Veterinario all'opera

La malattia di West Nile

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L’importanza del vaccino

Con l’arrivo della stagione estiva e l’aumento degli insetti, nei maneggi e tra i proprietari di cavalli, si sente spesso parlare della malattia di West Nile (West Nile Disease – WND).

Ma cos’è esattamente la West Nile Disease?

La WND è una patologia virale sostenuta da una famiglia di virus chiamata Flaviviridae e colpisce principalmente alcune specie di uccelli come cornacchie,piccioni e migratori palustri (anatidi, airone rosso, fenicottero risa ecc.). È una patologia definita “trasmessa da vettori”: questo significa che il contagio non avviene tra animali della stessa specie ma attraverso la puntura di un altro animale, che si comporta da “vettore” del virus.

Nel caso della WND, quando un uccello infetto viene punto da un culicoide (una famiglia di piccoli insetti dell’ordine dei ditteri), il virus contagia l’insetto, si moltiplica al suo interno e viene poi trasmesso attraverso la puntura ad altri uccelli o, più occasionalmente, ad altri mammiferi, tra cui il cavallo e l’uomo.

Proprio per questa caratteristica di trasmissibilità da animale a uomo, la WND è considerata una zoonosi.
È molto importante chiarire però che, ad oggi, non esistono evidenze scientifiche sulla possibile trasmissione della patologia da cavallo infetto a uomo.
I mammiferi positivi al virus, a differenza degli uccelli, sono definiti ospiti a fondo cieco, perchè anche se infetti, non sono in grado di trasmettere il virus agli insetti vettori, non contribuendo quindi alla diffusione della patologia.

Nella maggior parte dei casi il cavallo colpito da questa malattia è asintomatico o paucisintomatico, mostrando come unico sintomo un transitorio rialzo febbrile. Nelle forme più gravi però, i sintomi sono di natura neurologica e consistono in: deficit propriocettivi, atassia, paresi o paralisi di uno o più arti con conseguente difficoltà nel raggiungere e mantenere la stazione quadrupedale; paralisi dei muscoli facciali e della lingua con conseguente difficoltà ad alimentarsi; alterazioni comportamentali come sonnolenza alternata a ipereccitazione e aggressività.

La mortalità raggiunge circa il 25% dei soggetti che manifestano questi sintomi, mentre la restante parte, superata la fase viremica, può andare incontro a guarigione, anche se non sempre la remissione dei sintomi è completa e permangono sequele neurologiche. La permanenza di alcuni di questi deficit spesso suggerisce il ricorso ad eutanasia compassionevole. La conferma di malattia può essere data dall’evidenza sintomatologica unita ad un test sierologico
eseguibile dal medico veterinario presso un laboratorio. Come molte patologie virali non esiste una terapia eziologica specifica, ma il medico veterinario
curante potrà limitarsi solamente ad una terapia sintomatica in grado di controllare i sintomi.

Come possiamo proteggere il nostro cavallo dalla WND?

Per poter proteggere i nostri cavalli da questa malattia il ruolo più importante lo svolge la prevenzione: mentre nell’uomo non è ancora disponibile la vaccinazione, nel cavallo è disponibile un vaccino che riduce sensibilmente il numero dei cavalli viremici e attenua la durata e la gravità dei sintomi clinici. La vaccinazione di base prevede l’inoculazione della prima dose e il richiamo dopo 4-6 settimane. A partire dal richiamo si instaurerà la protezione anticorpale completa dopo circa 4 settimane.

Sarà poi necessario ripetere la vaccinazione con cadenza annuale. Una strategia vaccinale molto importante è quella di iniziare o mantenere il piano vaccinale in primavera, così da fronteggiare il periodo estivo-autunnale, in cui i Culicoidi sono più numerosi e attivi con un corredo anticorpale perfettamente competente.

Fondamentale risulta la lotta ai vettori, non facendo mai mancare ai nostri cavalli i prodotti insetto-repellenti sia per uso topico, come spray alla citronella, sia per uso ambientale come lampade antizanzare, unitamente all’utilizzo di coperte leggere antimosche.
Importantissima è inoltre l’igiene di scuderia, evitando la formazione di ristagni d’acqua dove possono moltiplicarsi le zanzare e mantenendo una regolare pulizia e disinfestazione di pozzetti e canalizzazioni.

In collaborazione con il Medico Veterinario Matteo Villa

© Riproduzione riservata.

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