Longines EEF Nations Cup: dietro ogni percorso, la sfida dei course designer

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Prima che cavalli e cavalieri entrino in campo, una parte fondamentale della competizione è già stata giocata sulla carta. Nel salto ostacoli, infatti, sono i course designer a stabilire quali domande dovranno affrontare i binomi, lavorando su distanze, linee, materiali e difficoltà tecniche alla ricerca di un equilibrio che non ammette molte scorciatoie: il percorso deve essere selettivo, ma sempre corretto nei confronti del cavallo.

È uno degli aspetti centrali della Longines EEF Nations Cup Series, dove il livello dei tracciati cresce insieme alla competizione. Dai Regional Qualifiers alle Semi-Finals fino alla Finale di Avenches, in Svizzera, prevista a settembre, cambiano le esigenze e aumenta la pressione sui protagonisti.

Gérard Lachat e la Finale di Avenches

A firmare il percorso della Finale sarà, per il secondo anno consecutivo, Gérard Lachat, course designer con 37 anni di esperienza, 13 dei quali a livello internazionale. Nel suo curriculum figurano la Finale di Coppa del Mondo di Basilea e appuntamenti di primo piano come Ginevra, Basilea e San Gallo.

Per Lachat, prima ancora della spettacolarità viene la sicurezza: «Prima di tutto, la sicurezza dei cavalli e dei cavalieri. Poi il percorso deve essere interessante per i rider e piacevole da guardare per gli spettatori».

Un principio che accompagna anche l’evoluzione del salto ostacoli moderno. Cavalli sempre più atletici, sensibili e rispettosi e una maggiore qualità della monta hanno portato verso percorsi più leggeri, tecnici e delicati, con un’attenzione crescente al benessere del cavallo.

Dalle qualifiche alla Finale: la difficoltà cresce

La costruzione di una Nations Cup richiede inoltre considerazioni differenti rispetto a un Grand Prix. Bart Vonck, impegnato nella Semi-Final di Peelbergen e nel Regional Qualifier di Drammen, sottolinea come il primo elemento da valutare sia il livello dei partecipanti.

In Coppa delle Nazioni, inoltre, i cavalli affrontano due percorsi e il programma del concorso può prevedere pochi giorni dopo un altro impegno importante, come il Grand Prix. «Deve essere impegnativo, ma non troppo», spiega Vonck.

I Regional Qualifiers, disputati su altezze di 1,50 metri, rappresentano già un banco di prova significativo, ma svolgono anche una funzione di crescita. Atleti esperti si confrontano con giovani talenti che possono vivere proprio nella Series una delle prime esperienze in Nations Cup.

Il livello sale ulteriormente nelle Semi-Finals. L’altezza rimane di 1,50 metri, ma aumentano qualità ed esperienza dei partecipanti e, soprattutto, c’è in palio la qualificazione per Avenches. Nella Finale la competizione passa invece al livello quattro stelle, con ostacoli fino a 1,55 metri.

Paolo Rossato: «Tecnica e correttezza, pensando sempre ai cavalli»

Tra i protagonisti della stagione c’è anche l’italiano Paolo Rossato, course designer della Longines EEF Nations Cup disputata quest’anno a Scuderia La Caccia.

Per Rossato, disegnare percorsi significa mettere insieme le passioni di una vita: cavalli, creatività e capacità di trovare soluzioni in funzione della categoria, del terreno e delle caratteristiche della competizione.

Alla sua prima esperienza in una Longines EEF Nations Cup, l’obiettivo è stato quello di trovare «il miglior equilibrio possibile tra una tecnica accurata e la correttezza, per rendere il percorso selettivo, tenendo sempre presenti i cavalli».

Un concetto che assume ancora più valore quando si arriva alla Finale: «Ci sono le migliori squadre con i migliori binomi. Il contenuto tecnico del percorso deve essere al massimo livello, mantenendo sempre al centro il benessere dei cavalli».

Avenches, l’ultimo banco di prova

A settembre, dunque, la Series raggiungerà il proprio punto più alto ad Avenches. Lachat non vuole semplicemente costruire il percorso più difficile della stagione. L’obiettivo è creare una Finale capace di selezionare senza portare i cavalli al limite, lasciando ai cavalieri la possibilità di esprimersi e al pubblico quella di assistere a una competizione incerta fino all’ultimo.

«Spero che ci siano cambiamenti nella classifica tra il primo e il secondo round e che la suspense rimanga fino alla fine», ha spiegato il course designer.

Perché dietro al crescere delle altezze e della complessità tecnica resta un principio che attraversa tutta la Longines EEF Nations Cup Series: il cavallo deve venire prima di tutto. Una filosofia semplice da scrivere, decisamente più complicata da trasformare in dodici o tredici ostacoli capaci di decidere una Coppa delle Nazioni.

Fonte: Longines EEF Series press release – Eleanore Kelly
Ph © EEF

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