Polo, Kazak si prende la rivincita: trionfo all’Open de France. Tra le donne domina Why Not
Una finale risolta sul filo dell’ultimo colpo di mazza ha consegnato a Kazak l’Open de France BARNES 2026. Sul campo di Chantilly, la formazione guidata da Sébastien Aguettant ha superato Akasha per 10-9, al termine di cinque chukker giocati ad altissima intensità.
Per Aguettant si tratta di una rivincita attesa da cinque anni. Nel 2021, infatti, la sua squadra era stata nettamente sconfitta nella finale dell’Open de France da La Magdeleine, oggi Akasha. Questa volta, invece, la scelta di puntare su un gruppo giovanissimo si è rivelata decisiva.
Pedro Chavanne e Leon Donoso hanno realizzato quattro reti ciascuno, mentre Teodoro Lacau ne ha firmate due. Dall’altra parte ha brillato il ventenne Ciro Urturi, autore di quattro dei nove gol di Akasha.
Kazak ha mantenuto il comando al termine di ogni frazione, con una progressione di 2-1, 4-3, 6-5 e 8-6. Il vantaggio sembrava ormai al sicuro quando, nell’ultimo chukker, Akasha è riuscita a rimontare dal 10-6 al 10-9. Nell’azione conclusiva è stato soltanto un intervento decisivo della difesa di Kazak, a pochi centimetri dalla linea di porta, a evitare il pareggio e il conseguente tempo supplementare.
Protagonista assoluto della finale è stato Leon Donoso. Il sedicenne cileno, oltre alle quattro marcature, ha ricevuto il riconoscimento di MVP, diventando il più giovane giocatore nella storia dell’Open de France a conquistare il premio.
A Sébastien Aguettant è andato invece il titolo di miglior giocatore amatoriale, mentre Irenita Risa, montata da Facundo Fernández Llorente, è stata premiata come Best Playing Pony. Il riconoscimento riservato al miglior cavallo iscritto al Libro genealogico argentino è stato assegnato a Flojura Pulpera, giocata da Donoso.
Why Not e Hazel Jackson dominano l’Open de France femminile

La giornata di Chantilly si era aperta con la finale dello SkinCeuticals Women’s Open de France, nella quale Why Not ha travolto Augustinus Bader con il risultato di 8-1.
Il confronto tra le uniche due squadre imbattute durante la fase di qualificazione si è trasformato rapidamente in un monologo. Why Not ha chiuso la prima metà dell’incontro avanti 5-1, approfittando anche dei numerosi falli commessi dalle avversarie.
A trascinare la squadra è stata ancora una volta Hazel Jackson, autrice di sette degli otto gol della finale, quattro dei quali realizzati su calcio di punizione. La giocatrice britannica ha concluso il torneo con 22 reti complessive, conquistando anche il premio come miglior professionista della competizione.
La compattezza difensiva di Why Not non ha lasciato spazio alla reazione della formazione capitanata da Lia Salvo. Nella seconda parte dell’incontro sono arrivate altre tre reti senza risposta, fino al definitivo 8-1.
Lorena Renggli è stata premiata come miglior giocatrice amatoriale, mentre il titolo di Best Playing Pony è andato a El Overo Z7 Michinga, la cavalla montata da Hazel Jackson. Un successo netto che ha completato una giornata di grande polo e incoronato due nuove regine: Why Not tra le squadre e Jackson sul campo.
Crediti fotografici: © Justine Jacquemot
© Riproduzione riservata.
