Il galoppo attraverso i cavalletti: sviluppare forza, ritmo ed equilibrio con il metodo Klimke.
Un lavoro mirato che migliora impulso, equilibrio e capacità di riunione, rendendo il galoppo più elastico e armonioso.
Il galoppo è l’andatura più veloce del cavallo e, al tempo stesso, una delle più tecniche da sviluppare. Si distingue in galoppo destro e galoppo sinistro a seconda dell’anteriore che tocca terra per ultimo. La meccanica corretta prevede tre tempi seguiti da un breve momento di sospensione: posteriore esterno, posteriore interno e anteriore esterno (diagonale), anteriore interno e infine sospensione. Nel galoppo da corsa il secondo tempo si separa, creando un’andatura a quattro tempi. Esistono inoltre tre forme classiche—riunito, di lavoro e allungato—e una perdita di ritmo può portare a un galoppo a quattro tempi, segnale di insufficiente impulso o equilibrio. Un buon galoppo deve essere potente, elastico e ritmico, con un tempo di sospensione marcato e un contatto fluido che permetta al cavaliere di guidare ogni battuta con chiarezza.
Secondo Reiner e Ingrid Klimke il lavoro sui cavalletti è uno dei metodi più efficaci per migliorare la qualità del galoppo, anche nei cavalli da dressage. Attraversare una serie di cavalletti ben distanziati favorisce maggiore fluidità dell’andatura, un’attività più energica del bacino, un coinvolgimento più deciso del treno posteriore e una migliore capacità di riunione. Il cavaliere deve mantenere un galoppo attivo e costante, lasciando al cavallo la libertà di sollevare la schiena e trovare un ritmo equilibrato all’interno dell’esercizio.
Tra gli esercizi più utili proposti dai Klimke c’è la gabbia—o in-out—eseguita su un percorso circolare. Si dispongono quattro cavalletti a ventaglio lungo un cerchio, mantenendo circa 2 metri di distanza sul lato interno e 3 sul lato esterno. Si inizia galoppando sul cerchio senza cavalletti per stabilire ritmo e traiettoria, poi si inserisce gradualmente la sequenza cercando di mantenere costante l’impulso. L’esercizio aiuta il cavallo a usare meglio l’articolazione dei posteriori, trovare un equilibrio più stabile, regolarizzare la cadenza e potenziare la riunione. Il risultato è un galoppo più forte, armonioso ed espressivo. Dopo ogni serie si consiglia una pausa al passo: il lavoro sui cavalletti al galoppo può essere faticoso, soprattutto per cavalli giovani o non ancora muscolati, quindi è preferibile optare per sessioni brevi ma frequenti.
Prima di affrontare il lavoro in cerchio è utile consolidare l’esercizio in linea retta, dove la gestione dell’equilibrio è più semplice. Quando possibile, è altrettanto utile far provare i cavalletti al galoppo in libertà: molti cavalli, in particolare i purosangue, si distendono più facilmente nella loro andatura preferita senza il peso del cavaliere. In ogni caso il cavallo deve essere ben riscaldato al passo, trotto e galoppo prima di iniziare il lavoro.
Fonti: Reiner Klimke, Ingrid Klimke – Lavoro sui cavalletti e barriere. Zoraide Editore.
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