Ma i cavalli sanno davvero nuotare? Ecco cosa succede quando entrano in acqua.

Ma i cavalli sanno davvero nuotare? Ecco cosa succede quando entrano in acqua.

Niente bracciate, niente pinne e soprattutto niente lezioni in piscina. Eppure, quando l’acqua si fa profonda, i cavalli sanno sorprendentemente cavarsela.

Siamo abituati a vederli galoppare nei prati, saltare ostacoli e correre sulla spiaggia con la criniera al vento. Ma c’è una domanda che prima o poi viene spontanea, un cavallo, messo davanti a un bel po’ d’acqua, sa nuotare? La risposta è sì. E la cosa più curiosa è che non deve nemmeno imparare a farlo.
Quando un cavallo entra in acqua e non riesce più a toccare il fondo, comincia istintivamente a muovere le gambe per restare a galla e avanzare. Insomma, nessun istruttore a bordo piscina che grida “uno, due, uno, due”, il programma di nuoto è già installato.

Uno stile tutto suo.

Dimenticate rana, dorso e stile libero. Il cavallo ha inventato una disciplina personale che potremmo chiamare “stile equino”.
Sott’acqua muove le gambe con gesti che ricordano quelli utilizzati per camminare o trottare. Questi movimenti gli permettono di spingere l’acqua e procedere in avanti, mentre il corpo rimane quasi completamente sommerso.
Fuori dall’acqua spuntano soprattutto la testa e le narici, indispensabili per respirare.
Il risultato è piuttosto buffo. Dalla riva si vede una testa di cavallo che avanza con una certa dignità, mentre sotto la superficie quattro gambe sono impegnatissime. Sopra, eleganza assoluta. Sotto, massimo sforzo.

Ma con tutto quel peso, come fa a galleggiare?

Un cavallo adulto può pesare diverse centinaia di chili, quindi viene naturale pensare che il suo primo incontro con l’acqua possa concludersi con un sonoro splash e una rapida discesa verso il fondo. Fortunatamente non funziona così.
La conformazione del corpo e l’aria contenuta nei polmoni contribuiscono alla sua galleggiabilità. A questo si aggiunge il continuo movimento delle gambe, che permette al cavallo di mantenersi in superficie e di avanzare.
Questo, però, non significa che nuotare sia facile. È un’attività faticosa e un cavallo può stancarsi, proprio come noi.
Con una piccola differenza. Quando noi siamo stanchi possiamo aggrapparci al bordo della piscina. Lui dovrebbe prima trovare una piscina con un bordo adatto a un animale di 500 chili.

Tutti pazzi per il bagno? Non proprio.

A questo punto potreste immaginare mandrie di cavalli che, alla prima giornata calda, corrono verso il mare con materassino e crema solare.
La realtà è un po’ diversa. Non tutti i cavalli amano l’acqua. Alcuni entrano volentieri e sembrano perfettamente tranquilli; altri sono più diffidenti e possono spaventarsi. Per questo non bisogna mai costringere un cavallo a entrare in acqua. Anche l’ambiente deve essere sicuro: correnti forti, fondali irregolari, onde o punti dai quali è difficile uscire possono diventare pericolosi.
Saper nuotare, insomma, non significa essere pronti ad attraversare la Manica.

E c’è chi si allena proprio in acqua.

Il nuoto e l’esercizio in acqua possono essere utilizzati anche nell’allenamento e, sotto supervisione professionale, in alcuni programmi di riabilitazione dei cavalli. Muoversi nell’acqua permette infatti di far lavorare il corpo in modo diverso rispetto all’esercizio sulla terraferma. Quindi sì, i cavalli sanno nuotare. Non hanno bisogno di imparare la tecnica da zero e, quando si trovano in acqua abbastanza profonda, il loro istinto li porta a muovere le gambe e a mantenere la testa fuori dalla superficie.
La prossima volta che vedete un cavallo galoppare elegantemente in un prato, ricordate che quell’atleta nasconde anche un’insospettabile abilità acquatica.

Corre, salta e nuota.

HSJ – RL

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