La nuova fei endurance director è la costaricana Rocío Echeverri McCandless
Chi è e cosa ci si aspetta da lei?
Ci uniamo innanzitutto alle congratulazioni di tante federazioni e di tanti appassionati rivolte alla nuova FEI Endurance Director, Rocío Echeverri McCandless. Di lei tutti sottolineano un aspetto, quello di essere «una di noi».
Una di noi perché è un’amazzone e sa cosa significa soffrire per 160 km in sella, magari sotto la pioggia incessante di un Mondiale in Normandia.
Sì, proprio quello di Caen, dove nel 2014, agli Alltech FEI World Equestrian Games™, rappresentò la sua Costa Rica e portò a termine una prova particolarmente difficile, seppure in ultima posizione. Con il pettorale 48, in sella a Jamin, chiuse alla media di 14,38 km/h.
Quel Mondiale ci riporta alla mente anche un episodio molto interessante e, per certi versi, storico. Sullo stesso tracciato, sotto la stessa pioggia, gareggiavano insieme una mamma e suo figlio. Forse accadeva per la prima volta nella storia dell’endurance, anche se non possiamo affermarlo con certezza.
Parliamo di Simona Garatti e Daniele Serioli che conclusero insieme la prova mondiale in 23ª e 24ª posizione in sella a Hanifa e Santa du Sauveterre. Che emozione.
Alla guida dell’endurance FEI arriva dunque una donna tosta, con una solida esperienza anche come delegata tecnica, giudice e steward. In questi ruoli ha svolto incarichi in competizioni internazionali in quattro continenti, ai massimi livelli della disciplina.
La sua esperienza si estende anche ad altre discipline FEI, tra cui il completo e il dressage. È stata capo équipe della squadra di dressage della Costa Rica che ha conquistato la medaglia di bronzo ai Giochi Centroamericani e dei Caraibi del 2023.
Rocío Echeverri McCandless ha inoltre ricoperto diversi incarichi di vertice nella governance sportiva a livello nazionale, regionale e internazionale. È stata presidente della Federazione Equestre della Costa Rica dal 2016 al 2020 e, successivamente, segretaria generale fino al 2024. Dal 2016 al 2024 è stata anche membro del Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico della Costa Rica.
Ma cosa ci si aspetta da lei?
Sicuramente presenza e vicinanza all’endurance, ma soprattutto attenzione al rispetto delle regole. Perché l’endurance non ha bisogno di altre norme, ce ne sono già fin troppe. Ha bisogno che quelle esistenti vengano rispettate e applicate in maniera uniforme, a tutti.
L’endurance è uno sport strano, difficile, particolare. Basti pensare che nella stessa gara mondiale possono trovarsi un cavaliere che possiede un solo cavallo, tenuto magari nel terreno infangato dietro casa anziché in una scuderia, e il più grande e ricco allevatore del mondo, con duecento cavalli di alto livello a disposizione. Più strano di così!
Il primo fa sacrifici, magari contando sullo stipendio di un semplice impiegato, mentre il secondo vive di rendita. Una distanza che porta a interrogarsi sul futuro di questo sport. L’endurance dovrebbe orientarsi verso una maggiore professionalizzazione della disciplina e dei suoi protagonisti?
Non sta a noi decidere. Rivolgiamo dunque i nostri migliori auguri alla nuova direttrice, con la speranza di incontrarla presto e ascoltare le sue parole.
Foto FEI.org
Sport Endurance
Luca Giannangeli
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