Verso il concorso, come programmare il lavoro del cavallo da salto.
Sedute settimanali, numero di salti e recupero nella preparazione di una concorso di alto livello
Un cavallo pronto per una gara importante deve avere condizione atletica, forza, equilibrio e capacità di recuperare tra uno sforzo e l’altro. La preparazione si costruisce nelle settimane precedenti. Ripetere molti percorsi negli ultimi giorni aumenta la fatica senza sostituire il lavoro fatto prima. La settimana di lavoro. Per un cavallo adulto, sano e già allenato, una settimana senza gara può comprendere quattro o cinque sedute montate, due o tre di lavoro in piano, una o due dedicate al salto e le restanti a esercizio leggero o all’aperto. È una traccia, non un programma fisso. Anche il piano può essere impegnativo se richiede molte transizioni, raccolta o lavoro muscolare. In uno studio su cavalli da salto è stato utilizzato un programma di cinque sedute settimanali, di cui due di salto, ciascuna inferiore a un’ora; quel dato descrive un protocollo di allenamento, non una prescrizione per ogni cavallo.
Quanti salti? Conviene contare gli sforzi, includendo riscaldamento, esercizi e percorso. Il totale, da solo, dice poco. Un verticale facile e un largo affrontato in una combinazione non richiedono lo stesso impegno. Altezza, larghezza, velocità, distanza di stacco, terreno e pause modificano il carico della seduta. Perciò l’istruttore dovrebbe stabilire prima l’obiettivo tecnico e fermarsi quando è raggiunto, evitando ripetizioni dettate soltanto dal desiderio di fare un altro percorso senza errori. Non esiste un limite di salti per seduta dimostrato come sicuro per tutti i cavalli. Una seduta può concentrarsi su pochi passaggi di una linea o di una combinazione, intervallati da recupero al passo. Se si lavora su un percorso completo, occorre considerare anche gli sforzi già fatti nel riscaldamento. I salti più alti o impegnativi vanno collocati quando il cavallo è caldo e ancora coordinato, non alla fine di una lunga serie quando la qualità del gesto diminuisce.
Le pause tra le sedute. Dopo il lavoro di salto più impegnativo, il giorno seguente può essere dedicato al passo, al movimento libero o a un lavoro leggero. Nella programmazione settimanale va previsto anche tempo senza lavoro montato intenso. La durata del recupero si decide osservando il cavallo. Scioltezza, regolarità delle andature, disponibilità al lavoro e risposta abituale allo sforzo sono più utili di una pausa identica imposta a tutti. La settimana della gara. Si riduce il carico senza interrompere del tutto il movimento. Il lavoro in piano mantiene il cavallo elastico e attento; un’eventuale seduta di salto serve a verificare un dettaglio, non a ripetere la difficoltà massima del concorso. Anche il viaggio e le prove già disputate entrano nel conteggio del carico complessivo. Dopo una giornata di gara intensa, il programma successivo va deciso in base a come il cavallo recupera, prima di fissare un’altra seduta impegnativa. Un diario semplice rende queste decisioni più precise. Per ogni giorno si possono annotare durata del lavoro, difficoltà degli ostacoli, terreno e risposta del cavallo il giorno dopo. Se compaiono rigidità, irregolarità, riluttanza al salto o un recupero diverso dal solito, il carico va rivalutato con istruttore e veterinario. A livello alto, la qualità della preparazione si misura anche dalla capacità di arrivare al giorno della gara con un cavallo fresco e disponibile.
Rispettare il cavallo significa ascoltare i suoi segnali e adattare allenamento, salti e pause alle sue condizioni, anche quando si prepara una gara importante. La prestazione conta, ma il benessere del cavallo deve guidare ogni scelta.
HSJ – RL
nella foto di Stefano Secchi Lorenzo Argentano e Corna Boy
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