Cambio del mantello in autunno: quanto conta l’alimentazione del cavallo?

Cambio del mantello in autunno: quanto conta l’alimentazione del cavallo?

Con l’arrivo dell’autunno il cavallo va incontro a una serie di adattamenti che lo preparano alla stagione fredda. Tra i più evidenti c’è il cambio del mantello. Il pelo estivo, corto e leggero, viene infatti progressivamente sostituito da un mantello più lungo e fitto, capace di garantire una maggiore protezione dalle basse temperature.

Nei mesi di ottobre e novembre questo processo diventa particolarmente evidente, anche se in realtà è iniziato già nelle settimane precedenti. La crescita del pelo invernale, infatti, non dipende semplicemente dall’abbassamento delle temperature: uno dei principali segnali che regolano il ciclo del mantello è la variazione del fotoperiodo, cioè la durata delle ore di luce nell’arco della giornata. Ma se la luce contribuisce a determinare quando il mantello cambia, lo stato nutrizionale del cavallo può influenzare come l’organismo affronta questo processo e la qualità del nuovo pelo.

Il mantello è anche lo specchio della nutrizione

Il pelo è costituito prevalentemente da cheratina, una proteina strutturale. La produzione di un nuovo mantello richiede quindi un adeguato apporto di nutrienti e una dieta correttamente bilanciata. Quanti di voi si accorgono che qualcosa non va nel proprio cavallo per l’opacità del pelo? Un cavallo alimentato in modo equilibrato presenta generalmente un mantello uniforme, resistente e dall’aspetto sano.

Al contrario, un pelo opaco, fragile o una muta particolarmente difficoltosa possono rappresentare un segnale da non trascurare. Non necessariamente indicano una carenza alimentare: stato sanitario, parassitosi, età, condizioni ambientali e alterazioni metaboliche possono avere un ruolo importante. La razione rimane comunque uno degli aspetti da valutare.

Proteine: non conta soltanto la quantità

Poiché il pelo è una struttura proteica, durante il periodo della muta è importante che la dieta garantisca un adeguato apporto proteico. Questo non significa, però, che sia necessario aumentare indiscriminatamente le proteine della razione. È soprattutto la qualità della componente proteica e il corretto apporto di aminoacidi a essere importante.

Alcuni aminoacidi contenenti zolfo, come metionina e cisteina, partecipano alla formazione della cheratina e contribuiscono quindi alla struttura del pelo. La soluzione non è necessariamente aggiungere un’integrazione: prima di tutto occorre verificare che fieno, mangime e altri alimenti utilizzati forniscano una razione complessivamente adeguata alle esigenze del singolo soggetto.

Grassi e acidi grassi essenziali per cute e mantello

Anche i lipidi svolgono un ruolo interessante. Gli acidi grassi essenziali, in particolare quelli appartenenti alle famiglie omega-3 e omega-6, partecipano al mantenimento della normale funzionalità della cute e delle sue barriere. Fonti vegetali come semi di lino, olio di lino e di soia possono contribuire all’apporto di acido alfa-linolenico (ALA), appartenente alla famiglia degli omega-3.

Una cute in buone condizioni costituisce la base per un mantello robusto. Per questo motivo, quando si valuta l’alimentazione del cavallo durante la muta, è utile non concentrarsi esclusivamente sul pelo visibile, ma considerare anche il benessere cutaneo. Si consiglia quindi un’integrazione con un Olio additivato di vitamina E, come Oil Performance, che può soddisfare le esigenze sia caloriche che di Omega 3 espletando una duplice funzione in questa stagione.

Zinco, rame e altri micronutrienti

Tra i minerali maggiormente coinvolti nel mantenimento di cute e mantello troviamo zinco e rame. Lo zinco partecipa a numerosi processi enzimatici e al normale metabolismo della cute, mentre il rame interviene in diversi processi biologici ed è coinvolto anche nella normale pigmentazione del mantello. L’integrazione minerale dovrebbe essere effettuata sulla base della razione complessiva, perché non è importante soltanto la quantità del singolo elemento, ma anche il corretto equilibrio tra i diversi minerali, come abbiamo più volte ripetuto.

Lo stesso principio vale per le vitamine. Una razione adeguatamente formulata deve garantire l’apporto dei micronutrienti necessari senza ricorrere automaticamente a supplementazioni elevate durante il periodo della muta. Una buona soluzione potrebbe essere quella di utilizzare un prodotto contenente una fonte di aminoacidi solforati, zinco e biotina, come in Biotin 10.000 in modo da somministrare un mangime minerale dietetico per la rigenerazione di zoccoli e del mantello.

