Andrew Hoy guarda ad Aachen 2026: «Orgoglio, concentrazione ed entusiasmo». L’esperienza come arma in più verso il Mondiale

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Mancano pochi giorni al via dei FEI World Championships di Aachen 2026 e tra i protagonisti più attesi del concorso completo c’è una figura che ha attraversato intere epoche di questo sport senza perdere competitività. A 67 anni, l’australiano Andrew Hoy si prepara a vivere un altro Campionato del Mondo insieme al fidato Vassily, con la serenità di chi ha già conquistato sei medaglie olimpiche e due mondiali, ma con la stessa motivazione di sempre.

Aachen non rappresenta certo una novità per Hoy. Nel 2006, proprio nella Soers, conquistò il bronzo iridato e conserva un ricordo vivido di quell’edizione.

«Sarà un evento straordinario», racconta il campione australiano. «Ricordo quanto fosse impeccabile l’organizzazione vent’anni fa e sono certo che anche questa volta il terreno di gara, le scuderie e tutta la struttura saranno all’altezza di un Campionato del Mondo».

Se il dressage aprirà la competizione e il salto ostacoli assegnerà le medaglie, è il cross-country ad attirare maggiormente la sua attenzione. Hoy conosce bene il percorso firmato da Giuseppe Della Chiesa e sa che richiederà precisione assoluta.

«Non sarà un tracciato semplice. Vassily e io dovremo arrivare preparati al meglio per esprimere il nostro potenziale. Ma ciò che rende davvero unica Aachen è il pubblico. Ti fa sentire speciale in ogni momento, ed è una sensazione che si prova solo qui».

L’obiettivo, naturalmente, resta una medaglia. Senza proclami, ma con la consapevolezza di appartenere ancora all’élite mondiale.

«Sarebbe magnifico migliorare il bronzo conquistato nel 2006. Tuttavia, un Campionato del Mondo riunisce tantissimi binomi in grado di vincere. Il mio compito è dare il massimo per la squadra australiana, per me stesso e per tutte le persone che lavorano ogni giorno al nostro fianco».

In una disciplina dove il tempo sembra scorrere più lentamente rispetto ad altri sport, Hoy individua nella maturità uno dei suoi punti di forza. Non tanto dal punto di vista tecnico, quanto sotto il profilo mentale.

«Da giovane ho ottenuto risultati straordinari, ma ho vissuto anche grandi delusioni. Oggi l’esperienza mi aiuta soprattutto a gestire la pressione: so quando spingermi oltre e quando, invece, mantenere equilibrio e lucidità».

Un insegnamento che diventa anche un consiglio rivolto ai debuttanti di un Campionato del Mondo. Secondo Hoy, il rischio più grande è voler trasformare un appuntamento speciale in qualcosa di completamente diverso dalla normale routine.

«Molti preparano il loro primo Mondiale curando ogni minimo dettaglio fino a sovraccaricare sé stessi e il cavallo. Io dico sempre: è semplicemente un’altra gara… con il piccolo dettaglio che tutto il mondo ti sta guardando», scherza. «La cosa migliore è non cambiare abitudini e affrontarla con calma».

Infine, alla domanda su quali siano le tre parole che meglio descrivono il suo stato d’animo alla vigilia di Aachen 2026, Hoy non ha dubbi: orgoglio, concentrazione ed entusiasmo.

Ad accompagnarlo ci sarà anche la famiglia. La moglie Steffi, presenza costante nella sua carriera, rappresenta per lui un punto di riferimento fondamentale, mentre i figli Philippa e Oscar stanno già vivendo l’attesa con l’entusiasmo dei grandi appuntamenti, tra maglie della nazionale australiana e piccole bandiere pronte per sostenere il padre dagli spalti.

A dimostrazione che, anche dopo decenni ai massimi livelli, ciò che alimenta la carriera di un campione non sono soltanto i risultati, ma anche la capacità di conservare intatta l’emozione di ogni nuova sfida.

Fonte: FEI World Championships Aachen 2026 – Comunicato stampa
Photo Credits: FEI World Championships Aachen 2026

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