Filippo Bologni a Pozzallo per il Sicily Sun Tour

Filippo Bologni a Pozzallo per il Sicily Sun Tour

«Più concorsi internazionali in Italia aiutano a far crescere cavalli e cavalieri»

Il calendario internazionale del salto ostacoli italiano continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti e nuove destinazioni. Tra queste c’è la Sicilia, dove l’Equistile Equestrian Center di Pozzallo ospita il Sicily Sun Tour, inserendosi in un territorio che vanta una lunga tradizione equestre, tanto sportiva quanto allevatoriale.

Tra i cavalieri presenti c’è Filippo Bologni, arrivato a Pozzallo con quattro cavalli: Joint Venture Z, Eldorado S, Merci e Trusilla. Quattro soggetti differenti per età, esperienza e obiettivi, con i quali il cavaliere azzurro affronterà le categorie riservate ai giovani cavalli e quelle del CSI2*.

Con Filippo abbiamo parlato del valore di avere un numero sempre maggiore di concorsi internazionali in Italia, della costruzione dei cavalli per il futuro, dell’importanza di confrontarsi con percorsi tecnicamente impegnativi e delle opportunità che una destinazione come la Sicilia può offrire al movimento. Al centro della conversazione anche Frank Rothenberger, reduce dai Campionati del Mondo di Aachen 2026, e le prime impressioni di Bologni dopo il suo arrivo all’Equistile.

Quanto è importante per voi cavalieri poter contare su un numero sempre maggiore di concorsi internazionali sul territorio italiano?

«È molto importante per noi cavalieri, ma in generale per tutti gli addetti ai lavori, avere un numero sempre maggiore di concorsi internazionali sul suolo italiano. Ci dà la possibilità di partecipare a più gare e soprattutto di produrre sempre nuovi cavalli.

Avere concorsi internazionali quasi tutte le settimane durante l’anno ci permette di far girare anche tanti cavalli giovani e quindi di farli crescere prima. Diversamente, alcuni rischierebbero magari di rimanere un po’ più indietro rispetto ai cavalli di punta che partecipano con maggiore continuità alle competizioni».

Proprio la crescita dei giovani cavalli è uno dei temi centrali del programma di Bologni a Pozzallo. Il Sicily Sun Tour comprende infatti anche categorie internazionali dedicate alle nuove generazioni, offrendo la possibilità di costruire esperienza in un contesto internazionale prima del passaggio alle categorie maggiori.

Quanto conta poter affiancare alle categorie di alto livello anche un programma internazionale dedicato ai giovani cavalli?

«È molto importante. Io stesso qui monterò un cavallo di sette anni nelle gare riservate ai giovani. Si chiama Joint Venture Z ed è un mio nuovo cavallo.

È nelle mie scuderie da appena quindici giorni e questo sarà il primo concorso internazionale che faccio con lui. È di proprietà di persone che investono insieme a me con l’obiettivo di produrre cavalli importanti per il futuro. Sarà quindi interessante vedere come crescerà e come risponderà durante queste settimane internazionali di concorso in Sicilia».

Joint Venture Z rappresenta così il progetto più giovane della trasferta, all’interno di un gruppo costruito per affrontare livelli e obiettivi differenti. Accanto al sette anni, Filippo ha infatti portato tre cavalli adulti destinati alle categorie maggiori.

Quali sono gli altri cavalli che compongono il tuo team per la trasferta siciliana?

«Ho un totale di quattro cavalli. Il mio cavallo di punta è Eldorado S, un castrone di quattordici anni che monto da undici mesi. In questo periodo mi ha permesso di ottenere ottimi risultati, tra cui il nono posto nel Campionato Italiano Assoluto Seniores di Arezzo 2026, oltre a diversi piazzamenti in gare Longines Ranking fino a 1,50 metri. Sarà lui a preparare i vari Gran Premi internazionali in Sicilia, a partire da quello di Pozzallo.

Poi c’è Merci, nove anni, che si sta affacciando adesso alle categorie da 1,45 metri Longines Ranking. Penso che, con ancora un po’ di lavoro, possa diventare veramente competitivo in quelle gare.

Infine c’è Trusilla, una femmina italiana di dieci anni che monto già da due stagioni. Con lei ho partecipato a gare Longines Ranking anche nei CSI5*, quindi è una cavalla con esperienza e penso, e spero, che possa portare a casa diversi podi nelle prossime settimane».

Joint Venture Z, Eldorado S, Merci e Trusilla compongono un gruppo eterogeneo anche dal punto di vista genealogico: il sette anni è figlio di Jenson van ’t Meulenhof, Eldorado S di Diarado e Merci di Messenger, mentre Trusilla è una cavalla di allevamento italiano, nata e allevata in Italia e quindi espressione della selezione e della produzione del comparto allevatoriale nazionale.

Quattro soggetti in momenti diversi della propria carriera, accomunati dalla possibilità di confrontarsi a Pozzallo con tracciati firmati da uno dei nomi più autorevoli course designers mondiali.

A disegnare i percorsi del Sicily Sun Tour è infatti Frank Rothenberger, storico chef de piste che arriva in Sicilia a poche settimane dai Campionati del Mondo di Aachen 2026, dove ha costruito i percorsi sui quali i migliori binomi al mondo si sono confrontati per il titolo iridato.

Una presenza che porta a Pozzallo un’esperienza maturata ai massimi livelli dello sport e che, per i cavalieri, rappresenta soprattutto l’opportunità di confrontarsi con percorsi molto tecnici.