Ottobre e novembre: attenzione anche all’energia

Il cambio del mantello coincide con un momento dell’anno in cui possono modificarsi anche le esigenze energetiche del cavallo. Con l’abbassamento delle temperature aumenta infatti l’energia necessaria alla termoregolazione, soprattutto nei cavalli che vivono prevalentemente all’aperto, negli animali anziani, nei soggetti magri o in quelli maggiormente esposti a vento, pioggia e freddo. In questa fase è particolarmente importante controllare regolarmente peso e Body Condition Score (BCS).

Il primo alimento da rivalutare è il foraggio. Una disponibilità adeguata di fieno di buona qualità non rappresenta soltanto una fonte di nutrienti: la fermentazione della fibra nell’intestino contribuisce anche alla produzione di calore, assumendo quindi particolare importanza durante i mesi più freddi. Piuttosto che aumentare automaticamente i concentrati, è quindi opportuno verificare innanzitutto quantità e qualità del foraggio disponibile.

E se il cavallo viene tosato?

Per molti cavalli sportivi la crescita del mantello invernale può diventare poco pratica. Durante il lavoro un pelo lungo trattiene maggiormente sudore e umidità e aumenta i tempi necessari perché il cavallo si asciughi. Per questo motivo, tra autunno e inverno, molti soggetti vengono tosati. La tosatura, però, modifica uno dei principali sistemi naturali di isolamento termico del cavallo. Un cavallo tosato disperde calore più facilmente rispetto allo stesso animale dotato di mantello invernale integro. Questo significa che la sua gestione deve essere adattata alle condizioni ambientali e individuali.

Tosare il pelo non interrompe le esigenze nutrizionali della muta

È importante ricordare un aspetto spesso trascurato: la tosatura elimina la parte esterna del pelo, ma non “spegne” il ciclo biologico del follicolo. Il cavallo continua quindi a seguire il proprio ciclo stagionale. Anche se il mantello viene accorciato meccanicamente, l’organismo continua ad avere bisogno di una razione equilibrata e di nutrienti adeguati per mantenere cute e pelo in buone condizioni. Per questo motivo, tosare un cavallo non rende meno importante la corretta alimentazione durante il periodo autunnale.

Coperte, alimentazione e gestione devono andare insieme

Nel cavallo tosato diventa fondamentale valutare con maggiore attenzione la protezione dal freddo. L’utilizzo della coperta dovrebbe essere deciso considerando tipo di tosatura, temperatura, vento, umidità, disponibilità di riparo, attività fisica e caratteristiche individuali del cavallo. Non esiste quindi una temperatura universale alla quale tutti i cavalli debbano essere coperti.

È inoltre importante evitare di affidare alla sola coperta ciò che dovrebbe essere gestito attraverso l’intera routine del cavallo. Un soggetto tosato che vive in un ambiente freddo può avere necessità energetiche differenti rispetto allo stesso cavallo non tosato e mantenuto nelle medesime condizioni. Il controllo periodico della condizione corporea permette di capire se la razione sta effettivamente coprendo queste esigenze.

Acqua anche quando fa freddo

In autunno e inverno può diminuire spontaneamente l’assunzione di acqua, soprattutto quando questa è molto fredda. Allo stesso tempo, la dieta tende spesso a diventare più ricca di alimenti secchi, in particolare fieno. È quindi importante assicurarsi che il cavallo abbia sempre a disposizione acqua pulita e facilmente accessibile, controllandone l’effettivo consumo. Una corretta idratazione rimane fondamentale per il benessere generale e per la normale funzionalità dell’apparato digerente anche quando le temperature si abbassano.

Una buona muta si prepara con una buona razione

Il cambio del mantello autunnale è un fenomeno fisiologico e non richiede necessariamente interventi nutrizionali specifici. Ciò che conta è verificare che la dieta sia realmente adeguata al cavallo. Durante ottobre e novembre è quindi utile controllare alcuni punti essenziali: foraggio di buona qualità e in quantità adeguata, corretto apporto energetico, proteine e aminoacidi adeguati, equilibrio di vitamine e minerali, disponibilità di acqua e controllo regolare della condizione corporea.

Nei cavalli tosati a questi aspetti si aggiunge una gestione più attenta della termoregolazione, attraverso coperte e ripari adeguati alle condizioni climatiche. La muta è uno dei segnali più visibili dell’adattamento stagionale del cavallo e rappresenta un buon momento per rivalutare l’intera razione e la gestione in vista dell’inverno. Un mantello sano nasce infatti dall’equilibrio tra alimentazione, ambiente, gestione e stato generale del cavallo.

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