Due bronzi mondiali per Salvadè. «Molto soddisfatta. Con Escari penso con serenità a Los Angeles».
Ci sono poche certezze nella vita, ma una di queste è che quando Francesca Salvadè scende in campo, il risultato è assicurato. Con due medaglie al campionato del Mondo di Aachen, l’amazzone si conferma colonna portante della squadra italiana di paradressage per cui monta nel Grado 3.
Genovese di nascita, Francesca ha iniziato la sua carriera nel salto ostacoli per poi dedicarsi al dressage. Ad oggi è in forze al Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre e vanta la partecipazione a 4 Paralimpiadi, 6 campionati d’Europa (ad Ermelo nel 2025 è arrivata terza nel Freestyle) e 4 campionati del mondo. Proprio in questi giorni al campionato del mondo di Aachen ha conquistato la medaglia di bronzo del tecnico individuale nel Grand Prix A e poi un altro bronzo nella finale individuale del Freestyle. Ma non solo, grazie anche ai suoi risultati la squadra azzurra si è qualificata per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Due bronzi e una qualifica olimpica. Francesca sei emozionata?
«Certo. Siamo davvero molto soddisfatti e fiduciosi. Speravamo in una medaglia, ma a un campionato del mondo nulla è mai scontato, quindi siamo felicissimi di tornare a casa con ben due podi. E siamo estremamente contenti anche per la squadra; aver già ottenuto il pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 ci permetterà di lavorare nei prossimi mesi con molta più serenità, senza la pressione di dover rincorrere la qualifica a tutti i costi».
Com’è stata la preparazione nell’ultimo periodo prima del campionato del mondo?
«È stata un’estate decisamente intensa. Allenarsi in Italia è stato faticoso anche a causa del grande caldo e delle alte temperature. Per questo con il mio tecnico Norma Paoli lavoravamo sempre la mattina molto presto, per evitare che il cavallo soffrisse le ore più calde. Ci siamo concentrati tantissimo sulle riprese, sugli esercizi tecnici e soprattutto nel preservare la serenità del cavallo».
Con che aspettative sei partita per la gara?
«L’obiettivo era sicuramente puntare al podio, ma con la piena consapevolezza che non sarebbe stato facile. A un campionato del mondo anche solo accedere alla finale è molto difficile: quest’anno vi si entrava con una media del 72%. Il che significa che al minimo errore si rischiava non solo di perdere la medaglia, ma perfino di rimanere fuori dai primi otto. Bisognava stare attentissimi, ma noi puntavamo in alto».
In un video al termine del tecnico individuale ti si vede esultare, eri quasi incredula.
«Ero molto felice perché, essendo l’ultima a partire, appena ho visto il punteggio sul tabellone ho capito immediatamente di aver vinto la medaglia. Non avrei dovuto attendere altri concorrenti, il verdetto era immediato».
Il tuo cavallo, Escari, è con te da quattro anni. Com’è il vostro rapporto?
«L’ho incontrato nel dicembre 2022 in Danimarca, quando lui aveva cinque anni, ed è un cavallo davvero speciale. Fin dal primo momento si è dimostrato disponibilissimo e ben disposto, non ha mai avuto problemi con la mia disabilità ed è sempre stato estremamente collaborativo. Ha un carattere favoloso e qualità di base, di struttura e di andatura ottime. Ormai ci conosciamo benissimo: lo scorso anno abbiamo vinto il bronzo agli Europei e siamo arrivati quarti ai Giochi Olimpici di Parigi. Ha delle doti innate che rendono tutto più semplice rispetto ad altri cavalli avuti in passato, ha sempre voglia di fare bene, non si spaventa per nulla ed è facile da gestire».
Dopo il bronzo nel tecnico puntavi al raddoppio nel Freestyle?
«Quando vinci una medaglia, provi sempre a ripeterti, ma non c’è mai nulla di scontato. In finale vanno gli otto migliori binomi con le percentuali più alte delle prime due giornate, quindi il livello è altissimo e basta davvero poco per scivolare giù. Io ero la penultima a partire, quindi abbiamo dovuto aspettare l’ultimo binomio per avere la certezza del podio. Poi i giudici sono cinque… non puoi mai sapere cosa succede finché la gara non si chiude. Abbiamo fatto un’ottima prova, penalizzata leggermente solo da un piccolo errore nell’alt iniziale che forse ci ha precluso l’argento, a cui eravamo vicinissimi. Ma il punteggio complessivo è stato davvero ottimo».
Partire tra gli ultimi quindi ti ha aiutato?
«Certo! Nel Freestyle l’ordine di partenza viene stabilito a gruppi di quattro. I primi quattro classificati dei giorni precedenti sono sorteggiati per uscire nell’ultimo gruppo, quello dei migliori. Io sono stata fortunata nel sorteggio anche il primo giorno, visto che ero ventesima e ultima a partire. Non come a Parigi, dove invece ero partita per prima! A mio parere partire tra gli ultimi è un bel vantaggio: se il binomio è competitivo e fai una bella gara, il risultato arriva».
E poi è arrivata la qualifica olimpica per la squadra…
«Quella è stata la soddisfazione più grande. Era l’obiettivo principale della squadra proprio per pote affrontare il prossimo anno con maggiore tranquillità. Non era un risultato scontato. Sara Morganti garantisce sempre punteggi alti, ma questa volta montava una cavalla nuova e giovane con cui si conoscono ancora poco, quindi c’era un po’ quest’incognita. Max Chiatante ha fatto una gara eccellente registrando uno dei suoi punteggi più alti in assoluto. E Federica Sileoni nel grado 5 ha affrontato una categoria molto difficile. Ma siamo riusciti a centrare l’obiettivo».
Quali sono adesso i tuoi programmi per il futuro prossimo?
«Adesso Escari farà un po’ di meritata vacanza. Poi parteciperemo ai Campionati Italiani. Dalla prossima stagione ripartiremo con l’obiettivo principale dell’anno, ovvero il campionato d’Europa in Danimarca, e ovviamente sullo sfondo c’è già il lavoro verso Los Angeles. Nel frattempo sono anche alla ricerca di un secondo cavallo da affiancargli, sperando che arrivi presto».
Ma l’idea resta comunque quella di andare a Los Angeles con Escari?
«Sì, assolutamente sì. Però affiancargli un altro cavallo per portarlo avanti in parallelo è fondamentale. Anche se Escari è ancora giovane, averne due a disposizione è sempre la scelta migliore».
Chiara Balzarini foto Stefano Secchi
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