Dopo i Campionati del Mondo di Aachen, Frank Rothenberger arriva a Pozzallo per disegnare i percorsi del Sicily Sun Tour. Cosa significa per un cavaliere confrontarsi con un course designer di questa esperienza?

«Mi aspetto percorsi abbastanza complicati, ma complicati nell’accezione positiva del termine: con grande tecnica, grande spessore di tracciato e anche di misura.

Penso che sarà una bella occasione, sia per me sia per i miei cavalli, poterci confrontare con i percorsi di Frank Rothenberger in Italia. Credo che un direttore di campo con una simile esperienza internazionale possa darci molto: a me come cavaliere, per aumentare il mio bagaglio di esperienza, e ai miei cavalli per aiutarli a crescere».

Nelle parole di Bologni, la difficoltà tecnica non è quindi qualcosa da evitare. Al contrario, diventa parte del percorso necessario per costruire cavalli e cavalieri capaci di affrontare appuntamenti sempre più importanti.

Quanto è importante, nel percorso di crescita di un binomio, confrontarsi anche con tracciati capaci di metterlo realmente alla prova?

«A volte si spera di trovare dei percorsi facili per avere la vita facilitata, ma in realtà, se uno cerca concorsi soltanto per fare un percorso netto in più senza mai testarsi, andare oltre i propri limiti e affinare la propria tecnica, non cresce.

Sono quindi molto felice di avere questo direttore di campo questa settimana e spero che ci metta alla prova. Un direttore di campo non deve creare disagi ai cavalli, naturalmente, ma è giusto che metta sotto pressione i cavalieri e ci porti a concentrarci al massimo».

La possibilità di avere più appuntamenti internazionali sul territorio nazionale, tuttavia, non riguarda soltanto la preparazione sportiva dei binomi. Secondo Filippo può contribuire anche ad ampliare il pubblico del salto ostacoli e creare nuove occasioni di incontro tra l’equitazione e chi ancora non appartiene direttamente al settore.

Un calendario internazionale sempre più ricco può aiutare anche ad avvicinare nuovo pubblico al salto ostacoli?

«Penso di sì. Più gare di questo livello si svolgono sul suolo italiano e più, per diversi motivi, anche il pubblico extrasettoriale può pian piano avvicinarsi al nostro sport.

Naturalmente partiamo da eventi importantissimi come Fieracavalli Verona e Piazza di Siena, ma è positivo che ci siano anche altri concorsi con tutte le carte in regola per diventare progressivamente più importanti.

Quando poi il concorso incontra una destinazione come la Sicilia, alla componente strettamente sportiva se ne aggiunge inevitabilmente un’altra. Storia, territorio, cultura e gastronomia possono rendere la trasferta interessante anche oltre le giornate trascorse in campo gara, soprattutto per chi arriva dall’estero».

Quanto può incidere il contesto siciliano sulla capacità di attrarre in futuro anche cavalieri stranieri?

«Gli stranieri sanno già benissimo che venire in Italia a fare concorsi offre molto di più rispetto alla semplice competizione. Sono sempre felicissimi di venire in Italia, che sia per la storia o per la tradizione gastronomica. Apprezzano molto il bel mangiare e il bel vivere italiano, che peraltro apprezzo tantissimo anch’io.

Più concorsi internazionali si svolgeranno in Sicilia, più anche all’estero si potrà capire quanto questa terra abbia da offrire. Credo che nei prossimi anni possa esserci un buon flusso di cavalieri stranieri, sempre di più alto livello».

L’Equistile Equestrian Center ha tutte le carte in regola per poter diventare un punto di riferimento per il salto ostacoli italiano e, perché no, anche internazionale?

Filippo Bologni conosce bene Giancarlo Guastella e il progetto che sta prendendo forma intorno all’Equistile: «Penso che Giancarlo sia un ottimo organizzatore e abbia tutte le carte in regola, a livello manageriale e organizzativo, per portare sempre più in alto il livello del proprio concorso.

È un imprenditore e allo stesso tempo un uomo di cavalli: sa cosa serve a un evento per crescere dal punto di vista imprenditoriale e dell’immagine, ma sa anche cosa serve al cavaliere e, di conseguenza, al cavallo per stare bene e avere voglia di tornare. Penso che questa dualità sia molto importante».

Una volta arrivato a Pozzallo, dopo aver sistemato i quattro cavalli e averli lavorati per la prima volta all’interno dell’Equistile Equestrian Center, quali sono state le tue prime impressioni?

«Il posto è bello, le strutture sono ottime e il terreno dei campi è meraviglioso. Va fatto veramente un plauso alla famiglia Guastella e a tutto il team che sta dietro all’organizzazione dell’Equistile di Pozzallo.

Le scuderie sono ottime, i cavalli stanno bene e l’ambiente è accogliente. Sono qui soltanto da un pomeriggio e sono veramente felice di esserci».

Ti piacerebbe ritrovare Pozzallo anche nei tuoi prossimi programmi internazionali?

«Sicuramente. Mi dispiace essere qui solamente per pochi giorni e spero vivamente che il progetto possa continuare ad andare avanti e a crescere. Io sarò sicuramente uno dei cavalieri che torneranno con piacere alle competizioni internazionali organizzate all’Equistile.

Adesso iniziano le gare. Dobbiamo solo incrociare le dita e cercare di fare il meglio possibile».

Per Filippo Bologni, il Sicily Sun Tour comincia così: con quattro cavalli, obiettivi diversi e la curiosità di misurarsi con un appuntamento nuovo. Il resto lo costruiranno, percorso dopo percorso, queste giornate di sport in Sicilia.

di Alessandra Ceserani

ph Stefano Secchi (Filippo Bologni su Eldorado S)

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