Intervista a Maddalena Berton: “Costruire il binomio, giorno dopo giorno”

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Ph. Marco Proli

Dalla crescita del binomio alla gestione quotidiana del cavallo, dove anche l’integrazione nutrizionale gioca un ruolo fondamentale

All’Arezzo Equestrian Centre, durante i Campionati Italiani di salto ostacoli, Maddalena Berton Borgatello arriva alla finale della categoria Criterium Amazzoni 2º grado h 130 insieme a Bernardo, il cavallo con cui condivide un percorso iniziato da zero. Un cavallo ancora acerbo, con poca esperienza alle spalle, e un cammino costruito passo dopo passo, con il lavoro quotidiano e che ha portato a una crescita reciproca.

Non è una storia perfetta né lineare. È fatta di tentativi, qualche errore, miglioramenti conquistati con il tempo e di tutto quel lavoro silenzioso che spesso non si vede, ma che fa davvero la differenza quando si entra in campo.

“Sono partita con una prospettiva molto dubbiosa, però il mio cavallo si è comportato molto bene, si è presentato grintoso come sempre e siamo riusciti a ottenere il punteggio per entrare in finale. Ieri ho fatto un errorino, oggi anche, però siamo riusciti a qualificarci e teniamo le dita incrociate per domani.”

A guidare questo percorso c’è anche un’idea molto chiara, che Maddalena porta avanti ogni giorno nel suo lavoro in scuderia e con i suoi allievi: “La filosofia che cerco sempre di trasmettere è di non mollare mai. A qualsiasi difficoltà bisogna rimboccarsi le maniche, non piangersi addosso e cercare di tirare fuori il meglio di sé con i mezzi che si hanno.”

Un cavallo “verde” e un percorso costruito insieme

Bernardo, detto affettuosamente “Berni”, è il cavallo che porta Maddalena icon lei da circa due anni. Quando è arrivato, non aveva mai affrontato una gara.

“È un cavallo che ho preso verde. Abbiamo iniziato con una 115, dove lui non aveva mai fatto un’uscita in tutta la sua vita. Da lì è riuscito a farmi prendere il secondo grado l’anno scorso.”

Un percorso che molti riconosceranno: partire da zero, imparare a conoscersi, trovare un linguaggio comune. Non sempre lineare, ma autentico.

“È un buon cavallo, con tanti mezzi, però va capito. Adesso penso che stiamo creando un buon binomio, cominciamo davvero a capirci.”

Nel lavoro quotidiano, il tempo diventa un ingrediente fondamentale. Non solo per migliorare la tecnica, ma per costruire fiducia.

Una vita in scuderia, tra allenamento e insegnamento

Quello di Maddalena non è solo un impegno sportivo, ma una professione a tempo pieno. Le giornate iniziano presto e finiscono tardi, tra lavoro in sella e lezioni.

“Arrivo in scuderia alle sette e vado via verso le otto, otto e venti. Cerco di fare in modo che tutto funzioni al meglio per poi portare il risultato.”

Ogni giorno monta diversi cavalli, alternando il lavoro personale a quello per gli allievi.

“Monto dai cinque ai sei cavalli al giorno, poi il pomeriggio faccio le lezioni con i ragazzi.”

Un’attività che richiede organizzazione, ma soprattutto una visione chiara da trasmettere a chi si avvicina a questo sport.

“La filosofia che cerco di trasmettere è di non mollare mai. Davanti alle difficoltà bisogna rimboccarsi le maniche, non piangersi addosso e cercare di tirare fuori il meglio con i mezzi che si hanno.”

Dalle corse al salto ostacoli: una scelta personale

Maddalena arriva da una famiglia profondamente legata al mondo dei cavalli, ma con una direzione diversa: quella delle corse.

“Sono nata in una famiglia appassionata di cavalli da corsa. Hanno una scuderia e mio fratello ha partecipato ai mondiali. Io sono un po’ la pecora nera: circa quindici anni fa ho scelto il salto ostacoli.”

Una scelta che nasce anche da una diversa visione del rapporto con il cavallo.

“Nel salto si crea un binomio diverso. Spesso hai un cavallo da costruire, e questo cambia tutto. Nella corsa è più: sali, fai la gara, scendi. Qui invece c’è un rapporto più profondo.”

Ed è proprio questo aspetto che oggi cerca di trasmettere ai suoi allievi.

Il valore del lavoro invisibile e dell’integrazione nutrizionale con Equiplanet

Dietro ogni ingresso in campo c’è un sistema complesso fatto di persone e attenzioni quotidiane: groom, veterinari, maniscalchi, istruttori. E, sempre di più, anche la nutrizione del cavallo sportivo.

Per Maddalena, questo aspetto è parte integrante della preparazione.

“Ormai da due anni lavoro con Equiplanet e mi trovo benissimo. Con Bernardo abbiamo fatto varie prove e ho trovato prodotti che mi hanno aiutato molto.”

Tra questi, cita alcune soluzioni specifiche per esigenze diverse.

“Mi sono trovata molto bene con Joinflex Plus e Trophogast. E su una cavalla di una mia cliente, un po’ irrequieta, abbiamo provato Harmony: ho visto proprio la differenza somministrandoglielo.”

L’integrazione nutrizionale per cavalli diventa così un supporto concreto nella gestione quotidiana, soprattutto quando si lavora con soggetti giovani o con esigenze specifiche.

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Crescere insieme, senza scorciatoie

Il percorso di Maddalena e del suo cavallo racconta un modo di vivere questo sport fatto di pazienza e continuità. Non c’è un salto improvviso di categoria, ma una progressione costruita nel tempo.

Un approccio che si riflette anche negli obiettivi per il futuro.

“L’obiettivo per quest’anno è debuttare in Gran Premio. Con calma, lavorando su tutto, vedremo se sarà fattibile o se servirà ancora tempo.”

Senza fretta, ma con una direzione chiara.

Perché, in fondo, storie come questa ricordano che non conta solo dove si arriva, ma come ci si arriva. E soprattutto con chi.

Alessandra Ceserani | HSJ.tv

© Riproduzione riservata.

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