Gabriele Vulcanico: «Poter contribuire a far gareggiare cavalieri internazionali nella mia terra è davvero emozionante»

Gabriele Vulcanico: «Poter contribuire a far gareggiare cavalieri internazionali nella mia terra è davvero emozionante»

«Affiancare Frank Rothenberger sarà un’importante occasione di crescita»

Il secondo direttore di campo del Sicily Sun Tour racconta l’attesa per il CSI2* di Pozzallo, il lavoro al fianco del celebre course designer internazionale e una carriera iniziata ad appena diciotto anni.

Il Sicily Sun Tour si prepara a portare il salto ostacoli internazionale all’Equistile Equestrian Center di Pozzallo. Ad affiancare Frank Rothenberger, uno dei course designer più apprezzati al mondo e protagonista dei maggiori appuntamenti internazionali, sarà il siciliano Gabriele Vulcanico.

Per Gabriele Vulcanico, secondo direttore di campo del CSI2*, si tratta di un’occasione dal forte valore professionale e personale: un’opportunità di confronto con un punto di riferimento della disciplina, ma anche un motivo di orgoglio per contribuire alla realizzazione di un evento internazionale nella propria terra.

È la prima volta che lavori al fianco di Frank Rothenberger. Cosa rappresenta per te questa esperienza?

«Conosco Frank da tempo, ma non avevamo mai avuto l’opportunità di lavorare insieme. Affiancare quello che considero il numero uno al mondo è sicuramente emozionante. La sua presenza rappresenta un’occasione importante per tutti: per noi direttori di campo più giovani, per i cavalieri, per gli istruttori e per il pubblico. Potremo osservare soluzioni e dettagli differenti rispetto a quelli ai quali siamo normalmente abituati. Sarà un’esperienza di crescita per tutto il movimento.»

Come vi confronterete nella progettazione dei percorsi e nella definizione delle difficoltà tecniche?

«Le difficoltà saranno adeguate al livello dei binomi presenti. La progettazione definitiva verrà sviluppata direttamente sul posto, passo dopo passo. Il campo presenterà anche alcuni elementi differenti rispetto ai precedenti concorsi e dovremo quindi valutare le diverse esigenze man mano. Nel nostro lavoro è fondamentale osservare la situazione reale e adattare i tracciati alle condizioni che troviamo.»

Conosci già bene il campo dell’Equistile?

«Sì, ho lavorato diverse volte all’Equistile in occasione di concorsi nazionali, anche se questa sarà la mia prima esperienza qui nell’ambito di un evento internazionale. La struttura ha una nuova proprietà, che l’ha rilevata lo scorso anno con l’obiettivo di partire subito con manifestazioni internazionali e competizioni di grande importanza. La volontà è quella di far crescere ulteriormente il centro.»

Leggi l’intervista completa a Giancarlo Guastella di horseshowjumping.tv qui per conoscere una scuderia di eccellenza nel cuore della Sicilia.

Quali caratteristiche deve avere un percorso per essere selettivo, ma anche corretto e rispettoso dei cavalli?

«L’obiettivo principale è creare le giuste difficoltà nel rispetto del cavallo, del cavaliere e dello spettacolo. Ogni categoria dovrebbe produrre una corretta percentuale di percorsi netti e di risultati con quattro penalità, cercando invece di limitare al minimo eliminazioni, ritiri o prove con troppi errori. Il compito del direttore di campo è trovare il giusto equilibrio e costruire un percorso adeguato alla categoria e al livello dei partecipanti.»

Quanto sarà importante confrontarsi con cavalieri abituati alle competizioni internazionali?

«Saranno presenti cavalieri stranieri maggiormente abituati alle difficoltà che si incontrano nei concorsi internazionali. Anche per i cavalieri italiani sarà interessante confrontarsi con i percorsi ideati da un direttore di campo della levatura di Frank Rothenberger. Sono molto fiducioso: credo che assisteremo a un grande spettacolo.»

Cosa significa per te contribuire alla realizzazione di un CSI2* nella tua terra?

«Per me è un grande motivo di orgoglio. Essendo siciliano, poter contribuire a far gareggiare cavalieri internazionali nella mia terra è davvero emozionante. Per un’isola non è sempre semplice attirare un’utenza internazionale così importante. Per questo considero il Sicily Sun Tour un appuntamento particolarmente significativo.»

Come è iniziata la tua carriera da direttore di campo?

«A sedici anni lavoravo già come uomo di campo: sistemavo le barriere e, contemporaneamente, montavo a cavallo. A diciotto anni sono diventato direttore di campo ed ero, all’epoca, il più giovane d’Italia. Oggi ho quarantadue anni e svolgo questo lavoro da quando ne avevo diciotto. Ho avuto la possibilità di collaborare con numerosi direttori di campo internazionali e di maturare esperienze in Europa, Brasile ed Emirati Arabi. Il cavallo è sempre stato la mia grande passione e, con il tempo, anche il course designing è diventato il mio lavoro.»

Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

«L’ho capito subito, fin da giovane. Mi affascinavano la tecnica e tutti i particolari necessari per realizzare un buon percorso. Un direttore di campo deve conoscere profondamente il cavallo, la sua meccanica, il cavaliere e le caratteristiche del terreno. Deve considerare moltissimi fattori: il fondo, la pioggia, il caldo, la luce, gli eventuali dislivelli, l’orario della gara, l’età dei partecipanti e la pressione legata all’importanza della categoria.»

Quanto può incidere il lavoro del direttore di campo sul risultato di un binomio?

«Può cambiare tutto. Un percorso costruito correttamente permette al binomio di esprimersi al meglio; uno progettato male può mettere in difficoltà anche un cavaliere preparato per quella categoria. Bisogna calibrare con attenzione ogni dettaglio, perché il nostro compito è tutelare i partecipanti e, allo stesso tempo, creare uno spettacolo bello e sportivamente corretto.»

Dopo il CSI2* di Pozzallo, Gabriele Vulcanico proseguirà la propria stagione alla Favorita di Palermo per la Coppa degli Assi, prima dei possibili impegni invernali negli Emirati Arabi. Intanto, all’Equistile lo attende una nuova sfida: contribuire, insieme a Frank Rothenberger, alla riuscita di un appuntamento destinato a rappresentare un’importante occasione di crescita per il salto ostacoli siciliano.

Di Alessandra Ceserani

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