delle proprie capacità.
Parla spesso di relazione, fiducia e pazienza con i cavalli. Perché sono elementi fondamentali per il successo?
SD: Secondo me è essenziale essere completamente in sintonia con il proprio cavallo, e questo richiede tempo. Bisogna conoscersi in ogni dettaglio.
Mi piace capire cosa piace e cosa non piace ai miei cavalli, quali distanze preferiscono, come pensano e come reagiscono.
Per me servono almeno dodici mesi per scoprire e sviluppare davvero un nuovo cavallo prima di poter essere sicuri di essere pronti per il massimo livello.
Quanto è importante il suo team nei grandi risultati?
SD: Sono fortunato ad avere un team e un sistema molto solidi, che negli ultimi anni hanno portato risultati straordinari. Quando ho fiducia nelle persone che mi circondano e nel sistema che abbiamo costruito, non vedo motivo di cambiarlo.
La mia groom, Margaux, è estremamente concentrata e ha costruito un legame speciale con tutti i miei cavalli. Mentre io rafforzo la relazione in sella, lei sviluppa quotidianamente questa connessione a casa e in concorso.
I cavalli la adorano e avere una persona come lei nel team è davvero prezioso.
Quali cavalieri l’hanno ispirata maggiormente nella sua carriera?
SD: Ho sempre tratto più ispirazione dalle partnership che dai singoli individui, per esempio da Marcus Ehning con Sandro Boy.
Osservo continuamente le combinazioni nei concorsi, analizzo come si sviluppano e cerco di capire perché migliorano e progrediscono nella giusta direzione.
Ho la fortuna di competere al massimo livello quasi ogni fine settimana. Credo davvero che più si gareggia contro i migliori, più si cresce – sia come singolo cavaliere sia come binomio.
Ph Simon Delestre at The Dutch Masters in 2025 (c) Rolex Grand Slam/Tom lovelock
Fonte Press release Rolex Equestrian
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