Aix-la-Chapelle, un convegno internazionale per analizzare il dominio tedesco nel dressage mondiale
Il prossimo 17 agosto, nel pieno dei FEI World Championships di Aachen 2026, il Centro Carlo Magno (Centre Charlemagne) di Aix-la-Chapelle ospiterà un convegno organizzato dalla Bibliothèque Mondiale du Cheval dedicato a uno dei temi più dibattuti del dressage internazionale: le ragioni della straordinaria supremazia della Germania nella disciplina negli ultimi cinquant’anni.
Dopo il simposio “Jeux et Enjeux”, organizzato lo scorso anno alla Reggia di Versailles e incentrato sul futuro degli sport equestri nel programma olimpico, la Bibliothèque Mondiale du Cheval propone un nuovo appuntamento di approfondimento, scegliendo volutamente un titolo provocatorio: “Perché la Germania domina il dressage mondiale da cinquant’anni?”
Una domanda che arriva proprio mentre la nazionale tedesca si prepara a disputare il Campionato del Mondo casalingo con l’obiettivo di riconquistare il titolo iridato sfuggito a Herning nel 2022. Numeri alla mano, la Germania resta comunque la nazione di riferimento del dressage mondiale, con 12 titoli mondiali conquistati in 15 edizioni, un bottino che eguaglia quello degli ori olimpici. A rappresentare questa straordinaria tradizione sarà ancora una volta Isabell Werth, pronta a prendere parte all’ottavo Campionato del Mondo della sua carriera e già primatista assoluta per numero di medaglie conquistate negli sport equestri.
La sessione principale della mattinata, della durata di circa due ore, sarà moderata dalla finlandese Kyra Kyrklund, una delle figure più autorevoli del dressage internazionale, amazzone olimpica, allenatrice e docente presso l’Università svedese di Scienze Agrarie.
Accanto a lei interverranno sette esperti chiamati ad analizzare il fenomeno sotto prospettive storiche, etiche, economiche e sportive.
Tra i relatori, la Dr. Britta Schöffmann, amazzone, giudice e autrice di un volume dedicato alla celebre scala della formazione del cavallo, ripercorrerà le origini storiche dell’equitazione tedesca e l’evoluzione della teoria che ha influenzato il dressage moderno in tutto il mondo.
La filosofa Sabine Döring, già Segretaria di Stato presso il Ministero federale tedesco dell’Istruzione e della Ricerca, approfondirà invece gli aspetti etici e culturali che hanno contribuito al successo della scuola tedesca, mentre il giornalista olandese Dirk Willem Rosie proporrà una lettura economica del fenomeno, sostenendo come il dressage in Germania sia diventato una vera e propria industria, sviluppata negli ultimi decenni da una rete altamente organizzata e orientata anche al successo commerciale.
Uno dei momenti più attesi sarà il confronto tra il giudice internazionale francese di livello 4 Bernard Maurel e Monica Theodorescu, plurimedagliata amazzone e commissario tecnico della nazionale tedesca da oltre dieci anni. I due discuteranno del rapporto tra la Federazione Equestre Internazionale (FEI), la federazione tedesca e l’evoluzione dei regolamenti che, secondo alcuni osservatori, avrebbe in parte favorito il predominio della Germania.
Maurel porterà alcuni esempi storici significativi, ricordando come negli anni Settanta si sia progressivamente affermata una concezione più “tedesca” dell’appoggiata, caratterizzata da una maggiore incurvatura del cavallo rispetto all’interpretazione tradizionale francese. Citerà inoltre la modifica della definizione del piaffer introdotta in passato dalla FEI, secondo cui il movimento doveva semplicemente “dare l’impressione di essere sul posto”, cambiamento che avrebbe indirettamente favorito i cavalli tedeschi, tradizionalmente molto preparati nell’esercizio dei mezzi passi. Tra gli argomenti affrontati potrebbe trovare spazio anche la soppressione dei voti d’insieme nelle competizioni internazionali, una decisione che continua a suscitare critiche da parte di molti esponenti della scuola tedesca.
I lavori saranno conclusi dall’intervento di Diana Al Shaer, presidente della Commissione Dressage della FEI.
Nel pomeriggio il convegno lascerà spazio a una serie di appuntamenti dedicati alla cultura equestre. Il Dr. Ulrich Johannes Schneider, già direttore della Biblioteca Universitaria di Lipsia, presenterà una panoramica sulle biblioteche tedesche e sulle principali collezioni pubbliche e private dedicate al cavallo, mentre saranno esposti alcuni rari volumi equestri provenienti dalla prestigiosa collezione di Émile Hermès. A chiudere la giornata sarà Frank Pohle, direttore del Centre Charlemagne, con una relazione dedicata alla cavalleria carolingia attraverso fonti archeologiche e storiche.
L’iniziativa si propone così di offrire una riflessione approfondita non solo sulle ragioni sportive del successo tedesco nel dressage, ma anche sul patrimonio culturale, storico e organizzativo che ha contribuito a renderlo uno dei modelli più influenti dell’equitazione internazionale.
Ph Stefano Secchi
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